Fisco

Le proposte dell’Esecutivo sulle semplificazioni fiscali

Abolizione del modello 770 mensile e semplificazione del versamento dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR sono solo alcune delle proposte avanzate dall'esecutivo nell'ottica di una semplificazione fiscale
Abolizione del modello 770 mensile e semplificazione del versamento dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR sono solo alcune delle proposte avanzate dall’esecutivo nell’ottica di una semplificazione fiscale

Non solo la cancellazione della responsabilità solidale negli appalti, ma anche l’abolizione del modello 770 mensile, la semplificazione del versamento dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR e un allineamento della disciplina delle imposte dirette e indirette sulle spese di rappresentanza. Segue un’elencazione delle disposizioni di semplificazione in materia fiscale contenute nel provvedimento all’esame del Governo.

Comunicazione dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva (spesometro). Preso atto delle nuove possibilità per l’Anagrafe tributaria di acquisizione di informazioni relative all’operatività della clientela degli operatori finanziari ed assicurativi, le modifiche proposte intendono circoscrivere l’obbligo di comunicazione in modo da “evitare sovrapposizioni di sostanziale non utilità per l’Amministrazione finanziaria”.

Tassazione del TFR. La norma mira a semplificare il meccanismo di calcolo della liquidazione provvisoria delle imposte sul TFR, mediante l’applicazione di un’aliquota fissa da parte del datore. Inoltre, sempre in un’ottica di semplificazione, sarebbe allo studio l’introduzione di un versamento unico a titolo definitivo dell’imposta sostitutiva dovuta sulle rivalutazioni del TFR maturato.

Eliminazione del modello 770 mensile. La modifica interessa i sostituti d’imposta attualmente obbligati alla compilazione del modello previsto dall’art. 44-bis, comma 1, D.L. n. 269/2003, attraverso la quale devono essere comunicati in via telematica i dati retributivi e le informazioni necessarie per il calcolo delle ritenute fiscali e dei relativi conguagli e per il calcolo dei contributi.

Contraddittorio preventivo. La norma in esame introduce un contraddittorio preventivo obbligatorio tra Amministrazione finanziaria e contribuente in tutti i casi in cui l’azione accertativa trova esito in un atto impositivo con valenza esecutiva. A tal fine, viene previsto che l’adozione dell’avviso di accertamento esecutivo sia preceduta, a pena di nullità dell’atto, da una richiesta di chiarimenti che deve essere comunicata al contribuente per iscritto o a mezzo PEC.

Abrogazione indeducibilità degli interessi passivi su strumenti di debito emessi da società diverse da quelle con azioni quotate. La bozza del provvedimento prevede l’abrogazione dell’art. 3, comma 115, legge n. 549/1995 che prevede l’indeducibilità di parte degli interessi passivi derivanti da prestiti obbligazionari emessi da società diverse da quelle con azioni quotate o da istituti di credito.

Ritenute su interessi. In questo caso le modifiche in esame intendono eliminare l’applicazione di qualsiasi ritenuta ed imposta sostitutiva su interessi, premi ed ogni altro provento di cui all’art. 44 del TUIR, nonché sui redditi diversi derivanti alla cessione a titolo oneroso ovvero da rimborso di titoli non rappresentativi di merci e di certificati di massa, nonché da cessione o prelievo di valute estere rivenienti depositi e conti correnti.

Rettifica Iva dei crediti non riscossi. La modifica normativa proposta prevede l’inserimento all’art. 26, comma 2, D.P.R. n. 633/1972 della previsione secondo cui anche all’esito della stipula di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, ovvero di un piano attestato ex art. 67, lettera d), L.F., il creditore assume la facoltà di recuperare l’Iva originariamente versata all’erario al momento di effettuazione della fornitura il cui corrispettivo non risulti ancora incassato.

Semplificazione degli elenchi INTRASTAT servizi. In questo caso le modifiche proposte intendono semplificare il contenuto informativo dei suddetti elenchi relativi alle prestazioni intracomunitarie di servizi “generiche”. L’individuazione della base informativa semplificata è demandata ad un apposito provvedimento da adottare di concerto tra l’Agenzia delle Dogane e l’Agenzia delle Entrate d’intesa con l’Istat.

Sanzioni per omissione o inesattezza dei dati statistici degli elenchi INTRASTAT. Le modifiche proposte prevedono l’abrogazione della norma sanzionatoria rendendo applicabile l’esimente di cui all’art. 11, D.Lgs. n. 471/1997, ai sensi della quale le sanzioni non trovano applicazione “se i dati mancati o inesatti vengono integrati o corretti, anche a seguito di richiesta”.

Comunicazione di avvalersi di dipendenti o terzi da parte degli agenti di commercio. Per gli agenti di commercio e gli intermediari la comunicazione per l’applicazione delle ritenute in misura ridotta dovranno prevedere la trasmissione anche attraverso posta elettronica certificata. Inoltre una seconda modifica allo studio prevede che la comunicazione non sia più annuale, restando valida fino alla perdita dei requisiti da parte del contribuente.

Spese per omaggi inferiori a 50 euro. Per equiparare i diversi limiti attualmente previsti dal TUIR e dal D.P.R. n. 633/1972 relativamente al trattamento delle spese per omaggi, si propone di consentire la possibilità di detrarre l’Iva sulle spese di rappresentanza sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 50 euro. Allo stato attuale, infatti, il decreto Iva prevede la detraibilità dell’imposta su tali beni nella misura massima di 25,82 euro.

Pare infine destinata a fuoriuscire dal provvedimento – stante le perplessità manifestate dal Ministero dell’economia – la misura inizialmente annunciata che contemplava l’eliminazione del visto di conformità per procedere alla compensazione dei crediti Iva per importi superiori a 15.000 euro.

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