Diritto

Legittime le indagini bancarie sui conti intestati a terzi in presenza di indizi di collegamento

Legittime le indagini bancarie sui conti intestati a terzi in presenza di indizi di collegamento
Via libera alla indagini bancarie anche sui conti intesati a terzi (soci della società di capitali) se ci sono indizi di collegamento

L’art. 32, n. 7, del D.P.R. n. 600 del 1973 e l’art. 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 autorizzano l’ufficio finanziario a procedere all’accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi, ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente, acquisendo dati, notizie e documenti di carattere specifico relativi a tali conti, sulla base di elementi indiziari o quando comunque l’ufficio abbia motivo di ritenere, in base agli elementi indiziari raccolti, che i conti siano stati utilizzati per occultare operazioni commerciali, ovvero per imbastire una vera e propria gestione extra-contabile, a scopo di evasione fiscale. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4870 depositata l’11 marzo 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una S.r.l. avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Trapani.

In particolare, a seguito di una verifica effettuata dalla Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate, con avviso di accertamento notificato ai fini dell’IRPEG e dell’ILOR del 1997, aveva contestato l’infedele dichiarazione dei redditi della S.r.l. per detto anno, con mancata contabilizzazione di ricavi per lire 364.385,000 e con maggiori costi per lire 169.675,000.

La CTP aveva accolto l’impugnazione proposta dalla società, ritenendo illegittimo (con riguardo all’art 39, primo comma, del D.P.R. n. 633/72) l’accertamento, in quanto basato sulle risultanze delle indagini bancarie effettuate nei confronti del socio privo di rappresentanza societaria e non riferibili alla S.r.l. in difetto di riscontri con altri conti bancari della società o di altri soci.

La CTR accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, osservando, per quanto qui interessa, che:

  • l’art 32, comma 1, numero 7, del D.P.R. n. 600/73 (per le imposte sui redditi) e l’art. 51, comma 2, numero 7, del D.P.R. n. 633/72 (per l’IVA), nella loro nuova formulazione, consentivano di richiedere, previa autorizzazione del Comando regionale della Guardia di Finanza, copia dei conti intrattenuti con il contribuente e di imputare presuntivamente a ricavi gli importi riscontrati con gli assegni bancari incassati, salva la prova contraria del contribuente medesimo;
  • l’ufficio tributario può procedere anche all’esame dei conti intestati a soggetti diversi dal contribuente, purché dimostri «prima» il collegamento esistente tra il contribuente e detti soggetti;
  • tale collegamento è insito nel caso in cui tra la società di capitali contribuente ed i terzi sussista un «rapporto organico», come per i «rapporti amministratori – società o diversamente anche soci – società», poiché i soci, pur potendosi considerare terzi (non contribuenti), non sono estranei alla società;
  • l’autorizzazione ad estendere le indagini a terzi, tuttavia, non presuppone presunzioni gravi, precise e concordanti circa l’esistenza di tale collegamento;
  • dette presunzioni qualificate, invece, debbono sussistere con riguardo alte risultanze bancarie già acquisite, al fine di riferire al contribuente le operazioni bancarie poste in essere dai soggetti “collegati”;
  • nella specie, le indagini sui conti bancari dei soci si giustificavano in base al rapporto societario, nonché in base ad «altri elementi, indiziari, ma precisi e concordanti, tali da indurre gli accertatori a prefigurare operazioni effettuate in evasione» (magazzini della società con materiali non denunciati; differenze, sia pure riferite ad un diverso anno d’imposta, tra giacenze effettive e documentate);
  • dalle operazioni bancarie dei soci della S.r.l. scaturivano presunzioni gravi, precise e concordanti nel senso della riferibilità dei conti alla società mediante interposizione fittizia e non erano state fornite convincenti spiegazioni dei movimenti accertati;
  • la menzione, nell’avviso di accertamento, del processo verbale dì constatazione redatto dalla Guardia di Finanza costituiva una sufficiente motivazione per relationem perché l’atto era stato portato integralmente a conoscenza e messo a disposizione della società, nel rispetto dell’art. 3, comma 3, della legge n. 241/90.

Nel ricorso per cassazione, per quello che interessa in questa sede, la società chiede se l’art. 32, comma 1, n. 2, del D.P.R. n. 600/73 – nel prevedere che a base delle rettifiche e degli accertamenti sono posti sia i dati e gli elementi attinenti ai rapporti desunti dalle indagini bancarie, «se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto ad imposta o che non hanno rilevanza allo stesso fine», sia i prelevamenti o gli importi riscossi nell’ambito dei medesimi rapporti od operazioni, imputati come ricavi o compensi, sempreché non risultino dalle scritture contabili, «se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario» – si riferisce anche ai versamenti e prelevamenti effettuati da un soggetto terzo rispetto al contribuente sottoposto a verifica bancaria, nel caso in cui, «com’è quello di specie», «non sia in alcun modo provato, con presunzioni gravi, precise e concordanti, che le movimentazioni bancarie dei soggetti “terzi” siano riferibili al soggetto sottoposto a verifica».

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dalla società. Sul punto, gli Ermellini richiamano la consolidata giurisprudenza della Suprema Corte, in base alla quale l’art. 32, n. 7, del D.P.R. n. 600 del 1973 e l’art. 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 autorizzano l’ufficio finanziario a procedere all’accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi, ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente, acquisendo dati, notizie e documenti di carattere specifico relativi a tali conti, sulla base di elementi indiziari o quando comunque l’ufficio abbia motivo di ritenere, in base agli elementi indiziari raccolti, che i conti siano stati utilizzati per occultare operazioni commerciali, ovvero per imbastire una vera e propria gestione extra-contabile, a scopo di evasione fiscale: la questione della prova della interposizione fittizia o fiduciaria nella intestazione dei conti o depositi o comunque della prova della pertinenza delle movimentazioni bancarie ad operazioni commerciali o finanziarie riconducibili alla attività di impresa svolta dalla società viene in rilievo, pertanto, soltanto nella fase valutativa dell’accertamento, successiva alle indagini (per tutte, Cass. n. 27509 del 2014; v. anche Cass. n. 443 del 2015).

L’art. 32, n. 7, del D.P.R. n. 600 del 1973 e l’art. 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 autorizzano l’ufficio finanziario a procedere all’accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi, ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente, acquisendo dati, notizie e documenti di carattere specifico relativi a tali conti, sulla base di elementi indiziari o quando comunque l’ufficio abbia motivo di ritenere, in base agli elementi indiziari raccolti, che i conti siano stati utilizzati per occultare operazioni commerciali, ovvero per imbastire una vera e propria gestione extra-contabile, a scopo di evasione fiscale: la questione della prova della interposizione fittizia o fiduciaria nella intestazione dei conti o depositi o comunque della prova della pertinenza delle movimentazioni bancarie ad operazioni commerciali o finanziarie riconducibili alla attività di impresa svolta dalla società viene in rilievo, pertanto, soltanto nella fase valutativa dell’accertamento, successiva alle indagini.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 4870/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *