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Le società in perdita sistematica sono di comodo se costituite prima del 2009

Le società in perdita sistematica sono di comodo se costituite prima del 2009
L’art. 18 del decreto semplificazioni fiscali ha ampliato da tre a cinque anni il periodo di osservazione delle perdite. Pertanto, il presupposto applicativo della disciplina è adesso costituito da cinque periodi d’imposta consecutivi in perdita fiscale o da quattro periodi in perdita ed uno con reddito imponibile inferiore a quello minimo presunto in base all’applicazione della stessa normativa concernente le società di comodo

L’art. 18 del decreto semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175 del 2014), di attuazione della legge delega per la riforma fiscale, ha ampliato da tre a cinque anni il periodo di osservazione delle perdite. Pertanto, il presupposto applicativo della disciplina è adesso costituito da cinque periodi d’imposta consecutivi in perdita fiscale o da quattro periodi in perdita ed uno con reddito imponibile inferiore a quello minimo presunto in base all’applicazione della stessa normativa concernente le società di comodo.

Nel decreto è stabilito che, in deroga all’art. 3, comma 1, legge n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente), la nuova disciplina si applica, se il periodo d’imposta coincide con l’anno solare, a decorrere dal 2014.

Era stato, al riguardo, sostenuto da più di un commentatore che, trattandosi di una norma di carattere procedimentale, la stessa avrebbe dovuto essere applicata anche retroattivamente, rendendo, ad esempio, “a posteriori” operativa una società che fosse risultata di comodo nel 2013 – avendo dichiarato perdite nel triennio 2010-2012 – qualora in uno dei due anni precedenti (2008 e 2009) avesse prodotto un reddito superiore a quello minimo.

L’Agenzia delle Entrate ha, invece, affermato – nella circolare 30 dicembre 2014, n. 31/E (punto 9) – che la modifica normativa trova applicazione a decorrere dal 2014, qualora la società abbia conseguito perdite fiscali per i cinque periodi d’imposta precedenti (dal 2009 al 2013) ovvero perdite per quattro periodi (ad esempio, 2009, 2010, 2012 e 2013) e per uno un reddito imponibile inferiore a quello minimo (ad esempio, 2011). L’adozione della interpretazione auspicata in dottrina avrebbe reso la disciplina più coerente e sistematica ma l’Agenzia l’ha ritenuta, evidentemente, contrastante con la espressa previsione normativa di una specifica decorrenza.

Si ricorda che con il provvedimento direttoriale dell’11 giugno 2012 sono state individuate alcune situazioni oggettive in presenza delle quali è possibile disapplicare automaticamente la disciplina delle società di comodo, che riguardano gli anni compresi nel periodo “di osservazione” e che hanno l’effetto di escluderli dal computo dello stesso. Tra tali cause è stata prevista anche quella riguardante le società che si trovano nel primo periodo d’imposta.

L’allungamento del periodo “di osservazione” da tre a cinque anni comporta, quindi, anche l’aumento della possibilità che in uno di essi si possa essere verificata una causa di disapplicazione che interrompe il decorso del quinquennio, il quale “riparte” dall’anno successivo a quello interessato dalla detta causa.

L’Agenzia delle Entrate aveva chiarito (circolare 19 giugno 2012, n. 25/E – punto 6.2) che la previsione normativa presuppone l’esistenza di un “periodo di osservazione” – allora di tre anni e ora di cinque – e, di conseguenza, la stessa non è applicabile nei confronti delle società che non hanno un periodo di vita almeno pari a quello di ricognizione delle perdite. A tale periodo va poi, evidentemente, aggiunto quello di inizio dell’attività, che, come detto, è escluso dal computo.

La stessa Agenzia ha, quindi, adesso chiarito che, tenuto conto della causa di disapplicazione riguardante le società che si trovano nel primo periodo d’imposta e dell’ampliamento del detto “periodo di osservazione”, la normativa in discorso non è applicabile ai “soggetti (con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare) costituiti da meno di sei anni” e che “il primo periodo d’imposta (…) di applicazione della disciplina in esame sarà il settimo anno dalla costituzione”.

In considerazione del fatto che il detto ampliamento decorre, come già evidenziato, dal 2014, ne consegue che la disciplina in discorso si applica, nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2015, soltanto alle società costituite nel 2008 o in uno degli anni precedenti.

Agenzia delle Entrate – Circolare N. 31/E/2014

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