Diritto

Licenziamenti collettivi: procedura applicabile anche ai dirigenti

Licenziamenti collettivi: procedura applicabile anche ai dirigenti
L’Italia è venuta meno agli obblighi imposti dalla direttiva sui licenziamenti collettivi, dato che la categoria dei “dirigenti” è stata esclusa dall’ambito di applicazione della procedura di mobilità prevista per i licenziamenti collettivi

L’Italia è venuta meno agli obblighi imposti dalla direttiva sui licenziamenti collettivi, dato che la categoria dei “dirigenti” è stata esclusa dall’ambito di applicazione della procedura di mobilità prevista per i licenziamenti collettivi.

Nel 2008 la Commissione Europea aveva invitato l’Italia a rivedere la legislazione di recepimento delle procedure di tutela dei lavoratori in caso di licenziamento collettivo previste dalla direttiva europea n. 98/59, ritenendo non conforme alla legislazione europea la legge italiana n. 223/1991 (cassa integrazione, mobilità e trattamenti di disoccupazione) a causa dell’esclusione della categoria dei “dirigenti” dall’ambito di applicazione delle procedure previste.

Secondo la Commissione la direttiva n. 98/59 si applica a tutte le categorie di lavoratori senza distinzioni, mentre consente di beneficiare della cassa integrazione solo a operai, impiegati e quadri, con l’esclusione i dirigenti.

Nemmeno la normativa e i contratti collettivi italiani riguardanti specificamente i dirigenti colmerebbero tale lacuna. La Corte di Giustizia dell’Ue, nella causa C‑596/12 del 13 febbraio 2014 ha confermato l’assunto della Commissione.
La direttiva n. 98/59 sarebbe parzialmente privata del suo effetto utile in caso di mancata attuazione della procedura di consultazione nei confronti di taluni lavoratori (nella specie, i dirigenti), a prescindere, peraltro, dalle misure sociali di accompagnamento che siano previste in loro favore per attenuare le conseguenze di un licenziamento collettivo. Ciò è tanto più vero – dice la Corte Ue – ove si consideri che la direttiva n. 98/59, fatta eccezione per i casi tassativamente previsti al suo articolo 1, paragrafo 2, non ammette, né in modo esplicito né in modo tacito, alcuna possibilità per gli Stati membri di escludere dal suo ambito di applicazione questa o quella categoria di lavoratori.

Corte di Giustizia Europea – Causa C-596/12

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