Diritto

Licenziabile il terapista non più in regola con il titolo professionale

L’esistenza di una situazione di impossibilità sopravvenuta di svolgere la prestazione di lavoro, derivante dalla mancanza in capo alla lavoratrice, per effetto di disposizioni normative sopravvenute, del titolo professionale necessario per l’esercizio dell’attività lavorativa richiesta dal datore di lavoro è idonea ad incidere sulla funzionalità della organizzazione di lavoro. Per tale motivo è da ritenersi legittimo il licenziamento, ex articolo 1464 codice civile per impossibilità di svolgere la prestazione, per il terapista che non sia più in regola con i titoli richiesti dalla nuova normativa.

A stabilire tale principio di diritto è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 25073 del 7 novembre 2013, respingendo il ricorso di una donna impiegata in un Centro di riabilitazione campano che era stata licenziata per definitiva impossibilità della prestazione essendo venuti a mancare i requisiti soggettivi per svolgerla e cioè il titolo per svolgere l’attività di masso-kinesiterapia.

Secondo quando affermato dagli ermellini, infatti, “l’esistenza di una situazione di impossibilità sopravvenuta di svolgere la prestazione di lavoro, derivante dalla mancanza in capo alla lavoratrice, per effetto di disposizioni normative sopravvenute, del titolo professionale necessario per l’esercizio dell’attività lavorativa richiesta dal datore di lavoro” è idonea ad incidere sulla funzionalità della organizzazione di lavoro.

Bocciato infine anche l’ultimo motivo di ricorso in cui la dipendente lamentava di non essere stata adibita ad altre attività. Per gli ermellini però “la società intimata aveva sofferto di una riduzione di quasi il 50% della ‘capacità operativa annuale’, con conseguente ridimensionamento del personale ammesso al rimborso, e che, peraltro, la ricorrente stessa non aveva fornito nessuna, sia pur minima, allegazione circa la possibilità di essere adibita ad altre mansioni”.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 25073/2013

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