Lavoro

Lo sgravio per l’edilizia si estende all’addizionale ASpI

Lo sgravio per l'edilizia si estende all'addizionale ASpI
Flessibilità meno cara per il mattone. Lo sgravio previsto per le aziende edili (sconto dell’11,50%) si applica anche all’addizionale ASpI dell’1,40% dovuta sui rapporti a termine

Flessibilità meno cara per il mattone. Lo sgravio previsto per le aziende edili (sconto dell’11,50%) si applica anche all’addizionale ASpI dell’1,40% dovuta sui rapporti a termine.
Lo precisa l’Inps nella faq n. 20/2013, pubblicata sul sito internet.

Boccata d’ossigeno. La precisazione riguarda lo sconto sul costo del lavoro riservato alle imprese edili, il cui via libera per quest’anno è arrivato dal messaggio n. 11999/2013. L’Inps infatti ne ha autorizzato la fruizione dal 30 agosto prossimo non essendo stato emanato al 31 luglio il previsto decreto di attuazione annuale. Si tratta, nello specifico, dello sconto contributivo dell’11,50% voluto dalla legge n. 341/1995 limitatamente, appunto, al settore edile; in origine valeva il 9,5%, poi è stato più volte prorogato e a partire dal 1997 è stato elevata alla misura dell’11,50% tuttora vigente. Con la legge n. 247/2007 il bonus è stato reso strutturale subordinandolo, tuttavia, a una verifica annuale da farsi entro il 31 maggio, al fine di valutare la possibilità che, con apposito decreto da adottarsi entro il 31 luglio dello stesso anno, possa essere confermata o rideterminata (per l’anno di riferimento) la riduzione contributiva.

Costo del lavoro ridotto. La riduzione opera sull’ammontare delle contribuzioni previdenziali, diverse da quelle di pertinenza del fondo pensioni lavoratori dipendenti, dovute all’Inps e all’Inail, a favore delle aziende, per gli operai occupati con un orario di lavoro di 40 ore settimanali. Non spetta, quindi, tra l’altro per gli operai occupati con contratto di lavoro a tempo parziale. I datori di lavoro interessati sono quelli esercenti attività edile individuati dai codici Istat 1991 dal 45.11 al 45.45.2. L’agevolazione è subordinata al rispetto delle condizioni previste per l’accesso agli sgravi nel Mezzogiorno, incluse quelle dettate in materia di retribuzione imponibile. Lo sconto non spetta per i lavoratori per i quali siano previste specifiche agevolazioni contributive ad altro titolo (per esempio, assunzione dalle liste di mobilità, contratti di inserimento/reinserimento ecc.).

Addizionale ASpI ridotta. Con apposito quesito è stato chiesto all’Inps di sapere se la riduzione contributiva si applica anche al contributivo addizionale ASpI dell’1,4% dovuta per i rapporti a termine e introdotto, dal 18 luglio 2013, dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012). L’Inps succintamente ha risposto affermativamente («sì»), aprendo quindi alla possibilità di scontare dell’11,50% l’addizionale. Si ricorda che il nuovo contributo è destinato a finanziare la nuova assicurazione sociale per l’impiego (ASpI), che ha preso il posto dell’indennità di disoccupazione, e che si applica a tutti i contratti di lavoro subordinati non a tempo indeterminato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *