Diritto

Legittima la pretesa del Fisco agli eredi che ottengano l’inventario troppo tardi

Legittima la pretesa del Fisco agli eredi che ottengano l'inventario troppo tardi
L’accettazione dell’eredità con il beneficio dell’inventario non mette al riparo gli eredi dalle pretese del Fisco quando l’inventario stesso non venga compilato entro i termini previsti dalla norma

L’accettazione dell’eredità con il beneficio dell’inventario non mette al riparo gli eredi dalle pretese del Fisco quando l’inventario stesso non venga compilato entro i termini previsti dalla norma. A chiarirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 25116 del 26 novembre 2014.

IL FATTO
La Corte ha fornito così una risposta a degli eredi che si erano visti notificare delle cartelle per debiti relativi a Invim del de cuius. Di qui il ricorso in sede di legittimità. A tal proposito è stato chiarito che la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario ha una propria immediata efficacia, determinando il definitivo acquisto della qualità di erede da parte del chiamato, che «subentra perciò in universum ius defuncti compresi – pertanto – i debiti facenti capo al de cuius». La procedura, tuttavia, deve perfezionarsi con la tempestiva sopravvenienza dell’inventario, in mancanza del quale l’accettante è considerato erede puro e semplice e questo non perchè abbia perduto ex post il beneficio, ma per non averlo mai conseguito. Si legge peraltro nella sentenza che le norme che impongono il compimento dell’inventario in determinati termini non ricollegano mai all’inutile decorso del termine stesso un effetto di decadenza, ma sanciscono sempre come conseguenza che l’erede venga considerato quale accettante puro e semplice, mentre la decadenza è chiaramente ricollegata solo ed esclusivamente ad alcune condotte, che attengono alla fase di liquidazione e sono quindi necessariamente successive alla redazione dell’inventario.

Nè al giudice tributario può essere eccepito un vizio di incompetenza perchè comunque l’accettazione individua il contribuente su cui rifarsi. Sarà poi in una seconda fase, quando cioè verrà redatto l’inventario che si vedrà se e in che misura gli eredi sono tenuti a rispondere al Fisco. Tuttavia non è questo il caso affrontato dalla Cassazione in quanto è mancata la redazione dell’inventario e ciò ha assegnato agli eredi la qualità anche di contribuenti per i debiti del de cuius.

Conclude la Corte evidenziando come il provvedimento, finalizzato all’inventario, non contenendo alcuna decisione in merito alla capacità a succedere del soggetto richiedente è riconducibile alla giurisdizione volontaria e, quindi, privo del carattere di decisorietà e inidoneo a passare in giudicato con la conseguenza che non è stato ritenuto impugnabile con il ricorso straordinario per Cassazione come previsto dall’articolo 111 della Costituzione.
Tale decreto, pertanto, non era nella specie ostativo all’accertamento sia pure incidentale della qualità di erede accettante come beneficio d’inventario da parte del giudice tributario.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 25116/2014

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