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Lo status di familiare a carico per il diritto alle detrazioni fiscali: ecco come funziona e cosa bisogna sapere

Per la detrazione fiscale per figli o coniuge a carico, o altri familiari, è necessario presentare una richiesta ed attestare un loro reddito complessivo inferiore a 2.840,51 euro

Lo status di familiare a carico per il diritto alle detrazioni fiscali: ecco come funziona e cosa bisogna sapere
Per la detrazione fiscale per figli o coniuge a carico, o altri familiari, è necessario presentare una richiesta ed attestare un loro reddito complessivo inferiore a 2.840,51 euro, al netto degli oneri deducibili

I contribuenti italiani che hanno a proprio carico dei familiari possono richiedere le detrazioni fiscali per carichi di famiglia. I figli a carico, il coniuge a carico e gli altri familiari danno diritto ad un’agevolazione fiscale consistente nell’abbattimento dell’imposta lorda Irpef da pagare annualmente sul proprio reddito complessivo. A tal  fine, condizione necessaria per il diritto alla detrazione è il possesso dello status di familiare a carico del figlio, della moglie o del parente convivente con il contribuente che fa richiesta di detrazione.

Riveste quindi particolare importanza capire quali sono i familiari a carico, oltre i figli e la moglie o il marito, per i quali è possibile richiedere le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, quali sono le condizioni dettate dal TUIR e dal legislatore per poter considerare un familiare fiscalmente a carico. Detrazioni che possono essere oggetto di richiesta al proprio datore di lavoro oppure essere utilizzate in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi. Approfondiamo questi aspetti.

Quali sono i familiari a carico. I familiari fiscalmente a carico sono quelli indicati nell’art. 433 del codice civile ossia i seguenti soggetti:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli compresi quelli naturali riconosciuti;
  • I figli adottivi e gli affidati o affiliati;
  • i genitori, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, che convivano con il contribuente o per provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.

Lo status di familiare a carico

Per aver diritto alle detrazioni per carichi di famiglia, il contribuente interessato all’agevolazione fiscale deve produrre una richiesta. Il contribuente non è legittimato a fruire della detrazione d’imposta per la sola presenza del familiare nello stato di famiglia, ma è necessario un requisito reddituale del familiare oggetto di richiesta.

Lo status di familiare a carico è riconosciuto se nel corso dell’anno (quello d’imposta al quale si riferisce la richiesta di detrazione o al quale si riferisce la dichiarazione dei redditi, modello 730 o unico), i familiari  hanno posseduto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Il reddito da prendere a riferimento è quello lordo, non il netto. Vanno però tolti gli oneri deducibili come ad esempio i contributi versati, le erogazioni liberali, ecc. Nel caso di un lavoro dipendente del familiare, va preso a riferimento l’imponibile fiscale Irpef indicato nel modello Cud ricevuto dal datore di lavoro.

Il limite di reddito di 2.840,51 euro che consente di poter considerare un familiare a carico oppure no, va considerato in riferimento all’intero periodo d’imposta, ossia l’intero anno. Non sono fiscalmente rilevanti i periodi durante l’anno nei quali è stato prodotto tale reddito. Se al termine del periodo d’imposta il suddetto limite è stato superato, il familiare non può essere considerato a carico del contribuente richiedente e quindi non sono legittimamente riconosciute le detrazioni fiscali per familiari a carico. E questo neppure per la parte dell’anno in cui il familiare era privo di un reddito.

Esempio. Se un padre è intenzionato a chiedere, nel modello 730 del 2013 da presentarsi a metà anno 2013, le detrazioni per figlio a carico, ma il proprio figlio, pur non avendo lavorato per tutto il 2012 fino ad ottobre, ha avuto nei mesi di novembre e dicembre 2012 un contratto a termine di due mesi per un incasso di 3.000 euro di imponibile Irpef, come da modello Cud ricevuto dal figlio dal suo datore di lavoro, la detrazione fiscale per figlio a carico non spetta, essendo stato superato dal figlio, nell’arco del periodo d’imposta (anno 2012), il reddito di 2.840,51 che consente di ottenere lo status di familiare a carico.

Retribuzioni computate nel limite di reddito di 2.840,51 euro. Sono da computare nel calcolo, ai fini dell’individuazione del reddito complessivo entro 2.840,51 euro, anche i seguenti elementi retributivi:

  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. Si tratta dei vecchi contribuenti minimi;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo soggetto ad imposta sostitutiva sulle nuove attività produttive;
  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca;
  • la quota esente prevista per i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi, nel caso in cui la prestazione venga fornita in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto da soggetti residenti in Italia (cosiddetti lavoratori frontalieri);
  • le retribuzioni corrisposte da enti e organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica.

Esclusi i redditi a tassazione separata. Non sono da considerare nel calcolo del reddito complessivo, al fine della verifica della condizione di familiare a carico, i redditi assoggettati a tassazione separata (circolare n. 55/e del 20 giugno 2002).

Assegno di reversibilità e detrazioni per familiari a carico. Un contribuente titolare di assegno di reversibilità può fruire delle detrazioni per il figlio e la nuora a carico se ciascuno di questi non percepisce redditi superiori a 2.840,51 euro. Il requisito della convivenza è però necessario soltanto per la nuora e non per il figlio.

Richiesta della detrazione e attestazione del reddito del familiare

Chiarito quali sono i familiari che possono essere fiscalmente a carico e chiarito quali redditi sono considerati ai fini del limite di 2.840,51 euro, è importante chiarire in che modo il contribuente, richiedente la detrazione fiscale per carichi di famiglia, deve attestare il loro status di familiare a carico ed effettuare la richiesta di detrazioni fiscali per figli a carico, o coniuge a carico o per altri familiari a carico.

Il modulo detrazioni al datore di lavoro. Va subito precisato che l’attestazione è sotto la responsabilità del contribuente richiedente. Essa, nel caso di lavoratori dipendenti, può essere fatta al datore di lavoro sostituto d’imposta, attraverso la presentazione del modulo detrazioni firmato. Con questa richiesta al datore di lavoro, il lavoratore dipendente contribuente, su propria responsabilità, dichiara che il familiare non ha un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro e quindi possiede lo status di familiare a carico.

Sulla base di questa dichiarazione il datore di lavoro attribuisce la detrazione fiscale richiesta, nelle buste paga e mensilmente. La detrazione fiscale può essere quella per figli a carico, per coniuge a carico e per altri familiari. Il modulo detrazioni presentato va ripresentato successivamente solo se sono cambiate le condizioni familiari (ad esempio il figlio ha trovato lavoro e supera il reddito di 2.840,51 euro).

La richiesta di detrazioni nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico PF). Nel caso in cui nelle buste paga il datore di lavoro ha correttamente calcolato le detrazioni per tutto l’anno ma, a seguito del superamento del reddito nell’anno, il familiare considerato a carico per tutto l’anno in realtà non aveva diritto alla detrazione fiscale, il ricalcolo del proprio reddito senza le detrazioni fiscali va effettuato in sede di presentazione dei redditi, modello 730 o modello Unico. In sostanza, se non si ha avuto diritto ad un ammontare annuo di detrazioni fiscali per il familiare, si è fiscalmente obbligati alla restituzione dell’agevolazione fiscale usufruita nelle buste paga.

Oltre al caso appena descritto, il contribuente, oltre alla richiesta delle detrazioni al proprio datore di lavoro, può sempre attestare e richiedere la detrazione fiscale (per figli a carico, per coniuge a carico o altri familiari), con la sottoscrizione della dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico PF).

Calcolo e computo delle detrazioni per carichi di famiglia

Il computo delle detrazioni. L’art. 12 comma 3 del TUIR stabilisce che l’importo delle detrazioni deve essere rapportato ai mesi dell’anno per i quali i familiari sono rimasti a carico e competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono cessate le condizioni richieste. I periodi inferiori al mese sono comunque considerati per intero.

Detrazioni fiscali per familiari residenti all’estero. Dal 2007 in poi, compreso il 2013 a seguito della proroga della Legge di Stabilità 2012, i familiari residenti all’estero possono rientrare tra coloro sui quali un contribuente può richiedere la detrazione fiscale. Questo sia che è il familiare è in un paese dell’Unione Europea, sia che è un residente in un paese extracomunitario.

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28 Commenti

  1. Buongiorno , ho gia’ presentato il mio 730 al caf , mia moglie (lavoratrice autonoma) ha chiuso l’anno 2013 in perdita , quindi a reddito zero. Il commercialista mi ha consigliato di richiedere al caf la compilazione di un 730 integrativo in quanto lei ha avuto delle spese
    dentistiche abbastanza cospicue e in piu’ la dovrei prendere in “carico” io. E’ corretta la cosa ? qual’e’ il termine per la presentazione ? Grazie mille e buon lavoro

    1. Ciao Gianluca.

      Se, dopo un attento controllo del prospetto di liquidazione delle imposte (modello 730/3) ricevuto dal sostituto d’imposta o dall’intermediario, si riscontrano errori di compilazione o di calcolo, è possibile rivolgersi a chi ha prestato l’assistenza per correggerli. In questo caso è necessario compilare il modello 730 rettificativo.

      Quando il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di esporre degli oneri deducibili o detraibili, c’è la possibilità di:
      – presentare entro il 25 ottobre un modello 730 integrativo, con la relativa documentazione. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico;
      – presentare, in alternativa, un modello Unico Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

  2. detrazioni figlio: salve, qualcuno puo’ aiutarmi?
    per l’anno 2013 ho compilato correttamente il mio modello detrazioni indicando di non volere mio figlio a carico, ora al caaf dal mio cud si sono accorti che invece chi compila le buste paga l’ha lasciato e dovrò restituire 880 euro di detrazioni non spettanti.
    capisco di aver avuto durante l’anno in piu’ di quanto mi spettava, ma io avevo compilato il modello in modo corretto… e restituire questi soldi non era previsto nel mio budget familiare. ora mi chiedo il consulente buste paga puo’ prendersi la responsabilità di tale errore? grazie!!

    1. Ciao Jessica. Sulla indebita percezione delle detrazioni purtroppo non c’è nulla da fare, dovrai restituirle. Potrai eventualmente agire legalmente contro il consulente per ottenere il risarcimento del danno. A tal fine avrai l’onere di dimostrare che era stato messo al corrente della nuova situazione che aveva comportato il venir meno delle detrazioni (es. tramite una nuova autocertificazione dello stato di famiglia). Viceversa, in assenza di un documento scritto, sarà alquanto difficile dimostrare di avere assolto gli obblighi di tua competenza (obblighi di natura informativa) perchè il consulente dichiarerebbe di non essere mai stato messo al corrente del cambiamento.

  3. Mio figlio ha lavorato part-time per 14 settimane con un reddito di euro
    2.510,00. Gli tocca la mini aspi che all’inps gli hanno stabilito per
    un importo lordo di euro 333,00, poi tolte euro 77 di irpef, quindi
    netto euro 256…. sommando i redditi da lavoro più la mini aspi, va a
    superare la somma di euro 2.840,51 limite per cui un figlio è a
    carico… se ho ben capito, per percepire 254,00 euro di mini aspi vado a
    perdere circa 900 euro di detrazioni!!!!!!!!!!!!! Se è così, e chiedo
    consiglio, non appena mi arriva l’assegno nemmeno lo cambio………… è
    così oppure no!!!!!!!!!!!!!

    1. Ciao Giacomo, purtroppo e’ cosi in quanto il reddito percepito con la Mini ASpI si somma ai redditi di lavoro e se supera la soglia di 2.840,51 euro il figlio non puo piu essere messo a carico

      1. Grazie per la celere e chiara risposta, ora chiedo, siccome la differenza è proprio di qualche euro, mi sembra di ricordare che vi è una piccola parte del cud/busta paga, che non contribuisce al reddito come ad esempio i contributi versati, dove trovo le voci in busta paga, e siccome ancora la somma di euro 254,00 non è stata riscossa, se è possibile rifiutarla, o riscuoterla nell’anno successivo.

        1. Il reddito da prendere a riferimento è quello lordo in busta, non il netto. Vanno però tolti gli oneri deducibili come ad esempio i contributi versati, le erogazioni liberali, ecc. Nel caso di un lavoro dipendente del familiare va preso a riferimento l’imponibile fiscale Irpef indicato nel modello Cud ricevuto dal datore di lavoro.

          Esempio. Se un padre è intenzionato a chiedere, nel modello 730 del 2013 da presentarsi a metà anno 2013, le detrazioni per figlio a carico, ma il proprio figlio, pur non avendo lavorato per tutto il 2012 fino ad ottobre, ha avuto nei mesi di novembre e dicembre 2012 un contratto a termine di due mesi per un incasso di 3.000 euro di imponibile Irpef, come da modello Cud ricevuto dal figlio dal suo datore di lavoro, la detrazione fiscale per figlio a carico non spetta, essendo stato superato dal figlio, nell’arco del periodo d’imposta (anno 2012), il reddito di 2.840,51 che consente di ottenere lo status di familiare a carico.

          Per quanto riguarda il rifiuto della Mini-ASpI, dovresti chiedere all’Inps. Prova intanto a parlare con un operatore al numero verde 803.164 oppure recati in sede.

  4. chiedo scusa mia moglie quest’anno ha precepito un indennità di disoccupazione pari a un totale di 1600 euro e con un contratto determinato altri euro 1300, totale 2900 euro. posso metterla a carico in quanto 1600 euro derivano dall’indennità di disoccupazione? grazie

    1. Ciao Antonio, non puoi metterla a carico in quando il reddito derivante dalla disoccupazione viene considerato reddito assimilato a quello da lavoro dipendente, ed in quanto tale concorre alla formazione del reddito complessivo annuo del familiare (nel tuo caso la moglie), che per il 2013 non deve superare 2.840,51 euro. La somma tra lavoro dipendente a termine (1.300 euro) e l’ASpI (1.600 euro) sfora di poco il limite massimo e, conseguentemente, il familiare non può più essere considerato a carico per quest’anno. Se foste stati ben consigliati dal commercialista, non avreste perso la detrazione per soli 100 euro circa, è davvero un peccato 🙁

  5. per quanto riguarda la detrazione in cu,i un familiare è residente all’estero in un paese extra u.e. la detrazione vale in qualunque paese extra comunitario grazie

    1. Ai fini delle detrazioni per familiari e/o figli a carico è irrilevante il luogo in cui il soggetto vive, l’unico elemento importante è che nell’anno non abbia percepito un reddito superiore a 2.840,51 altrimenti non può essere più considerato a carico.

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