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Letta: «L’instabilità ha costi drammatici, solo la stabilità paga. Serve una svolta». E candida l’Italia alle Olimpiadi 2024

Letta: «L'instabilità ha costi drammatici, solo la stabilità paga. Serve una svolta». E candida l'Italia alle Olimpiadi 2024
Letta: «Stabilità e instabilità sono come il sole e la luna, sono opposti, l’instabilità costa a noi e agli imprenditori che devono pagare un servizio maggiore»

«L’instabilità ha costi drammatici, solo la stabilità paga». Dall’intervento al workshop Ambrosetti di Cernobbio, Enrico Letta «blinda» il Governo e precisa: «Stabilità e instabilità sono come il sole e la luna, sono opposti, l’instabilità costa a noi e agli imprenditori che devono pagare un servizio maggiore». Per questo sostiene un «inno alla stabilità». E guarda oltre: bisogna «rompere le catene che bloccano l’Italia. Il nostro paese può fare cose straordinarie». Del resto «c’è bisogno di una svolta, non siamo qui per galleggiare ma per dare una svolta».

Ma sottolinea anche che «le risposte tradizionali non bastano, il Paese ha alle spalle due terremoti politici enormi mai accaduti in nessun altro paese europeo: una forza politica nata dal nulla che prende il 25% dei voti, subito dopo l’incapacità del sistema politico di eleggere un nuovo presidente della Repubblica: non si tratta di eventi che passano in tre mesi». Cruda, insomma, la disamina di quanto accaduto dopo le elezioni di febbraio: «Abbiamo capito quello che è successo tra febbraio e aprile o ancora siamo ciechi? Sono avvenuti due terremoti non paragonabili a nessuno dei terremoti della politica italiana: il risultato elettorale e l’implosione del Parlamento che non è riuscito a eleggere il presidente della Repubblica».

Candidatura all’Olimpiade 2024. E l’Italia potrebbe proporre la sua candidatura alle Olimpiadi del 2024. «Quello che è successo ieri a Buenos Aires – ha detto Letta – mi fa pensare che nell’agenda 2024 l’Italia possa candidarsi alle Olimpiadi, il nostro paese dà il meglio di sé quando si propone delle scadenze».

Per quanto riguarda le scadenze ravvicinate, Letta ha ricordato che il 1° gennaio toccherà all’Italia presiedere il semestre dell’Unione europea: «Abbiamo bisogno di un’Europa che una volta usciti dalla grande crisi economica e finanziaria cambi marcia. Lavoreremo in questa direzione. Il semestre italiano avrà la parola crescita al centro».

Meno tasse sul lavoro. Tra le priorità indicate da Letta c’è anche un intervento per il taglio del cuneo fiscale: «Dobbiamo ridurre le tasse sul lavoro in linea con quell’impegno che ci siamo presi e che era dentro il discorso con il quale abbiamo chiesto la fiducia alle Camere». «Chi ha voglia di fare nel nostro Paese – sottolinea – deve essere aiutato dallo Stato e chi invece ha voglia di immobilizzare e di bloccare non può essere aiutato».

Il premier ha salutato «positivamente l’accordo di Genova tra Confindustria e sindacati, è un fatto importante e positivo che le parti sociali lavorino contro le tensioni e la per pace sociale».

Avanti su piano dismissioni e investimenti esteri. Il Governo sta lavorando a un «Piano destinazione Italia, che a fine settembre – anticipa il premier – presenteremo e approveremo, con dentro un grande pacchetto di dismissioni e incentivazioni per l’attrazione degli investimenti» esteri.

Le modifiche alla Costituzione. Il presidente del Consiglio si è anche pronunciato a favore di una modifica della Costituzione. «Se non la cambiamo non avremo una Camera unica e al Senato non ci saranno i rappresentanti di secondo livello». E poi, ha aggiunto Letta, occorre una legge elettorale che «funzioni in modo efficace». Il premier ha parlato della Costituzione in un passaggio del suo intervento dedicato alla necessità di contrastare i tanti “conservatorismi” del Paese con l’obiettivo di rinnovare il sistema politico-istituzionale.

Nel Cdm di lunedì misure per la scuola. Il premier Enrico Letta si metterà subito a lavoro, questa sera stessa tornando a Roma, per preparare il Consiglio dei Ministri di lunedì dedicato alla scuola, l’università e la ricerca. Il premier ha assicurato il suo impegno in questo settore e ha annunciato che già da domani «metteremo mano ad alcune importanti iniziative a favore della scuola nel nostro Paese e a favore dell’idea che è a partire dall’educazione che possiamo dare delle occasioni ai nostri giovani. Se gliele diamo faremo grande l’Italia». Dedicare il Cdm di lunedì alla scuola, come sottolinea il premier, va letto come un segnale . «Il fare questo Cdm – ha concluso – proprio nella settimana in cui ricomincia la scuola è importante, lì ci sono i nostri figli. Noi li guardiamo e abbiamo un impegno nei loro confronti».

«Non mi occuperò del congresso Pd». Letta poi si tira fuori dalla partita del congresso del Pd. La guida del Governo che «non traccheggia» è una «missione» per il cambiamento del Paese. «Di fronte a un compito così impervio mi dedico interamente a questa missione e figurarsi se uno deve preoccuparsi del proprio futuro politico; non mi occupo del congresso del mio partito» aggiunge «ma mi applicherò fino in fondo alla mia missione».

Stop a finanziamento pubblico partiti entro l’autunno. Il presidente del Consiglio, stavolta in un dibattito a porte chiuse, ha anche anticipato la road map sul finanziamento pubblico ai partiti: «Dico a tutti di fare presto: ho preso un impegno con il Paese a chiudere la questione e abolire il finanziamento pubblico entro l’autunno».

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