Fisco

Legge di Stabilità: regime fiscale agevolato per i lavoratori autonomi, contributi fissi per artigiani e commercianti

Legge di Stabilità: regime fiscale agevolato per i lavoratori autonomi, contributi fissi per artigiani e commercianti
L’adesione al regime fiscale agevolato, secondo le previsioni della Legge di Stabilità 2015, consentirà agli iscritti alle gestioni Inps degli artigiani o commercianti di avvalersi di un regime agevolato ai fini contributivi con la soppressione dei contributi fissi

Nella legge di Stabilità è stata prevista l’introduzione di un regime fiscale agevolato per i lavoratori autonomi. Per gli artigiani e i commercianti iscritti all’Inps vi sono anche delle agevolazioni contributive che consentono di pagare i contributi in relazione al reddito, senza il rispetto dei minimali contributivi.

Il regime fiscale agevolato
L’articolo 9 della Legge di Stabilità 2015 ha previsto l’introduzione di un regime fiscale agevolato per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni in forma individuale. In particolare si tratta di un regime forfetario di determinazione del reddito da assoggettare ad un’unica imposta in sostituzione di quelle dovute. Contemporaneamente è prevista anche la soppressione dei “regimi di favore” attualmente vigenti (regime fiscale di vantaggio, disciplina delle nuove iniziative produttive, regime contabile agevolato), in ottica di semplificazione.
Sono interessate le persone fisiche con struttura e capacità produttiva di scarsa entità che operano quali fornitori di beni o servizi. Le soglie stabilite dal legislatore variano a seconda del codice ATECO, quindi in relazione all’attività economica esercitata e fanno riferimento alla diversa redditività dei settori economici. Per questi soggetti il reddito di impresa o di lavoro autonomo viene determinato in modo semplificato, in funzione dei soli ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta su cui è applicato un coefficiente di redditività.

Regime fiscale agevolato e riflessi sul regime contributivo
Il regime contributivo Inps agevolato discende dall’applicabilità del regime fiscale agevolato. Ciò significa che nel caso in cui il soggetto non possegga più i requisiti per beneficiare del regime fiscale agevolato, non potrà usufruire nemmeno del regime contributivo agevolato. Allo stesso modo, nel caso in cui da successive verifiche venisse accertato che non esistevano i presupposti per l’applicazione del regime fiscale agevolato, il regime contributivo diverrà anche retroattivamente ordinario, con necessità di versare i contributi omessi, comprese le sanzioni.

Vi sono inoltre categorie economiche che non possono avvalersi del regime fiscale agevolato, quindi nemmeno di quello contributivo Inps agevolato.
Il regime contributivo agevolato cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui vengono meno i requisiti previsti dalla norma. La cessazione implica, ai fini previdenziali, l’applicazione del regime ordinario di determinazione e di versamento del contributo dovuto.
Si noti che il legislatore ha previsto che il passaggio al regime previdenziale ordinario, in ogni caso, determina l’impossibilità di fruire nuovamente nel regime contributivo agevolato, anche laddove sussistano i requisiti.

Chi non può avvalersi del regime agevolato
La norma stabilisce che non possano avvalersi del regime agevolato le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito. Le attività economiche escluse a priori sono quindi:

  • Agricoltura e attività connesse e pesca;
  • Vendita sali e tabacchi;
  • Commercio dei fiammiferi;
  • Editoria;
  • Gestione di servizi di telefonia pubblica;
  • Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;
  • Intrattenimenti, giochi e altre attività ex DPR 640/1972;
  • Agenzie di viaggi e turismo;
  • Agriturismo;
  • Vendite a domicilio;
  • Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione;
  • Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione.

Sono inoltre esclusi i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, o di mezzi di trasporto nuovi, nonché coloro che, esercenti attività di impresa, arti o professioni, contemporaneamente partecipano a società di persone o associazioni di cui all’art. 5 del TUIR ovvero a SRL di cui all’art. 116 del TUIR.

Riflessi sui contributi previdenziali Inps
Gli esercenti attività di impresa iscritti alle gestioni Inps degli artigiani o commercianti hanno la facoltà di applicare, ai fini contributivi, un regime agevolato che prevede la soppressione del livello minimo di contributi (i cosiddetti “contributi sul minimale” o “contributi fissi”).
A titolari e collaboratori si applica quindi un regime forfetario a percentuale sul reddito dichiarato. Non sono invece ammessi al medesimo beneficio i lavoratori autonomi iscritti alle casse professionali.

Come si accede al regime agevolato
Il soggetto che ne abbia le caratteristiche e che voglia accedere al regime contributivo agevolato dovrà presentare apposita dichiarazione all’Inps ogni anno entro il 28 febbraio.
L’Inps colloquierà direttamente con l’Agenzia delle Entrate per la verifica dei requisiti richiesti. La data del 28 febbraio è un termine decadenziale per espressa previsione normativa, pertanto qualora la dichiarazione venga presentata oltre il termine stabilito, l’accesso al regime contributivo agevolato potrà avvenire dall’anno successivo, riproponendola dichiarazione entro il termine stabilito, ferma restando la permanenza dei requisiti richiesti.

Caratteristiche del regime contributivo agevolato
L’artigiano o commerciante verserà la contribuzione Inps in percentuale rispetto ai redditi percepiti e non dovrà effettuare il versamento dei contributi fissi.
Il contributo dovuto sarà rapportato alla totalità dei redditi d’impresa denunciati ai fini Irpef per l’anno al quale i contributi stessi si riferiscono. I versamenti a saldo e in acconto dei contributi dovuti agli enti previdenziali saranno effettuati entro gli stessi termini previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui siano presenti coadiuvanti o coadiutori, il titolare potrà indicare la quota di reddito di spettanza ai singoli collaboratori, fino ad un massimo, complessivamente, del 49 per cento.

Il regime contributivo Inps agevolato è opzionale
Il legislatore ha concesso la facoltà di scelta in quanto la contribuzione accreditata sarà proporzionale al versamento effettuato. In particolare, in caso di versamenti inferiori alla contribuzione dovuta sul reddito minimale non sussisterà la totale copertura contributiva annua e questo potrebbe penalizzare il lavoratore autonomo ai fini pensionistici. In caso di redditi bassi, infatti, anche i versamenti contributivi saranno esigui e non consentiranno di coprire interamente i 12 mesi contributivi di un anno.
Come stabilito dalla norma, i contributi versati saranno attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare fino a concorrenza di dodici mesi nell’anno.
In particolare, l’accredito della contribuzione segue le regole dalla Legge n. 335/1995. Essa stabilisce che hanno diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento, i soggetti che abbiano corrisposto un contributo di importo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito che si determina moltiplicando per 312 il minimale giornaliero stabilito per gli operai del settore artigianato e commercio. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata.

Attualmente un meccanismo simile viene già applicato a coloro che svolgono l’attività di “affittacamere” e ai “produttori assicurativi di 3° e 4° gruppo”, entrambi iscritti alla gestione Inps commercianti: essi non sono soggetti all’osservanza del minimale annuo di reddito (circolare Inps n. 12/2004), di conseguenza sono tenuti al solo versamento dei contributi a percentuale IVS calcolati sull’effettivo reddito, maggiorati dell’importo della contribuzione dovuta per le prestazioni di maternità, pari a € 0,62 mensili. Si può ipotizzare che anche per i soggetti che beneficeranno del regime contributivo agevolato di cui alla legge di Stabilità 2015 in corso di approvazione, insieme alla contribuzione agevolata ordinaria, sarà dovuta la contribuzione per maternità, con gli stessi meccanismi già in uso per queste due tipologie di soggetti.

Differenza tra contributi dovuti da artigiani e commercianti
Attualmente vi è differenza tra l’importo di contribuzione dovuta dagli artigiani e quella dovuta dai commercianti. Essa è relativa ad uno 0,09% a titolo di aliquota aggiuntiva istituita dall’art. 5 del Decreto legislativo 28 marzo 1996 n. 207, ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale.
L’obbligo del versamento di tale contributo è stato prorogato (ad opera della Legge n. 147/2013) fino al 31 dicembre 2018.

Esempio relativo ai minimali contributivi anno 2014
Per l’anno 2014, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a € 15.516,00. Tale valore è stato ottenuto – in base alle disposizioni contenute nell’art. 1, comma 3 della legge 2 agosto 1990, n. 233 – moltiplicando per 312 il minimale giornaliero di retribuzione da utilizzare per il calcolo dei contributi in favore degli operai dei settori artigianato e commercio in vigore al 1° gennaio 2014 (€ 47,58) ed aggiungendo al prodotto l’importo di € 671,39 così come disposto dall’art. 6 della legge 31 dicembre 1991, n. 415. In conseguenza di quanto sopra, il contributo calcolato sul reddito “minimale” risulta così suddiviso:

Circolare Inps 19/2014 Artigiani Commercianti
Titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 3.451,99
(3.444,55 IVS + 7,44 maternità)
3.465,96
(3.458,52 IVS + 7,44 maternità)

Supponendo che gli importi rimangano sostanzialmente simili nel 2015, nel caso in cui per effetto del regime fiscale agevolato e della scelta esplicita di applicare anche il regime contributivo Inps agevolato, l’artigiano effettuasse un versamento contributivo inferiore a € 3.451,99, ai fini pensionistici non gli verrebbero riconosciuti 12 mesi di contributi, ma un importo proporzionalmente ridotto, accreditato a partire dall’inizio dell’anno.
Esempio:
Se il versamento contributivo determinato in base al reddito fosse di € 2.876,66, che rappresenta i 10/12 dell’importo “minimo”, verrebbero accreditati solo 10 mesi (attribuiti temporalmente da “gennaio” a “ottobre”), invece di 12 e quindi l’anno non sarebbe completamente coperto da contribuzione ai fini pensionistici.

Mancata applicazione del regime contributivo agevolato per giovani e anziani
Per espressa previsione normativa, in caso adesione al regime contributivo agevolato vengono meno le riduzioni contributive previste per la generalità degli ultra sessantacinquenni e per gli under 21enni.

Potrebbe anche interessarti:

Nuovo regime dei minimi: chi apre la partita Iva nel 2015 può aderire con la dichiarazione di inizio attività
Partite Iva, le regole per aderire al nuovo regime forfettario
Partite IVA, nuovo regime dei minimi al via dal 2015. Come cambiano le agevolazioni
Minimi, nuovo regime su misura
Nuovo regime forfettario: si abbassa il limite dei ricavi
Rimborsi IVA con garanzie ridotte: limite aumentato a 15.000 euro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *