Diritto

Limite reddituale per la fruizione della pensione di inabilità INPS

Limite reddituale per la fruizione della pensione di inabilità INPS
La Corte di Cassazione fa il punto sulla questione del requisito reddituale per la fruizione della pensione di inabilità a carico dell’INPS e si pronuncia su modalità e termini di applicazioni delle disposizioni introdotte l’estate scorsa dal D.L. Lavoro

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 27812 del 12 Dicembre 2013, fa il punto sulla questione del requisito reddituale per la fruizione della pensione di inabilità a carico dell’INPS e si pronuncia su modalità e termini di applicazioni delle disposizioni introdotte l’estate scorsa dal D.L. Lavoro per risolvere l’empasse amministrativo-giurisdizionale sorta all’inizio del 2013.

L’ANTEFATTO

La questione è sorta – nel dicembre 2012 – con l’emanazione, da parte dell’INPS, di una circolare (n. 149/12) attraverso la quale, in adesione ad un recente revirement giurisprudenziale in corso, veniva modificata la disciplina della pensione di inabilità, individuando ex novo il reddito familiare (e non, come sino ad allora, quello personale) del richiedente, quale “tetto” per la fruibilità della pensione da parte degli invalidi totali (attualizzato per il 2013 in 16.127,30 euro lordi annui).

I commi 5 e 6 dell’articolo 10 del D.L. n. 76/2003 (c.d. Decreto Lavoro) hanno disposto, nel testo emerso dalla legge di conversione, che: “All’articolo 14-septies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663 […], dopo il sesto comma, è inserito il seguente:

«Il limite di reddito per il diritto alla pensione di inabilità in favore dei mutilati e degli invalidi civili, di cui all’articolo 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è calcolato con riferimento al reddito agli effetti dell’IRPEF con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte. La disposizione del settimo comma dell’articolo 14-septies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663 […] introdotta dal comma 5, si applica anche alle domande di pensione di inabilità in relazione alle quali non sia intervenuto provvedimento definitivo e ai procedimenti giurisdizionali non conclusi con sentenza definitiva alla data di entrata in vigore della presente disposizione, limitatamente al riconoscimento del diritto a pensione a decorrere dalla medesima data, senza il pagamento di importi arretrati. Non si fa comunque luogo al recupero degli importi erogati prima della data di entrata in vigore della presente disposizione, laddove conformi con i criteri di cui al comma 5”.

L’ORDINANZA N. 27812/2013 DELLA CORTE DI CASSAZIONE

La vicenda approdata in Cassazione è paradigmatica della fattispecie appena riassunta. Infatti, la sentenza d’appello impugnata, in riforma della pronuncia di primo grado aveva accolto un ricorso proposto nel confronti dell’INPS, riconoscendo all’attrice il diritto a percepire la pensione di inabilità in quanto in possesso del necessario requisito reddituale “non dovendovi computare nell’accertamento dello stesso i redditi percepiti dal coniuge”.

Nonostante l’originaria posizione assunta dall’INPS all’inizio del 2013, secondo la quale si sarebbe soprasseduto ai contenziosi in attesa del chiarimento normativo preannunciato dal Governo stesso a gennaio, l’INPS ha proposto ricorso per cassazione avverso la suindicata sentenza d’appello, lamentando che il limite reddituale non sia stato ritenuto comprensivo dei redditi del coniuge.

Nel motivare la propria decisione sul ricorso deciso con ordinanza n. 27812 del 12 Dicembre 2013, la Corte esordisce rammentando espressamente di aver – con plurime, recenti sentenze – “rimeditato” il proprio precedente orientamento, ritenendo che “Ai fini dell’accertamento della sussistenza del requisito reddituale per l’assegnazione della pensione di inabilità agli invalidi civili assoluti, di cui all’art. 12 della legge n. 118 del 1971, assume rilievo non solamente il reddito personale dell’invalido, ma anche quello (eventuale) del coniuge del medesimo, onde il beneficio va negato quando l’importo di tali redditi, complessivamente considerati, superi il limite determinato con i criteri indicati dalla norma suindicata“. E rilevando come la circolare INPS citata in premessa di questo articolo rappresentasse proprio l’adeguamento dell’Istituto a tale revirement.

Ciò posto, e dopo aver rammentato l’iter logico-giuridico che aveva portato il Collegio al mutamento di indirizzo, la sentenza da atto della circostanza per la quale, sul quadro normativo e giurisprudenziale preesistente si è oggi inserito il legislatore, adottando la norma di cui ai citati commi 5 e 6 dell’art. 10 del D.L. 76/2013.

Per esplicita ammissione della Corte, tale nuova norma “interviene a chiare lettere ed individua quindi, anche per la pensione di inabilità, nel solo reddito dell’invalido il parametro in base al quale verificare l’esistenza del diritto alla prestazione assistenziale”. Definendo, in tal modo, “un nuovo regime reddituale senza, tuttavia, pregiudicare le posizioni di tutti quei soggetti che avendo presentato domanda nella vigenza della precedente normativa (da interpretarsi nei termini più sopra riportati) non avessero ancora visto la definizione in sede amministrativa del procedimento ovvero fossero parti di un procedimento giudiziario ancora sub iudice”.

Quindi, cogliendo esattamente quanto rilevato da chi scrive nel citato articolo del 4 luglio scorso, la sentenza prosegue affermando che “Quasi a ribadire il suo carattere innovativo (…) la norma precisa che il diritto alla pensione, sulla base dei nuovi requisiti stabiliti, decorrerà solo dalla data di entrata in vigore della nuova disposizione (28 giugno 2013) e soggiunge che non possono essere pagati importi arretrati sulle prestazioni riconosciute precisando quindi che, ove tale pagamento sia già intervenuto, le somme erogate non sono comunque recuperabili purché il loro riconoscimento sia intervenuto prima della data di entrata in vigore del nuovo requisito reddituale e risulti comunque rispettoso dello stesso. Sebbene l’intervento del legislatore presenti qualche ambiguità, tuttavia ritiene la Corte che dallo stesso possano trarsi i seguenti principi che indirizzano sia l’attività amministrativa che quella giudiziaria, anche con riguardo ai giudizi già in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge n. 76 del 2013 più volte richiamato (…)”: principi così sintetizzati dalla Corte:

  • il riconoscimento del diritto alla pensione, in presenza dei requisiti medico-sanitari è condizionato al possesso di un reddito personale dell’invalido non superiore, per l’anno in corso ad € 16.127,30;
  • la disposizione si applica anche alle domande di pensione presentate prima dell’entrata in vigore del nuovo regime, ed a tutte quelle per le quali sussistano contenziosi pendenti;
  • nel caso in cui l’INPS – prima del 28 giugno 2013 – abbia erogato ratei di pensione di inabilità in forza della considerazione del solo reddito personale, tali somme non saranno ripetibili a condizione che il predetto reddito personale fosse comunque inferiore al limite annualmente previsto.

Alla luce dei principi di diritto così enucleati, tuttavia, la Corte di Cassazione – non potendo “per statuto” operare gli accertamenti di merito necessari al fine di appurare se il reddito della parte attrice rientrasse nei limiti sopra “chiariti” – nonostante la “sostanziale” accoglibilità del ricorso della inabile – ha, invece, accolto il ricorso per cassazione dell’INPS con rinvio alla Corte d’Appello in diversa composizione “che provvederà ad accertare il possesso dei requisiti reddituali nei termini sopra esposti in relazione al periodo antecedente e successivo al 28 giugno 2013”.

In conclusione, le norme del D.L. n. 76/2013 hanno oggettivamente risolto il “problema interpretativo” sorto all’inizio dell’anno dando certezze pro futuro agli inabili ma – come anticipato l’estate scorsa – non hanno, per converso, creato risolutivi automatismi per tutti coloro i quali avessero una domanda ancora pendente all’atto dell’entrata in vigore di tali nuove norme.

Corte di Cassazione – Ordinanza N. 27812/2013

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