Lavoro

L’Inail rivaluta le prestazioni per infortuni e malattie professionali sul lavoro

Via libera alla rivalutazione delle prestazioni per infortuni e malattie professionali sul lavoro. Dal prossimo 1° luglio saliranno dell’1,13% (l’anno scorso la rivalutazione è stata del 3,02%) nei settori industria e agricoltura, e per i medici radiologi e tecnici sanitari.

A stabilirlo è l’Inail con determina n. 102/2014, già inviata al Ministero del Lavoro per l’emanazione dei relativi decreti attuativi. Il costo dell’aggiornamento, spiega sempre l’Inail, è di 35.573.826 euro (per lo scorso anno si spesero oltre 96 milioni di euro).

Rivalutazione 2014. Dall’anno 2000 le rendite Inail hanno un doppio sistema di rivalutazione, disciplinato dall’articolo 11 del D.Lgs n. 38/00 (riforma Inail). Il primo stabilisce che, ogni anno, dal 1° luglio, la retribuzione di riferimento per la liquidazione delle rendite venga rivalutata in base dell’indice Istat. Il secondo sistema di rivalutazione si applica, comprendendo anche il primo, se e nell’anno in cui si verifichi la variazione retributiva minima non inferiore al 10% rispetto all’ultima rivalutazione (art. 20 della legge n. 41/1986). L’attuale operazione di rivalutazione delle rendite decorre dal prossimo 1° luglio 2014 per durare fino al 30 giugno 2015; tiene conto della variazione effettiva Istat del 1,13%.

Settore industria. Per il settore industria, la retribuzione media giornaliera per la determinazione del massimale e del minimale di retribuzione annua dal 1° luglio diventerà pari a euro 76,97 (euro 76,11 fino al 30 giugno). I limiti retributivi annui, minimo e massimo, da assumere per il calcolo delle rendite diventeranno rispettivamente euro 16.163,70 (in precedenza euro 15.983,10) e euro 30.018,30 (in precedenza euro 29.682,90).

Premi parasubordinati. La rivalutazione del minimale e massimale del settore industria aggiorna anche i premi dovuti dai lavoratori parasubordinati. Il D.Lgs n. 38/2000, infatti, ha stabilito che la base imponibile di calcolo dei premi assicurativi dovuti per i lavoratori parasubordinati (co.co.co. e, dopo il D.Lgs n. 276/2003, i lavoratori a progetto) è data dai «compensi effettivamente percepiti» nel rispetto dei limiti minimo e massimo, ossia dei minimale e massimale di rendita. Nel caso di mini co.co.co. (cioè dei rapporti di collaborazione di durata non superiore a 30 giorni e compensi non superiori a 5mila euro in un anno solare), la base imponibile è costituita dai compensi percepiti effettivamente nel rispetto del minimale e massimale di rendita, rapportata ai giorni di effettiva durata del rapporto. Questi, dunque, i valori di riferimento a partire dal prossimo 1° luglio: minimale mensile pari a euro 1.346,97 (euro 1.311,92 fino al 30 giugno); massimale mensile euro 2.501,52 (euro 2.473,57 fino al 30 giugno).

Settore agricoltura. Nel settore agricolo, dal prossimo 1° luglio, il calcolo o ricalcolo delle rendite dei lavoratori subordinati assunti a tempo determinato (Otd) andrà effettuato su una retribuzione annua convenzionale di euro 24.394,60 (euro 24.122,02 fino al 30 giugno); per i lavoratori assunti a tempo indeterminato (Oti), invece, la retribuzione effettiva va compresa entro i limiti previsti per il settore industriale.

Medici raggi X. Sempre dal prossimo 1° luglio varierà anche la retribuzione annua d’assumere a base per la liquidazione delle prestazioni economiche a favore dei medici colpiti da malattie e lesioni causate dall’azione dei raggi X e delle sostanze radioattive, e dei loro superstiti, che passa a euro 59.943,38 (euro 59.273,59 fino al 30 giugno).

Assegno una tantum. Nei settori industriale e agricolo l’importo dell’assegno una tantum spettante ai superstiti, sempre dal 1° luglio passerà all’importo di euro 2.132,45 (euro 2.108,62 fino al 30 giugno). Per i medici radiologi colpiti dall’azione dei raggi X e dalle sostanze radioattive, invece, l’importo dell’assegno è rapportato alla retribuzione di euro 59.943,38 in base alle seguenti percentuali: un terzo per sopravvivenza del coniuge con figli; un quarto per sopravvivenza del solo coniuge o dei soli figli; un sesto negli altri casi.

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