Diritto

Lo stato di dissesto non salva l’impresa dal reato penale di omesso versamento di tributi e contributi

Le difficoltà finanziarie di un’impresa non possono operare come cause di forza maggiore ed evitare la sanzione penale per omesso versamento di tributi e contributi.

La Corte di Cassazione stringe così le maglie rispetto a recenti aperture che erano arrivate dai giudici di merito, più propensi a dare un peso anche in termini di rilevanza penale alla crisi economica. La Cassazione, con la sentenza n. 37528 della Terza sezione penale depositata il 13 settembre 2013, ha così chiarito che non deve essere attribuita alcuna importanza allo stato di dissesto dell’impresa. Condizione che invece era stata invocata dalla difesa per corroborare l’assenza dell’elemento psicologico necessario per la commissione del reato. La pronuncia, rifacendosi a precedenti della stessa Cassazione, sottolinea come lo stato di dissesto non basta a scusare l’omesso versamento dei contributi. Questi ultimi, infatti, non rappresentano una parte integrante del salario, ma un tributo e, in quanto tale, da pagare comunque e indipendentemente dalle vicende finanziarie dell’azienda. Nel caso esaminato poi i fornitori invece erano stati regolarmente pagati.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 37528/2013

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