Diritto

Legittima l’iscrizione di ipoteca sull’immobile conferito nel fondo patrimoniale

È legittima l’iscrizione di ipoteca sui beni immobili conferiti nel fondo patrimoniale se c’è il sospetto che il contribuente abbia debiti col fisco. Tale iscrizione non è un atto di espropriazione, ma un mero atto cautelare; sarà, poi, onere del contribuente dimostrare l’estraneità dei debiti tributari rispetto ai bisogni della famiglia, allo scopo di impedire l’iscrizione
È legittima l’iscrizione di ipoteca sui beni immobili conferiti nel fondo patrimoniale se c’è il sospetto che il contribuente abbia debiti col fisco. Tale iscrizione non è un atto di espropriazione, ma un mero atto cautelare; sarà, poi, onere del contribuente dimostrare l’estraneità dei debiti tributari rispetto ai bisogni della famiglia, allo scopo di impedire l’iscrizione

L’iscrizione di ipoteca sui beni immobili conferiti nel fondo patrimoniale è legittima se c’è il sospetto che il contribuente abbia debiti col fisco. Per impedire l’iscrizione, il contribuente deve dimostrare l’estraneità dei debiti tributari rispetto ai bisogni della famiglia. Questo è quanto ha affermato la IV sezione della CTR di Catanzaro con la sentenza n. 1815 del 9 ottobre 2014 che ha affrontato ancora una volta la questione, sempre molto attuale, relativa alla legittimità dell’iscrizione ipotecaria su immobili compresi in un fondo patrimoniale.

IL FATTO
Il caso trae origine dall’opposizione di un contribuente avverso l’iscrizione di ipoteca eseguita su un immobile di proprietà conferito in fondo patrimoniale.
La CTP di Catanzaro annullava il provvedimento sull’unico presupposto di un atto notarile di costituzione di fondo patrimoniale risalente a epoca precedente l’atto impugnato.

Equitalia proponeva appello avverso la sentenza dei giudici di primo grado deducendo la violazione e falsa applicazione dell’art. 77, D.P.R. n. 602/1973, in relazione al disposto dell’art. 170 del codice civile.

LA DECISIONE DELLA CTR DI CATANZARO
Secondo i giudici della Commissione Tributaria Regionale, l’appello promosso dall’Agente della Riscossione merita accoglimento in quanto, da un lato è da considerarsi legittima l’iscrizione ipotecaria sui beni immobili conferiti in un fondo patrimoniale poiché l’iscrizione non è un atto dell’espropriazione bensì mero atto cautelare, dall’altro lato rimane onere del contribuente provare l’estraneità dei debiti tributari rispetto ai bisogni della famiglia al fine di impedire l’iscrizione ipotecaria su beni immobili conferiti in un fondo patrimoniale.

La sentenza della CTR Calabria si discosta da altre pronunce di merito che, di orientamento opposto, hanno, invece, disposto la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria, iscritta su immobili, oggetto del fondo patrimoniale, disciplinato dall’art. 167 e seguenti del codice civile (cfr. CTR Piemonte, sez. VI, 21 ottobre 2009, n. 54; CTP Mantova, sez. II, 20 gennaio 2014, n. 20); infatti, in tali decisioni viene chiarito che, al fine di verificare la legittimità dell’iscrizione ipotecaria da parte del concessionario sui beni facenti parte del fondo patrimoniale per debiti verso lo Stato, è necessario verificare che vi sia un’oggettiva destinazione dei debiti assunti alle esigenze familiari e, quindi, il criterio identificativo va ricercato non nella natura dell’obbligazione, ma nella relazione esistente fra il fatto generatore di esse e i bisogni della famiglia.

In conclusione, la conseguenza che scaturirebbe dal ragionamento seguito dalla CTR Catanzaro nella sentenza n. 1815/4/14è la seguente: ad Equitalia basterebbe il semplice sospetto dell’esistenza di un debito fiscale della famiglia, qualora sia stata notificata una cartella di pagamento, per poter iscrivere l’ipoteca e vincere il fondo patrimoniale del contribuente. Salvo poi lasciare a quest’ultimo l’onere di difendersi.

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