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Legge Stabilità, emendamenti Pd e Pdl: no Irpef per redditi sotto i 12mila euro

Legge Stabilità, emendamenti Pd e Pdl: no Irpef per redditi sotto i 12mila euro
Esentare dall’Irpef i redditi inferiori ai 12mila euro. E’ il contenuto di due emendamenti alla legge di Stabilità – uno proveniente dalle file del Pdl (prima firmataria Anna Cinzia Bonfrisco), l’altro da quelle del Pd (primo firmatario Giancarlo Sangalli) – per modificare il cuneo fiscale. Attualmente la cosiddetta “no tax area” è di 8mila euro.

Sacconi propone di sostituire il taglio del cuneo fiscale con la detassazione del salario di produttività al 10%. Con un serie di emendamenti il Pdl propone inoltre di alzare la soglia per i pagamenti in contante.

Nel solito, enorme cumulo di emendamenti alla Legge di Stabilità, che prossimamente il Parlamento sarà chiamato ad approvare, spuntano a sorpresa anche due piccolissime proposte, che mirano a esentare dall’Irpef i redditi inferiori ai 12.000 euro. L’idea è bipartisan: un emendamento proviene dalle file del Pdl (prima firmataria Anna Cinzia Bonfrisco), l’altro da quelle del Pd (primo firmatario Giancarlo Sangalli) – per modificare il cuneo fiscale.

La no-tax areaEstendere la no-tax area ai redditi sotto i 12mila euro dal primo gennaio 2014, chiedono dunque Pd e Pdl. Attualmente la soglia di esenzione dall’Irpef è fissata in 8mila euro (7.500 per i pensionati). La copertura individuata, circa 1,8 miliardi, deriva da un tetto del 70% alle spese delle amministrazioni pubbliche. Secondo la relazione tecnica a uno degli emendamenti la copertura di circa 1,8 miliardi non considera “la perdita di gettito dei comuni e delle regioni per effetto della riduzione delle entrate relative alle addizionali comunali e regionali all’Irpef“. In particolare, si stabilisce che a partire dal 2014, le amministrazioni non possono effettuare spese per consumi intermedi di ammontare superiore al 70% della spesa sostenuta nel 2012.

Ma c’è subito lo stop di Fassina. “E’ presto” per parlare di intesa tra Pd e Pdl sull’ampliamento della ‘no tax’ area. Lo afferma il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, che boccia l’idea: l’operazione, afferma, è “molto costosa e non è finalizzata soltanto ai redditi più bassi. Ne beneficerebbero anche i più ricchi. Le “poche risorse” a disposizione, osserva, “le dirotterei su quella parte di lavoratori e famiglie più in difficoltà” mentre “aumentare la ‘no tax area’ vuol dire darle anche a chi ha un milione l’anno. Non mi sembra una priorità”. A chi chiede se comunque sia personalmente favorevole alla proposta, Fassina replica affermando che “su questo punto il Governo ha dato al Parlamento ampia disponibilità di rivedere l’area dei beneficiari della riduzione fiscale concentrandola sui redditi più bassi“.

Sacconi e il cuneo fiscale. Sostituire il taglio del cuneo fiscale con la detassazione del salario di produttività al 10%. Lo prevede un emendamento alla Legge di Stabilità firmato dal Presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi. L’imposta sostitutiva al 10% si applica solo al settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno, a 40.000 euro. La retribuzione di produttività che può beneficiare dell’imposta sostitutiva non può essere superiore, nel corso dell’anno, a 6.000 euro lordi

Casa, il pressing del Pdl. Stop alla tassa sulla prima casa anche con il nuovo regime della Tasi. Lo prevede un emendamento alla Legge di Stabilità firmato dalle senatrici Pdl Anna Maria Bernini e Mariarosaria Rossi. Tra le coperture si prevede che dal 2014 1,2 miliardi possano arrivare dalla spending review.

Il relatore: via la Trise. Il tributo unico comunale (Tuc) al posto della Trise. E’ quanto prevede un emendamento al Disegno di Legge di Stabilità presentato dal Relatore del Pdl, Antonio D’Alì, in commissione Bilancio al Senato. La proposta di modifica prevede la cancellazione degli articoli 19 e 32 del testo licenziato dal Governo, che prevedevano l’istituzione della Trise.

La soglia del contante. Con un serie di emendamenti il Pdl propone inoltre di alzare la soglia per i pagamenti in contante. In particolare, una proposta di modifica del Presidente della Commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello (Pdl), chiede l’innalzamento dagli attuali 1.000 euro fino a 5.000 euro.

E la soglia dell’Opa. I senatori insistono sull’urgenza di una riforma dell’Opa e presentano al Ddl Stabilità in Commissione Bilancio del Senato un emendamento bipartisan (primo firmatario Massimo Mucchetti del Pd) una proposta di modifica con gli stessi contenuti dell’ordine del giorno già approvato lo scorso 24 ottobre da palazzo Madama. La proposta (siglata anche dai senatori Zanda, Schifani, De Petris, Fedeli, Lanzillotta, Gasparri, Marino, Pelino, Consiglio) fa scattare l’obbligo di Opa anche sotto il limite del 30% (ma non inferiore al 15%), in caso di controllo di fatto di una società. L’urgenza, secondo i sostenitori dell’iniziativa, è legata alla partita Telecom. Tuttavia, il governo pur avendo in un primo momento assicurato il suo impegno ad intervenire celeremente ha poi frenato sulla questione

Saccomanni e il fisco. Intanto il governo intende adottare una serie di misure per il rientro in Italia dei capitali non dichiarati, assicura il Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, premettendo che sul fronte della lotta all’evasione fiscale “il clima della cooperazione internazionale é molto migliorato“. Per mettere a punto queste misure, ha concluso, l’esecutivo si ispirerà “alle proposte formulate dal gruppo di lavoro coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco“. Quanto alla lotta all’evasione e all’elusione sia portata avanti “con fermezza“, ma in maniera “calibrata”, nei “confronti di imprese, persone e famiglie messe a dura prova da anni di crisi”, sottolinea il Ministro dell’Economia rivolgendosi ai vertici delle Fiamme Gialle durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della scuola di polizia tributaria. Secondo Saccomanni, è necessario “proseguire con determinazione nell’azione di contrasto agli illeciti sui diversi fronti“, ma non si deve comunque “violare il principio di proporzionalità degli oneri richiesti ai contribuenti rispetto all’obiettivo di recupero di gettito da parte del fisco”.

Patto di stabilità. Il Ministro degli Affari Regionali Graziano Delrio rivendica: “Il Governo ha fatto un passo avanti perché ha allentato il patto di stabilità sui Comuni, ha dato un miliardo in più sulla Service Tax e ha smesso di fare tagli sulla sanità. Adesso il Parlamento deve aiutare ulteriormente a migliorare il patto di stabilità che non ci piace, ma che è un vincolo europeo. Tutti insieme lavoreremo per migliorare anche questo“.

Sel: pensare a esodati. Gli esodati devono essere salvaguardati con una norma e non a pezzi, ha detto il Capogruppo di Sel alla Camera, Gennaro Migliore, al termine dell’incontro con i segretari generali di Cgil e Uil, Susanna Camusso e Luigi Angeletti, sulla Legge di Stabilità. Migliore parla della possibilità di una quattordicesima per i pensionati sotto la soglia dei mille euro mensili.

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