Fisco

“Liberi” dalle tasse se il debito, per ciascun tributo, non supera i 30 euro

I cittadini possono essere “liberi” dalle tasse se il debito, per ciascun tributo, non supera i 30 euro

I cittadini possono essere “liberi” dalle tasse se il debito, per ciascun tributo, non supera i 30 euro. Questo limite può valere in sede di saldo delle dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Iva e dell’Irap, relative all’anno 2012. Ad esempio, un contribuente che, in sede di Unico 2013, deve pagare come saldo Irpef 23 euro, più 25 euro di Irap, più 18 euro di addizionale regionale all’Irpef, potrà beneficiare dalla norma, non pagando alcun importo, in quanto l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni e interessi, per ciascun credito, con riferimento al periodo d’imposta, non supera l’importo di 30 euro. In questo caso, anche per ragioni di economicità dell’azione amministrativa, è facile che sarà abbandonato il recupero dei crediti in quanto i singoli importi non superano i 30 euro.

La norma in forza della quale non si fa luogo ad accertamento, iscrizione a ruolo e riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali se di importo non superiore a 30 euro, non ha però modificato i “minimi” di versamento previsti per il saldo delle imposte che, in verità, anche per evitare confusione, andrebbero adeguati. Salvo future modifiche, sono perciò ancora validi i minimi previsti, che sono i seguenti. Considerato che nelle dichiarazioni annuali, modello 730, Iva, Irap e Unico compreso, gli importi sono indicati con arrotondamento all’unità di euro, i versamenti si eseguono a partire da 11 euro per Iva e Irap (fino a 10 euro non si versa e nemmeno si rimborsa o si compensa) o a partire da 13 euro per Ires, Irpef e relative addizionali (fino a 12 euro non si versa e nemmeno si rimborsa o si compensa). Per le imposte sostitutive del 5% (regime dei superminimi dal 2012), del 10% (regime sostitutivo, ex articolo 13, legge n. 388/2000) si applicano i minimi previsti per l’Iva e l’Irap. Di conseguenza, anche per le imposte sostitutive si applica lo stesso minimo di 11 euro, mentre fino a 10 euro non si versa e nemmeno si rimborsa o si compensa.

I “minimi” sono previsti sia per il pagamento, sia per il rimborso o la compensazione. Questo significa che l’importo che è inferiore al “minimo”, come esonera dal pagamento, esclude che possa essere rimborsato o compensato. In tema di errori di importo minimo, per esempio, è frequente il caso del contribuente che esegue il saldo Iva dopo la scadenza del 16 marzo e sbaglia il calcolo dello 0,40 per cento. Ad esempio, il saldo dell’Iva 2012, da parte dei contribuenti tenuti alla dichiarazione unificata, che presentano il modello Iva 2013 con l’Unico 2013, entro il 30 settembre 2013, se persona fisica o soggetto diverso dalla persona fisica interessato dagli studi di settore, può ancora essere fatto fino al 20 agosto 2013. Chi ha eseguito il saldo Iva, in scadenza ordinaria al 18 marzo 2013 (il 16, di scadenza, era sabato ed il 17 era domenica), nel periodo dal 19 marzo all’8 luglio 2013, doveva maggiorare la somma dovuta dello 0,4% per mese o frazione di mese, senza però considerare alcuna maggiorazione per il periodo di proroga concesso dal 17 giugno 2013 all’8 luglio 2013 (maggiorazione totale 1,2%). Se, invece, effettua il versamento dal 9 luglio al 20 agosto 2013, l’ulteriore maggiorazione dello 0,4% deve essere applicata sulla somma calcolata al 17 giugno 2013. Resta fermo che, in caso di compensazione di debiti con crediti dell’Unico 2013, se i crediti superano i debiti, la maggiorazione dello 0,4% non è dovuta, nemmeno per lo spostamento dal 19 marzo 2013 al 20 agosto 2013. Se i debiti dell’Unico 2013 sono superiori ai crediti, lo 0,4% si applica sulla differenza. E in questa selva di obblighi e scadenze è possibile incorerre in qualche errore minimo: proprio quelli che si vorrebbe trovare il modo di perdonare.

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