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Legge Europea 2013: ecco le nuove modifiche in arrivo

Al via la legge europea per il 2013, modifiche a tutto fronte per chiudere diverse infrazioni aperte dall'Ue
Al via la legge europea per il 2013, modifiche a tutto fronte per chiudere diverse infrazioni aperte dall’Ue

Dalla semplificazione del quadro RW di Unico, al taglio delle sanzioni sul monitoraggio fiscale. Dai ritocchi della tassa sul lusso per gli aerei alla base imponibile dell’imposta di successione. Ma anche novità in arrivo per le società tra avvocati, il servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale, il lavoro a tempo determinato, lo smaltimento dei rifiuti o la valutazione di impatto ambientale. Sono solo alcuni dei principali temi che hanno trovato posto nella nuova “legge europea per il 2013”, quella che una volta, prima della legge di riforma n. 234/2012, era chiamata legge comunitaria.

A ben vedere molte delle norme che domani il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, presenterà al consiglio dei ministri, con principi che erano in gran parte già contenuti in precedenti provvedimenti (il quadro RW, ad esempio, era finito come emendamento alla legge di stabilità) o nelle due leggi comunitarie – 2011 e la 2102 – i cui disegni di legge non hanno mai visto la luce a causa dello scioglimento anticipato delle Camere. Così nella nuova legge europea per il 2013 sono inserite misure, diverse dalle deleghe, necessarie ad adempiere agli obblighi comunitari. Non solo. Questi interventi sono tutti finalizzati a rimediare a una serie di censure avviate formulate dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia.

Come precisano da Palazzo Chigi il Ddl così come viene proposto oggi al Cdm consentirebbe al Governo italiano di chiudere 20 procedure di infrazione, 10 casi Eu Pilot (uno stadio di pre-contenzioso con Bruxelles), attuare una decisione della Commissione europea per la quale i termini sono già scaduti, nonché attuare due regolamenti Ue.

Al di là dei principi e degli obiettivi comunitari resta evidente che la via scelta per modificare le sanzioni sul monitoraggio fiscale e semplificare il quadro RW di Unico, più volte annunciati, non è certo quella “dell’alta velocità”. L’obiettivo dell’articolo 10 dello schema di Ddl oggi all’esame rispondere alle richieste della Commissione (Caso Eu Pilot 1711/11/Taxu) con cui si contesta all’Italia l’obbligo dell’indicazione nella dichiarazione dei redditi dei trasferimenti da o verso l’estero effettuati senza il ricorso a intermediari abilitati e, soprattutto, la proporzionalità delle relative sanzioni. In questo senso il Governo punta a semplificare la vita ai contribuenti eliminando la Sezione I del Quadro RW di Unico e riducendo così gli adempimenti. Per le sanzioni viene prevista un’attenuazione per le violazioni degli obblighi di dichiarazione, fissando la misura dal 5 al 25% dell’ammontare degli importi non dichiarati. Resta la confisca di beni per un valore corrispondente.

Altra modifica di rilievo è quella che, ai fini del contrasto alle frodi comunitarie, punta ad allineare il monitoraggio fiscale all’antiriciclaggio, consentendo all’Agenzia delle Entrate di richiedere agli intermediari i dati e le notizie relative a operazioni finanziarie con l’estero, da chiunque poste in essere.

Ritocchi in arrivo anche per la patrimoniale sugli aeromobil. Alla Commissione europea, infatti, non piace la previsione del Salva-Italia secondo cui la tassa sugli aerei va estesa ai mezzi esteri in sosta sul territorio italiano superiore a 48 ore. Per evitare una procedura d’infrazione, il presupposto impositivo passa da 48 ore a sei mesi.

Nel mirino del Governo anche la base imponibile dell’imposta di successione. L’apertura di una nuova procedura di infrazione è arrivata soltanto il 21 febbraio scorso. L’Europa, infatti, ci chiede di escludere i titoli di Stato esteri dalla base imponibile dell’imposta sulle successioni. Una decisione contraria costituirebbe, secondo Bruxelles, una violazione del principio della libera circolazione dei capitali all’interno dell’Unione europea e dello spazio economico europeo.

In materia di lavoro si prova a porre rimedio a una procedura di infrazione che boccia l’Italia sul diritto di informazione anche dei lavoratori a tempo determinato. Con il nuovo Ddl viene cancellata la norma oggi in vigore secondo cui i lavoratori con contratto a tempo determinato sono computabili ai fini della formazione delle rappresentanze sindacali nel caso in cui il contratto abbia durata superiore a nove mesi. In base all’articolo 8 del Ddl, tutti i lavoratori a tempo determinato verranno conteggiati, pro rata temporis, ai fini delle soglie occupazionali.

A rischio infrazione comunitaria anche la disciplina delle società tra avvocati. Per scongiurare l’apertura di una procedura da parte di Bruxelles il Ddl prevede la soppressione della norma che impone la presenza del socio avvocato italiano nella società tra avvocati e la cancellazione del riferimento alla qualità di socio dell’avvocato italiano.

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