Diritto

Lo sgravio totale della cartella rende improponibile l’appello

In pendenza di una rateazione del ruolo, se il debitore riceve un'altra cartella e ne vuole chiedere la rateazione, questa sarà concessa anche se alcune rate della prima dilazione non sono state pagate
Se, a seguito della sentenza di primo grado, l’Ufficio decide di sgravare integralmente la cartella di pagamento impugnata, la successiva proposizione dell’appello avverso al decisione di primo grado risulta improponibile. L’acquiescenza alla sentenza impugnata, con conseguente sopravvenuta carenza di interesse all’impugnazione proposta, può desumersi anche da un comportamento della parte da cui emerga in maniera univoca e precisa il suo proposito di non contrastare gli effetti giuridici della pronuncia, ciò verificandosi nel caso di specie con lo sgravio totale della cartella, da parte dell’Ufficio, a seguito della pronuncia di primo grado favorevole al contribuente

Se, a seguito della sentenza di primo grado, l’Ufficio decide di sgravare integralmente la cartella di pagamento impugnata, la successiva proposizione dell’appello avverso al decisione di primo grado risulta improponibile.

È quanto stabilito dalla CTR Campania, con la sentenza n. 288/39/13 del 22 ottobre 2013.

L’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, che reca le disposizioni relative alla liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni presentate dai contribuenti, stabilisce che, quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, l’esito della liquidazione è comunicato al contribuente per evitare la reiterazione di errori.

Entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione d’irregolarità, il contribuente può fornire elementi utili per addivenire all’archiviazione della procedura, ovvero, in caso di correttezza di quanto indicato nell’avviso bonario, può versare, entro le stesso termine, le somme dovute, con la riduzione delle sanzioni a 1/3 ex art. 2, D.Lgs. n. 462/1997. Peraltro, anche lo Statuto del Contribuente (legge n. 212/2000) si occupa di iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti dalle dichiarazioni: l’art. 6, comma 5, dispone, infatti, che, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l’Amministrazione Finanziaria, prima di procedere alla relativa iscrizione a ruolo, deve invitare il contribuente, tramite servizio postale o con strumenti telematici, a fornire spiegazioni e chiarimenti in proposito, a pena di nullità del provvedimento emesso in violazione di tale prescrizione.

Nel caso relativo alla pronuncia in oggetto, il contribuente aveva ricevuto la cartella di pagamento senza alcuna preventiva comunicazione d’irregolarità (avviso bonario). Ancor prima dell’impugnazione della cartella, l’Ufficio aveva provveduto allo sgravio parziale. A seguito della pronuncia di primo grado favorevole al contribuente, poi, veniva eseguito lo sgravio completo della cartella. Lo stesso Ufficio, tuttavia, proponeva anche appello avverso la decisione di prime cure.

I giudici regionali hanno stabilito che l’appello era improcedibile ex art. 329 c.p.c.. In particolare, il collegio ha richiamato la sentenza n. 9687/2013 con cui le Sezioni Unite hanno statuito che l’acquiescenza alla sentenza impugnata, con conseguente sopravvenuta carenza di interesse all’impugnazione proposta, può desumersi anche da un comportamento della parte da cui emerga in maniera univoca e precisa il suo proposito di non contrastare gli effetti giuridici della pronuncia. Secondo la Commissione tributaria regionale, ciò si era verificato nel caso di specie con lo sgravio totale della cartella, da parte dell’Ufficio, a seguito della pronuncia di primo grado favorevole al contribuente.

Per quanto concerne, inoltre, la censura circa l’assenza della preventiva notifica dell’avviso bonario rispetto alla cartella di pagamento, secondo quanto prescritto dalla normativa sopra riportata, i giudici regionali hanno osservato che, invero, per la giurisprudenza di legittimità, la disciplina dell’iscrizione a ruolo delle somme derivanti dalla liquidazione delle imposte sulla base della dichiarazione non richiede l’invio dell’invito al contribuente a fornire chiarimenti in assenza di profili di incertezza su aspetti rilevanti della dichiarazione medesima. Conseguentemente, tale adempimento non è dovuto laddove la riscossione abbia ad oggetto omessi versamenti di importi esposti nel modello dichiarativo (Cass. n. 795/2011). Secondo la Cassazione, infatti, per l’omesso versamento di un’imposta auto liquidata nessun chiarimento è necessario (Cass. n. 14946/2013).

Nel caso di specie, tuttavia, per il collegio regionale, il fatto che l’Ufficio avesse provveduto dapprima ad uno sgravio soltanto parziale e solo dopo la sentenza di primo grado allo sgravio totale degli importi iscritti a ruolo era sintomatico del fatto che esistessero incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, che avrebbero richiesto, quindi, la preventiva notifica dell’avviso bonario.

Ctr Campania – Sentenza N. 288/39/2013

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