Lavoro

Lo stress da superlavoro? Va risarcito anche se il dipendente non lo ha richiesto

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Lo stress da superlavoro va risarcito anche se il lavoratore non lo ha richiesto. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 18211, ricorda che, per rispetto del criterio di ragionevolezza, il limite dell’orario di lavoro deve coincidere con la tutela della salute.

Partendo da questo presupposto la Suprema corte respinge il ricorso di una società che in un processo di lavoro aveva avuto partita vinta a metà. Da una parte il giudice di merito aveva affermato la legittimità del licenziamento di un portiere di notte, verificata l’impossibilità di passarlo, come chiedeva, al turno di giorno già coperto da due colleghi, ma, dall’altra ha condannato il datore di lavoro a pagare un risarcimento di 25mila euro per il danno biologico, una sindrome nevrotico ansiosa, causata dal super stress derivante dalle 12 ore di lavoro che il giudice ha considerato non-stop. Un “indennizzo” che è arrivato anche se il lavoratore non lo aveva mai richiesto nel corso di un rapporto che era terminato con il licenziamento.

Inutile il tentativo del titolare della società di dimostrare che nel lavoro di un portiere di notte vanno considerate le “pause di inattività”. Che, secondo la Cassazione tali non erano. «Il criterio distintivo tra riposo intermedio, non computabile ai fini della determinazione della durata del lavoro, e la semplice temporanea inattività, computabile invece ai tali fini – scrive la Cassazione – che trova applicazione anche nel lavoro discontinuo, consiste nella diversa condizione in cui si trova il lavoratore, il quale nel primo caso può disporre liberamente di sé stesso per per un certo periodo di tempo anche se è costretto a rimanere nella sede di lavoro o a subire qualche limitazione, mentre, nel secondo, pur restando inoperoso, è obbligato a tenere costantemente la propria forza lavoro per ogni necessità». Era il caso del portiere di notte che, dalle 21 alle 9, doveva “vegliare” sulla sicurezza dei clienti. Legittimo dunque il collegamento della sindrome nevrotica ansiosa con lo stress da lavoro.

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