Diritto

Legittimo il licenziamento dell’autista che provoca un incidente stradale

Legittimo il licenziamento dell’autista che provoca un incidente stradale
Può costituire giustificato motivo soggettivo di licenziamento l’aver provocato un incidente stradale a causa della negligente condotta di guida, accertata dall’avere ecceduto di oltre 40 km/h la velocità prevista, determinando un grave inadempimento ai propri obblighi

L’incidente stradale occorso a causa di grave imprudenza dell’autista del mezzo aziendale, non è da considerarsi evento esterno al rapporto di lavoro: l’accertata responsabilità del dipendente, configurata dall’avere ecceduto di oltre 40 km/h la velocità prevista, può essere legittimamente posta a fondamento del licenziamento determinando un grave inadempimento ai propri obblighi. Questa la pronuncia della Corte di Cassazione in sentenza 5 maggio 2014, n. 9597.

IL FATTO

La Corte di Appello aveva ritenuto legittimo il licenziamento per giustificato motivo soggettivo intimato a un dipendente di una società per aver, nel condurre un autoarticolato di proprietà della stessa, causato un sinistro stradale con conseguenti danni anche al carico trasportato. La Corte del merito poneva a base del decisum il rilievo fondante secondo il quale le emergenze istruttorie avevano dimostrato la colpa del conducente del mezzo aziendale nella causazione dell’incidente non riuscendo egli a mantenere, a causa dell’alta velocità del tutto inadeguata allo stato dei luoghi, il controllo del mezzo.

Siffatto comportamento, secondo la Corte territoriale, si traduce in una violazione dei doveri di cautela e di attenzione pregiudizievole del rapporto fiduciario, rendendo legittimo l’intimato licenziamento.

Nel proporre ricorso per Cassazione, il dipendente (ormai rappresentato dagli eredi, essendo medio tempore deceduto) sosteneva, tra l’altro, l’inattendibilità della sentenza impugnata in punto di colpa del lavoratore, non emergendo dall’istruttoria la prova che l’incidente fosse da ascriversi all’autista, e di configurazione di un licenziamento per giustificato motivo soggettivo, trattandosi di fatto esterno al rapporto di lavoro e, comunque, non integrante un grave inadempimento degli obblighi contrattuali.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

Ha evidenziato a riguardo la suprema Corte che per quanto concerne la statuizione relativa alla responsabilità dell’autista del mezzo aziendale nella causazione dell’evento, si tratta, all’evidenza, di un accertamento di fatto che in quanto sorretto da congrua e non illogica motivazione, basato su di un coerente apprezzamento delle emergenze istruttorie, è sottratto al sindacato di legittimità. D’altro canto, la Corte del merito fonda la propria decisione sulle risultanze così come emergenti dal cronotachimetro – che riporta una velocità pari ad 80 Km/orari a fronte di un limite di velocità di 40 Km/orari.

Relativamente, poi, alla ritenuta sussistenza di un giustificato motivo soggettivo va rimarcato che il fatto posto a base del licenziamento non è estraneo al rapporto di lavoro, essendo questo verificatosi nel pieno svolgimento delle mansioni di autista espletate dal ricorrente, e che la negligenza, dimostrata in occasione del sinistro stradale, nell’esatto adempimento della prestazione lavorativa, in quanto costituente grave inadempimento ai propri obblighi, ben può costituire giustificato motivo soggettivo di licenziamento, rappresentando, come accertato in fatto dalla Corte territoriale, una valida ragione per il venir meno da parte del datore di lavoro della fiducia sull’esattezza delle future prestazioni lavorative del dipendente.

Ne è conseguito il rigetto del ricorso.

Art. 3 L. 604/66

Il licenziamento per giustificato motivo con preavviso e’ determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro ovvero da ragioni inerenti all’attivita’ produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 9597/2014

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