Italia

L’estate torrida delle truffe via mail: «mi hanno derubato, mi mandi dei soldi per tornare a casa?»

Come sempre, anche quest’estate milioni di mail “scam” cadono a pioggia nelle caselle di posta elettronica mondiali a caccia di qualche poveraccio che resti impigliato nella rete dei truffatori digitali. L’estate è il momento migliore perché è più facile riuscire ad “adescare” gli anziani rimasti soli in città, o comunque lontani dai loro cari, magari inviando finte mail dagli account dei nipoti: «Mi hanno rubato la carta di credito e devo tornare in patria – è un classico – mi devi mandare assolutamente i soldi per pagare il volo di rientro, via Western Union che è il metodo più veloce» e via truffando.

È una delle mille varianti della famigerata truffa alla nigeriana, nata nel 1992 in versione cartacea via lettera e replicata con successo dal 1994 in digitale via mail. Si chiama anche 419scam, in omaggio alla legge 419 nigeriana, allegramente infranta da vent’anni. Le prime versioni, tuttora in circolazione, erano quelle del riccone di un Paese africano che non riesce a sbloccare un conto in banca di milioni di dollari, ed essendo un personaggio noto ha bisogno di un prestanome discreto per compiere l’operazione al suo posto, chiedendo in anticipo dei soldi e promettendo una fetta del bottino. Ora però, “rubando” elettronicamente gli indirizzi di mail salvate o ricorrenti nelle caselle di posta, va per la maggiore la storia dell’amico o del parente vittima di un furto e rimasto senza soldi.
>
Ma la fantasia non ha limiti, come nel celebre “Totòtruffa 62” in cui il comico napoletano vendeva a un ignaro turista italo-americano la Fontana di Trevi. Nascono quindi le varianti immobiliari, la cosiddetta truffa del finto appartamento. Funziona così: su internet viene messo un annuncio per una casa di lusso offerta con canoni stracciati. Peccato che il proprietario sia all’estero (qui abbondano le variabili per giustificare la residenza oltreconfine: “mio figlio studiava in Italia“, “mi sono trasferito da poco” etc), e presto il malcapitato futuro inquilino viene messo davanti a una scelta: o va a ritirare le chiavi dall’altra parte del mondo oppure se le fa spedire dal proprietario. Che è pronto a inviarle ma in cambio chiede, in anticipo, tre mensilità, chiarendo subito che se la casa non piace è pronto a restituire i soldi. Il bonifico? Sempre attraverso Western Union o MoneyGramm oppure – ora va per la maggiore – MoneyPak. E i soldi? Addio per sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *