Diritto

Leasing, il cliente risponde del bollo

Leasing, il cliente risponde del bollo
Se su un veicolo in leasing non si paga il bollo auto, la responsabilità è esclusivamente dell’utilizzatore

Se su un veicolo in leasing non si paga il bollo auto, la responsabilità è esclusivamente dell’utilizzatore. La società di leasing può essere chiamata in causa solo se ha predisposto un servizio di pagamento cumulativo del tributo per i propri clienti. Lo ha stabilito per la prima volta in via giudiziaria la Commissione tributaria provinciale (Ctp) di Perugia, con la sentenza n. 175 del 30 aprile scorso, di cui si è avuta notizia ieri.
La pronuncia ricalca l’indirizzo adottato l’anno scorso dal dipartimento delle Finanze (nota protocollo n. 13270 del 27 giugno 2012), ma è importante perché segna un precedente anche giurisprudenziale su questo principio: i giudici non hanno l’obbligo di conformarsi alle indicazioni ministeriali. Inoltre, fornisce anche una motivazione dell’indirizzo, per quanto succinta.

La questione nasce nell’estate del 2009: l’articolo 7, comma 2 della legge 99/09 (nota come legge sviluppo) aveva modificato l’articolo 5 della legge 53/83 (la norma fondamentale in materia di bollo auto) aggiungendovi la responsabilità del locatario (cioè il cliente della società di leasing che utilizza il veicolo preso in locazione finanziaria), dell’usufruttuario e dell’acquirente con patto di riservato dominio. In predecenza, la legge 53/83 prevedeva la responsabilità del solo proprietario.
La norma del 2009 prevedeva che Regioni e Province autonome potessero fissare le modalità per consentire alle società di leasing di «eseguire cumulativamente, in luogo dei singoli utilizzatori, il versamento delle tasse dovute per i periodi di tassazione compresi nella durata dei rispettivi contratti».
Tra gli addetti ai lavori, è sempre stato chiaro che l’intento del legislatore era di liberare le società di leasing da responsabilità di fronte al fisco per i mancati pagamenti del bollo da parte dei clienti. Ma la formulazione letterale della norma era tale da far ritenere che ci fosse una responsabilità solidale tra le due parti, cioè il locatore (proprietario del veicolo) e il locatario (cliente utilizzatore). Infatti, il comma 2 dell’articolo 7 prevedeva semplicemente l’aggiunta dei nuovi soggetti responsabili alle frasi in cui si citava il proprietario, senza precisare alcunché. Da questo si deduce che tutti i soggetti citati dalla norma siano responsabili allo stesso modo, per cui di eventuali inadempienze dell’uno di fronte al fisco avrebbe dovuto rispondere anche l’altro, salva ovviamente la possibilità di rivalersi sul primo.
Questa è stata anche la linea scelta da alcuni utilizzatori e, soprattutto, dalla Regione Umbria, che ha inviato alla società di leasing la cartella di pagamento per un bollo che non era stato pagato dal cliente. La società ha presentato ricorso e, almeno in questo primo grado di giudizio, ha ottenuto ragione.

Secondo la Ctp di Perugia, l’attuale formulazione della legge 53/83 che prevede la responsabilità sia del proprietario sia dell’utilizzatore va letta in relazione a quanto la stessa norma di modifica (legge 99/09) ha previsto per i pagamenti cumulativi, autorizzando le Regioni ad ammetterli e a disciplinarli. Questa parte della legge del 2009 non è stata inserita nella legge 53/83 come la responsabilità dei soggetti diversi dal proprietario, ma va tenuta in considerazione contemporaneamente. Come? Giungendo alla conclusione che la responsabilità è anche del proprietario, però solo nei casi in cui è questi (cioè la società di leasing) a effettuare un pagamento cumulativo.
Un’interpretazione che nella nota ministeriale dello scorso anno era solo implicita.
Resta da chiarire la situazione quando invece del leasing c’è un usufrutto o un patto di riservato dominio. Però queste sono situazioni piuttosto rare e quindi probabilmente passerà ancora molto tempo prima che la giurisprudenza se ne occupi.

[accordion state=”closed” color=”blue” title=”LA MASSIMA” tag=”h3″ ]

La nuova legge ha introdotto il principio che la tassa in argomento è dovuta dal soggetto titolare del diritto di godimento, che nel caso di specie è riconducibile al possesso dell’autoveicolo. Inoltre il comma 1 dell’articolo 7 della nuova legge ha dato facoltà alla Regione di stabilire le modalità di eventuali versamenti cumulativi da parte delle società in luogo dei singoli utilizzatori. Tutto ciò premesso si ritiene che dal 15/09/2009 la soggettività passiva della tassa automobilistica nel caso di specie è imputabile unicamente all’utilizzatore…anche in considerazione del mancato esercizio da parte della Regione Umbria della facoltà concessa dalla legge per autoregolamentare l’eventuale versamento cumulativo.

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