Fisco

Litigare con il Fisco? In quattro casi su dieci vince lui

Il Dipartimento delle Finanze diffonde i dati del contenzioso tributario nel secondo trimestre dell'anno: liti in calo (ma non troppo) e Fisco più (con)vincente dei contribuenti
Il Dipartimento delle Finanze diffonde i dati del contenzioso tributario nel secondo trimestre dell’anno: liti in calo (ma non troppo) e fisco più (con)vincente dei contribuenti

La lite sorride più al fisco che al contribuente: sia in primo sia in secondo grado agenzie fiscali, Equitalia ed enti territoriali risultano più convincenti (e più vincenti) dei ricorrenti, persone fisiche o giuridiche che siano. Nel dettaglio, le controversie definite tra aprile e giugno di quest’anno hanno visto accolte le ragioni delle amministrazioni nel 41,6% dei casi in primo grado (Ctp, commissioni tributarie provinciali) e nel 42,45% dei casi in secondo grado, presso le commissioni regionali (Ctr). I contribuenti hanno avuto ragione nel 32% dei casi in sede di commissione provinciale e nel 35% in sede regionale. In entrambi i gradi, i giudizi intermedi hanno riguardato un caso su dieci.

Meno liti…. Le percentuali provengono dal Rapporto trimestrale sullo stato del contenzioso tributario, diffuso oggi dal Dipartimento delle Finanze. Come avverte la sintesi del rapporto, il trimestre conferma la «tendenziale riduzione dei flussi dei ricorsi presentati nel primo grado di giudizio rispetto agli analoghi periodi degli anni 2011 e 2012, registrata nel trimestre precedente».
«In particolare – avverte il Dipartimento – nel primo grado di giudizio si conferma la riduzione del contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, relativo a ricorsi di importo sino a 20mila euro, riconducibile all’effetto deflattivo dell’istituto del reclamo/mediazione». Scorrendo però la sintesi si nota che, dopo una forte riduzione iniziale nel numero dei ricorsi, dal 1° aprile 2012 (da 28mila ricorsi a 6mila, tra il primo e il terzo trimestre dello scorso anno), il numero di liti con le Entrate è tornato a salire, arrivando a fine giugno scorso a sfiorare le 16mila unità.

Il nuovo contenzioso – spiega il Rapporto – cala comunque del 5,64% rispetto allo stesso periodo del 2012 (- 4.562 ricorsi) e del 21,95% rispetto allo stesso periodo del 2011 (- 21.465 ricorsi). Il numero dei ricorsi complessivamente definiti nelle Commissioni tributarie (85.488) risulta superiore al numero dei ricorsi pervenuti (76.306), contribuendo alla riduzione della giacenza dell’1,49% sull’inizio dell’anno, e dell’8,66% su giugno 2012.

Il flusso dei ricorsi complessivamente definiti nelle Commissioni tributarie nel trimestre in esame cresce rispetto all’analogo periodo del 2012 (+ 6.895 ricorsi, pari all’8,77%), ma si mantiene al di sotto del volume delle liti definite nel secondo trimestre del 2011 (- 3.643 ricorsi, pari a – 4,09%). L’incremento tendenziale delle decisioni, spiega il Dipartimento, risulta favorito dalla prosecuzione dell’attività di conclusione della procedura di definizione delle liti pendenti in Commissione tributaria al 31 dicembre 2011 di valore non superiore a 20mila euro, già registrata nei trimestri precedenti, per le quali era prevista la sospensione del giudizio fino al 30 settembre 2012.
Relativamente alle controversie con valori superiori a 20mila euro, il volume complessivo del contenzioso è sostanzialmente stabile rispetto al secondo trimestre 2012 (- 54 ricorsi pari a – 0,34%); rispetto al primo trimestre del 2013 si osserva una riduzione di 539 ricorsi, pari a – 3,27%, dovuta soprattutto alla flessione del contenzioso contro gli enti diversi dall’Agenzia delle Entrate.

… e di minor valore. «Il numero delle decisioni sulle istanze di sospensione presso le Ctp – segnala ancora il Dipartimento – diminuisce del 7,16% rispetto allo stesso trimestre del 2012, ma cresce rispetto al trimestre precedente; il valore medio delle istanze di sospensione è il più basso registrato dal primo trimestre del 2012»: 110mila euro per ricorso, con un ammontare totale di 6,686 miliardi. I valori sono più bassi rispetto al 2012.
«Presso le Ctp – specifica l’avvertenza iniziale del Rapporto – la percentuale di decisioni sulle sospensioni assunte entro il termine di 180 giorni è pari a 80,48%, inferiore allo stesso trimestre del 2012, ma in crescita rispetto al trimestre precedente; presso le Ctr la percentuale di decisioni sulle sospensioni assunte entro il termine di 180 giorni è pari all’85,17%, in lieve flessione rispetto al trimestre precedente».

L’Irpef fa discutere. Il tributo più coinvolto nei ricorsi depositati nel secondo trimestre 2013 è l’Irpef (23.393 ricorsi, pari al 31,31% del contenzioso complessivo), seguito dall’Iva (10.744 ricorsi, pari al 14,38%) e dall’Irap (10.131 ricorsi, pari al 13,56%). Cresce quindi, in termini assoluti e percentuali, l’Irpef (che nel secondo trimestre 2012 registrava 20.545 ricorsi pari al 25,57%) e diminuiscono leggermente l’Iva (nel 2012 erano 11.661 ricorsi, pari al 14,51%) e l’Irap (nel 2012 erano 11.717 ricorsi, pari al 14,58%). Tra le altre imposte, sono da segnalare la Tarsu/Tia e l’Ici, entrambe in crescita rispetto allo stesso trimestre del 2012 (rispettivamente +14,87% e +8,86%).

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