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Legge di Stabilità 2015: enti non commerciali con tasse più pesanti

Legge di Stabilità 2015: enti non commerciali con tasse più pesanti
Con effetto retroattivo dal 2014, la legge di Stabilità 2015 riduce la percentuale di esclusione da tassazione dei dividendi distribuiti a favore degli enti non commerciali: gli utili percepiti anche nel corso del 2014 saranno dunque tassati al 77,74% in luogo del 5%

Cinque per mille stabilizzato, nessuna detassazione IRAP per i dipendenti destinati all’attività istituzionale, incremento della percentuale di detraibilità delle erogazioni liberali, nuovo criterio di tassazione dei dividendi: il contenuto della prossima legge di Stabilità per il 2015, in corso di definizione in questo periodo, produrrà effetti anche sulla disciplina degli enti non commerciali. Vediamo quindi quali sono le principali novità che si stanno profilando all’orizzonte.

5 per mille
Cominciamo con una nota positiva. Nella legge di Stabilità è inserita una previsione in relazione al 5 per mille dell’IRPEF destinata, se confermata, a generare un grande sollievo negli operatori del settore: nell’art. 17, comma 4, del testo del disegno di legge diffuso il 15 ottobre scorso si prevede infatti una norma di stabilizzazione del contributo del 5 per mille che viene (finalmente) disciplinatoa regime” senza attendere la riproposizione anno per anno. Viene inoltre stabilito un tetto di 500 milioni all’anno per questa contribuzione, con un incremento di 100 milioni rispetto alle ultime distribuzioni.
Per quanto riguarda l’individuazione dei potenziali destinatari del contributo si rinvia a quanto disciplinato per gli anni scorsi, confermando quindi anche la procedura, da ripetere anno per anno, per l’iscrizione nell’elenco dei beneficiari.

IRAP
Se questa è sicuramente una buona notizia, meno piacevoli saranno invece le novità che interesseranno gli enti non commerciali con riferimento all’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).
A proposito di questa imposta, è noto che nella legge di Stabilità 2015 c’è l’intenzione di detassare il costo dei lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato. Questa novità, al pari di tutte le disposizioni che, nel passato, sono intervenute a ridurre il peso dell’imposta regionale sul costo del lavoro, non ha effetto sui dipendenti utilizzati nell’ambito dell’attività istituzionale da parte degli enti non commerciali (o sulla componente istituzionale di coloro che vengono utilizzati “promiscuamente” nella gestione istituzionale ed in quella commerciale).
L’art. 5 del disegno di legge attualmente disponibile prevede infatti la deduzione integrale del costo del lavoro solo per i soggetti che determinano il valore della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9 del D.Lgs. n. 446/1997. Per gli enti non commerciali, quindi, si tratta della determinazione della base imponibile IRAP relativa solo all’attività commerciale mentre, come detto, ancora una volta, nulla cambia per quanto riguarda i criteri di calcolo del valore della produzione afferente la gestione istituzionale.
Quindi gli enti non commerciali con dipendenti assunti a tempo indeterminato e destinati all’attività istituzionale continueranno a pagare l’IRAP sull’intero costo del lavoro.

Erogazioni liberali
Un’altra novità riguarda l’incremento della percentuale di detraibilità delle erogazioni liberali effettuate a favore di ONLUS. L’art. 15 del disegno di legge prevede infatti una modifica all’art. 15 TUIR, innalzando a 30.000 euro all’anno (rispetto agli attuali 2.065 euro) l’importo massimo detraibile, nel limite del 26%, per le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche a favore delle ONLUS e dei soggetti a queste assimilati (iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con D.P.C.M., nei Paesi non appartenenti all’OCSE).
Resta fermo il limite di effettuare la donazione con sistemi di pagamento tracciabili, per consentire la detrazione.
La modifica avrà effetto per le donazioni effettuate a partire dal 2015.
Con l’innalzamento del limite detraibile questa disposizione acquisisce sicuramente un maggiore appeal rispetto alla agevolazione “concorrente”, cioè quella contenuta nell’art. 14, D.L. n. 35/2005 (conosciuta come “più dai meno versi”) che consente di dedurre dal proprio reddito le liberalità a favore – tra gli altri – di ONLUS nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque fino a 70.000 euro all’anno.
La valutazione di convenienza dovrà essere effettuata nel momento in cui si compila la dichiarazione dei redditi e si decide di fare valere la liberalità come detrazione dall’IRPEF o come deduzione dal reddito imponibile.

Tassazione dei dividendi
La novità contenuta nel disegno di legge di Stabilità 2015 destinata a fare più discutere è sicuramente quella che riguarda la modifica al criterio di tassazione dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali, contenuta nell’art. 44, comma 26, del disegno di legge.
La modifica porta ad aumentare la parte imponibile dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali. Attualmente, infatti, l’art. 4, comma 1, lettera q), D.Lgs. n. 344/2003 prevede che gli utili percepiti dagli enti non commerciali, nel limite del 95% del relativo ammontare, non concorrono alla formazione del reddito complessivo imponibile, in quanto esclusi, anche se conseguiti nell’esercizio di impresa.
In pratica, questi redditi sono assoggettati a tassazione solo nel limite del 5%.
La modifica proposta prevede invece che, già per quanto riguarda gli utili messi in distribuzione dal 1° gennaio 2014 (con effetto retroattivo, quindi), il limite del 95% sia portato al 22,26% e che la disciplina particolare non operi più per i dividendi conseguiti all’interno dell’attività commerciale.
In pratica la quota imponibile passa dal 5 al 77,74% per i dividendi percepiti all’interno dell’attività istituzionale dagli enti non commerciali.
Per i dividendi percepiti nell’ambito dell’attività d’impresa resterà da chiarire il regime applicabile. Secondo le regole generali contenute nell’art. 144 TUIR, infatti, nella determinazione dei singoli redditi percepiti dagli enti non commerciali si applicano, se non diversamente stabilito, le disposizioni del titolo I. Si tratta, cioè, delle regole che il TUIR riserva alla determinazione dei singoli redditi dei soggetti IRPEF. Nello specifico, per quanto riguarda i dividendi conseguiti nell’ambito dell’attività d’impresa dai soggetti IRPEF la norma di riferimento è l’art. 59.
Attenzione, però: le regole di tassazione in questo caso sono studiate con riferimento a soggetti – le persone fisiche – che subiscono una imposizione progressiva per scaglioni e non proporzionale come avviene invece per gli enti non commerciali (soggetti all’IRES).
È quindi molto probabile che per i dividendi conseguiti nell’ambito del reddito d’impresa dagli enti non commerciali sia più equo applicare la disposizione prevista per gli altri soggetti IRES (art. 89 TUIR). Come visto, però, in questo caso è necessaria una specifica previsione.
Al di là di questi aspetti particolari è, in ogni caso, evidente l’aggravio di tassazione che produce la nuova previsione, per di più considerando che la stessa ha effetto anche sulle distribuzioni di dividendi già avvenute nel corso del 2014.
Da più parti si è osservato che questa modifica colpisce particolarmente quegli enti che destinano risorse rilevanti allo sviluppo di iniziative sociali e che si finanziano grazie alla gestione delle partecipazioni. Aumentare la quota destinata allo Stato dei rendimenti delle partecipazioni significa, in questi casi, ridurre sostanzialmente la fetta di investimento dedicata al sociale.

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