Fisco

Lotta all’evasione: 10 miliardi in cassa nei primi nove mesi

La lotta all’evasione non soffre la crisi. Nei primi 9 mesi di quest’anno gli incassi sono stati «in linea con l’analogo periodo del 2011» e questo «malgrado il momento di forte crisi economica». Parola del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, che ieri aprendo l’anno di studi della scuola di polizia tributaria a Ostia ha chiesto di concentrare gli sforzi soprattutto contro i grandi evasori senza disturbare gli «onesti», a cominciare dalle «attività legali e legittime delle imprese più competitive».
A conti fatti, per il periodo da gennaio a settembre, l’incasso per l’erario con il recupero dell’evasione si aggira, dunque, intorno ai 10 miliardi confermando le previsioni del direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, che nelle settimane scorse aveva parlato di una stima di incassi per 12-13 miliardi per il 2012 (nel 2011 sono stati 12,7 miliardi).
Grilli ha ricordato – seduto a fianco del comandante generale della Guardia di finanza, Saverio Capolupo –, come il Governo abbia introdotto nell’ultimo anno nuovi strumenti di lotta all’evasione molto efficaci, ma che vanno usati «con attenzione e responsabilità». Perché, secondo il ministro, la lotta all’evasione deve «intralciare il meno possibile l’attività economica delle imprese e dei cittadini che sono onesti e non hanno nulla di cui rispondere».
La tenuta della lotta all’evasione è confermata anche dagli ultimissimi dati dell’attività di controllo della Guardia di finanza che nei primi nove mesi del 2012 ha individuato 40 miliardi di redditi non dichiarati (si tratta delle basi imponibili evase che nello stesso periodo del 2011 erano 39 miliardi): di questi, 26 riguardano gli evasori totali, 12 l’evasione fiscale internazionale (l’anno scorso erano 8) e il resto i casi di evasione parziale o di “massa”, come gli scontrini. Su questo fronte sono stati effettuati fino a settembre ben 340mila controlli e nel 34% dei casi le fiamme gialle hanno scoperto una mancata emissione.
Grilli ha, infine, puntato il dito contro «l’uso abnorme» del contante in Italia ed ha osservato che in otto mesi gli incassi Iva sono scesi «in modo contenuto» (-1,3%). Ma il calo non è stato omogeneo in tutti i settori: in alcuni è crollato, come per automobili e manifatturiero (rispettivamente -20% e -10% di gettito Iva), in altri è addirittura salito, come per le forniture di gas, acqua ed energia (+6,5%) e per gli studi legali e di contabilità (+5% di gettito): «Su questo – ha concluso il ministro – bisogna vedere se è anche merito dell’azione di contrasto all’evasione».

[alert_custom]I NUMERI[/alert_custom]

10 miliardi quelli recuperati: è la stima del gettito recuperato dall’evasione fiscale nei primi 9 mesi del 2012. Secondo il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, gli incassi da gennaio a settembre sono stati «in linea con l’analogo periodo del 2011» e questo «malgrado il momento di forte crisi economica». La lotta all’evasione ha portato nelle casse dello Stato 12,7 miliardi nel 2011. Un dato in crescita rispetto agli anni passati quando la lotta all’evasione ha fatto incassare 11,1 miliardi nel 2010 e 9,1 nel 2009.
40 miliardi quelli di evasione: secondo gli ultimi dati raccolti, nelle attività di controllo della Guardia di Finanza per il 2012, sono circa 40 i miliardi di redditi non dichiarati fino a settembre scorso – 26 miliardi riguardano gli evasori totali, 12 miliardi invece l’evasione fiscale internazionale (il trasferimento, cioè, di fondi all’estero) mentre il resto riguarda invece casi di evasione parziale oppure di “massa”. Come nel caso dei mancati scontrini. Nel 2012 la Guardia di finanza ha effettuato 340mila controlli, nel 34% dei casi c’è stata una violazione.

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