Lavoro

Licenziamenti: dal 1° gennaio 2014 aumenta il contributo INPS

Licenziamenti: dal 1° gennaio 2014 aumenta il contributo INPS
Dal 1 gennaio 2014 il contributo, mensile dovuto dal datore di lavoro nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato (cd ticket licenziamento) è pari ad euro 40,80, corrispondente a euro 489,61 con riferimento a 12 mesi di anzianità di servizio e fino ad un massimo di euro 1.468,83 per anzianità pari o superiori a 36 mesi

Dal 1° gennaio 2014 il contributo mensile dovuto dal datore di lavoro nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato (c.d. ticket licenziamento) è pari ad euro 40,80, corrispondente a euro 489,61 con riferimento a 12 mesi di anzianità di servizio e fino ad un massimo di euro 1.468,83 per anzianità pari o superiori a 36 mesi.

L’art. 2, comma 31 della L. n. 92/2012 (c.d. Legge Fornero ) così come modificato dall’articolo unico, comma 250, lettera f), della Legge 228/2012 (Legge di stabilità 2013), stabilisce che «nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI, intervenuti a decorrere dal 1° gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dell’anzianità aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo indeterminato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione di cui al comma 30».

Interruzione di rapporto che prevede il versamento dell’una – tantum. Le risoluzioni del rapporto a tempo indeterminato che danno diritto, qualora ricorrano i presupposti contributivi (requisiti soggettivi ), al riconoscimento dell’indennità ASPI sono:

  • licenziamento individuale;
  • dimissioni per giusta causa qualora motivate dal mancato pagamento della retribuzione, dall’aver subito molestie sessuali nei luoghi di lavoro, dalle modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative; dal c.d. mobbing; dalle notevoli variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda; dallo spostamento del lavoratore da una sede ad un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive” previste dall’art. 2103 del codice civile; dal comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente;
  • licenziamento dell’apprendista al termine del periodo di formazione;
  • dimissioni della lavoratrice madre entro il periodo tutelato (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio);
  • risoluzione consensuale a seguito di procedura obbligatoria di conciliazione in sede di DTL secondo le modalità previste all’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall’art. 1, comma 40, della legge di riforma;
  • risoluzione del rapporto di lavoro derivante da trasferimento del lavoratore oltre i 50 Km dalla residenza del lavoratore e\o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici;

A far tempo dal 1° gennaio 2017, salvo ulteriori modifiche legislative, il contributo sarà dovuto anche nei casi di licenziamento collettivo ex L. n. 223/91, qualora l’eccedenza di personale non abbia formato oggetto di accordo sindacale. In tale ipotesi il contributo verrà moltiplicato per tre volte.

Tali cessazioni di rapporto, intervenute dopo il 1° gennaio 2013, implicano l’obbligo, a carico del datore di lavoro, di calcolare e versare il c.d. “ticket di licenziamento” con le modalità di seguito meglio specificate.

Il contributo una – tantum. Il versamento del contributo dovrà avvenire entro e non oltre il termine di versamento della denuncia successiva a quella del mese in cui si verifica la risoluzione del rapporto di lavoro (es. per un licenziamento avvenuto il 14 gennaio 2014, il contributo ex art. 2, comma 31 della legge n. 92/2012 deve essere pagato entro la denuncia riferita al mese di febbraio 2014, i cui termini di versamento e di trasmissione sono fissati, rispettivamente, al 16 e al 31 marzo 2014).

Il massimale mensile ASpI, sul quale calcolare l’una tantum per l’anno 2014 è pari ad euro 1.194,16. Tale importo deriva dalla rivalutazione ISTAT del 1,2% della somma limite prevista dalla L. n. 92/2012 presa a riferimento dall’Inps che era, per il 2013, pari ad euro 1,180,00.

Il contributo dovuto, sarà quindi, per il 2014, pari ad euro 489,61 (1.194,16 x 41%) con riferimento a 12 mesi di anzianità di servizio fino ad un massimo di euro 1.468,83 (489,61 x 3) per anzianità pari o superiori a 36 mesi.

Il contributo, mensile, quindi, dal 1° gennaio 2014 sarà pari ad euro 40,80.

L’Inps, con circolare n. 44/2013 , ha attribuito alla locuzione “per ogni dodici mesi di anzianità” uno specifico significato prevedendo quanto di seguito:

  • il contributo è scollegato all’importo della prestazione individuale; conseguentemente, lo stesso è dovuto nella misura indicata, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro cessato (full time o part time);
  • per i rapporti di lavoro inferiori ai dodici mesi, il contributo va rideterminato in proporzione al numero dei mesi di durata del rapporto di lavoro; a tal fine, si considera mese intero quello in cui la prestazione lavorativa si sia protratta per almeno 15 giorni di calendario.
  • per un rapporto di 10 mesi, ad esempio, l’importo da versare nel 2014 sarà pari a € 408,00 (489,61/12 x 10 mesi ); analogamente, ad esempio, per un rapporto di 30 mesi l’importo da versare sarà pari ad euro 1.224,00 (489,61/12 x 30);
  • nell’anzianità aziendale si devono includere tutti i periodi di lavoro a tempo indeterminato;
  • quelli a tempo determinato si computano se il rapporto è stato trasformato senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione del contributo dell’1,40% (contributo addizionale dovuto dal 1° gennaio 2013 per i contratti a tempo determinato);
  • nel computo dell’anzianità aziendale non si tiene conto dei periodi di aspettativa non retribuita o di congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5 del D.lgs n. 151/2001 (assistenza del coniuge convivente, o in mancanza genitori, figli, fratelli di soggetto con handicap grave);
  • nel caso di operazioni societarie straordinarie, con trasferimento dei lavoratori ex art. 2112 c.c , ai fini del calcolo dell’anzianità utile ai fini del calcolo del ticket, si dovrà considerare anche il periodo di lavoro svolto presso l’azienda cedente;

Si ricorda che la contribuzione va sempre assolta in unica soluzione, non essendo prevista una definizione rateizzata.

Interruzioni del rapporto escluse dall’una – tantum. Continuano a rimanere esclusi dalla predetta contribuzione le cessazioni di rapporto relative a:

  • risoluzioni consensuali del rapporto diverse da quelle previste a seguito di conciliazione obbligatoria in DTL;
  • decesso del lavoratore;
  • licenziamenti collettivi promossi dai datori di lavoro tenuti al versamento del contributo d’ingresso nelle procedure di mobilità (ex art. 5, comma 4, legge n. 223/91), fino al 31 dicembre 2016;
  • licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in applicazione di clausole sociali che garantiscano la continuità occupazionale prevista dai CCNL per il periodo 2013/2015;
  • interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attività e chiusura del cantiere per il periodo 2013/2015;
  • processi di riduzione di personale dirigente conclusi con accordo firmato da associazione sindacale stipulante il contratto collettivo di lavoro della categoria. Tale esenzione opera con esclusivo riferimento a situazioni che rientrano nel quadro dei provvedimenti di “tutela dei lavoratori anziani” di cui all’articolo 4 della legge n. 92/2012;
  • licenziamento lavoratore domestico (circolare Inps n. 25/2013 ).

Modalità operative. La circolare Inps n. 44/2013, ai fini dell’esposizione sul flusso UniEmens del contributo in parola, prevede che nell’elemento <CausaleADebito>, di <AltreADebito>, di <DatiRetributivi>, il nuovo codice causale “M400” avente il significato di “Contributo dovuto nei casi di interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato ai sensi dell’articolo 2 comma 31 della legge 92/2012” e, nell’elemento <ImportoADebito>, l’importo da pagare.

Vale la pena ricordare che stante la valenza “contributiva” assegnata alle somme dovute in relazione alle interruzioni dei rapporti di lavoro, il relativo versamento soggiace alle sanzioni previste in materia di contribuzione previdenziale obbligatoria a carico del datore di lavoro.

Tabella di sintesi

Tipologia di risoluzione rapporto Ticket dovuto
Risoluzione rapporto a tempo indeterminato per licenziamento SI
Dimissioni per giusta causa (anche se riferita agli apprendisti ) SI
Decesso del lavoratore NO
Dimissioni in periodo tutelato per maternità (anche riferito apprendisti) SI
Dimissioni NO
Risoluzione consensuale NO
Risoluzione consensuale a seguito di conciliazione obbligatoria in D.T.L. SI
Risoluzione in caso di trasferimento oltre 50 Km SI
Licenziamento apprendista in corso di rapporto SI
Recesso del datore di lavoro al termine del periodo di formazione dell’apprendista SI
Licenziamento a seguito di licenziamento collettivo per datori di lavoro tenuti al contributo di mobilità fino al 31.12.2016 NO
Licenziamento collettivo senza accordo sindacale dal 1 .1.201

(importo moltiplicato per tre )

SI
Licenziamenti collettivi artt. 4 e 24 L. n. 223/91 previo accordo sindacale NO
Licenziamenti per cambi appalto con successive assunzioni presso altri datori (clausole sociali che garantiscano continuità occupazionale) fino al 31.12.2015 NO
Interruzioni rapporti a tempo indeterminato in settori costruzioni edili per completamento attività e chiusura cantiere . Fino al 31.12.2015 NO
Licenziamenti per processi di riduzione di dirigenti (con accordo firmato da ass. sindacale) .

Solo relativamente ai provvedimenti di tutela dei lavoratori anziani

NO
Licenziamento personale domestico NO

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