Lavoro

Le prestazioni INPS che danno diritto al bonus di 80 euro

Le prestazioni INPS che danno diritto al bonus di 80 euro
Le prestazioni previdenziali dell’Inps che danno diritto al bonus Irpef di Renzi: dalle indennità di malattia, maternità, mobilità, di disoccupazione ASpI alla cassa integrazione, alle pensioni integrative e complementari, ecco quando l’Inps paga il credito Irpef del D. L. n. 66/2014, meglio conosciuto come bonus di 80 euro

Nell’ambito del Decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014, in materia di riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati, è stato introdotto all’art. 1 il famoso bonus di 80 euro di Matteo Renzi. Il testo normativo ha chiarito che il bonus non spetta sui redditi da pensione, ma è stato altrettanto precisato che il bonus spetta per tutti i redditi da lavoro dipendente e assimilati. E questo consente l’incasso del bonus ad alcuni percettori di prestazioni previdenziali erogate dall’Inps, mentre ne esclude degli altri. L’Inps fa chiarezza in una circolare, la n. 67 del 29 maggio 2014, anche sui casi in cui il pagamento è diretto.

Il principio generale è che l’Inps deve erogare il bonus a tutti coloro che percepiscono prestazioni previdenziali che fiscalmente, secondo la normativa del TUIR, sono considerate redditi di lavoro dipendente o assimilate, mentre deve escludere tutte quelle prestazioni Inps che sono assimilate ai redditi di lavoro autonomo. Tutto dipende dal trattamento fiscale della prestazione a sostegno del reddito erogata dall’Inps, sia durante il rapporto di lavoro (es. malattia o maternità), sia successivamente (es. indennità di disoccupazione ASpI). Ulteriori casi di esclusione sono legati alla tassazione separata o ai redditi esenti. Vediamo tutto nel dettaglio.

Il bonus di 80 euro in sintesi
Il Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 ha introdotto un comma 1-bis all’art. 13 del TUIR che riconosce, per il solo periodo di imposta 2014, un credito di euro 640 complessivi, ai titolari di reddito da lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, la cui imposta lorda determinata su detti redditi, sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro spettanti. Tale credito, che non concorre alla formazione del reddito, dovrà essere ripartito tra le retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso e fino al 31 dicembre 2014. Per i lavoratori dipendenti il periodo di erogazione è da maggio 2014 a dicembre 2014.

Il contribuente per avere diritto al credito, deve essere titolare, per l’anno d’imposta 2014, di un reddito complessivo, assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze, non superiore a 26.000 euro. Se il reddito complessivo è compreso tra 24.000 e 26.000 euro, il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro.

Per espressa previsione del comma 2 dell’art. 1 del decreto legge n. 66/2014, il credito è rapportato al periodo di lavoro nell’anno. Il decreto prevede che il credito sia riconosciuto, in via automatica, da parte dei sostituti di imposta, senza attendere la richiesta esplicita da parte dei potenziali beneficiari per l’anno 2014. Tra i sostituti d’imposta rientra anche l’Inps.

Tra i soggetti esclusi dalla norma ci sono i titolari di redditi da pensione di cui all’art. 49, comma 2, lett. a) del T.U.I.R., i titolari di redditi professionali ed in ogni caso i redditi prodotti da titolari di partita IVA in forma autonoma o d’impresa. Sono, infine, esclusi i cosiddetti “incapienti”, ossia coloro che hanno un’imposta lorda, calcolata sui redditi da lavoro dipendente, inferiore o uguale alle detrazioni determinate per il medesimo reddito.

Vediamo ora come l’Inps, nella circolare n. 67 del 29 maggio 2014, applica la normativa del Decreto Legge n. 66 del 2014 relativamente al bonus in riferimento alle singole prestazioni previdenziali a sostegno del reddito che normalmente eroga ai lavoratori, in costanza di rapporto, o agli ex lavoratori, a seguito di cessazione del rapporto di lavoro.

Prestazioni previdenziali Inps per le quali spetta il bonus di Renzi

Le prestazioni a sostegno del reddito, come precisa l’Inps, sono legate al verificarsi di eventi, temporanei ed imprevedibili nella durata, che possono insorgere durante il rapporto di lavoro oppure alla cessazione dello stesso.

Quando si tratta di eventi temporanei e imprevedibili in costanza di rapporto, ossia durante il rapporto di lavoro e quindi con la presenza nella vita del lavoratore di un datore di lavoro (che nel caso del bonus agisce come sostituto d’imposta), l’intervento dell’Inps a sostegno del reddito può concretizzarsi attraverso delle prestazioni come l’indennità di malattia, oppure l’indennità di maternità. In caso di crisi aziendale c’è anche la cassa integrazione guadagni, sia ordinaria (CIGO) che straordinaria (CIGS).

Su queste prestazioni il credito Irpef spettante può raggiungere la misura piena di 640 euro per coloro che abbiano un reddito complessivo (quelli erogati dal datore di lavoro e dall’Inps, quando sono fiscalmente rilevanti), non superiore a 24.000 euro e che abbiano lavorato o percepito un’indennità da parte dell’Inps per un totale di 365 giorni nel 2014. Il bonus che è stato pubblicizzato come bonus di 80 euro per 8 mesi, è rapportato ai periodi di lavoro nell’anno. E spetta pure per i giorni in cui si percepisce un’indennità Inps.

Casi diversi sono quelli dove l’Inps interviene quando il lavoratore è rimasto disoccupato, vediamo per quali indennità spetta il bonus e in che misura.

L’Inps infatti interviene anche successivamente, quando il rapporto di lavoro si è concluso a seguito di dimissioni, licenziamento o altre cause di cessazione del rapporto di lavoro stesso. In questo caso le prestazioni previdenziali e assistenziali in soccorso del reddito del lavoratore sono le prestazioni come l’indennità di mobilità oppure l’ASpI e Mini ASpI. Tutte queste prestazioni sono legate alla cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

Perché le prestazioni Inps a sostegno del reddito possono dare diritto al bonus
Le prestazioni a sostegno del reddito sopra elencate rientrano nell’ambito di applicazione della normativa riguardante il bonus di Renzi (credito Irpef art. 1 del Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014) per il seguente motivo: in quanto considerate redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti ai sensi degli artt. 49 e 6 del T.U.I.R. così come già chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 326/1997. Quindi sono considerati reddito di lavoro dipendente, con conseguente diritto al bonus di 80 euro mensili (che poi è un credito Irpef fino a 640 euro nel 2014).

La circolare n. 9/E del 14 maggio 2014 dell’Agenzia delle Entrate, che tratta appunto gli aspetti operativi del bonus di Renzi, ha evidenziato che le somme percepite a titolo di cassa integrazione guadagni, disoccupazione e mobilità costituiscono proventi conseguiti in sostituzione di redditi da lavoro dipendente, che, in virtù del comma 2 dell’art. 6 del T.U.I.R., sono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti.

Peraltro, anche i percettori di prestazioni a sostegno del reddito hanno diritto alle detrazioni di cui al comma 1 dell’art. 13 del T.U.I.R., le quali competono nell’anno in cui i redditi vengono erogati e sono assoggettate a tassazione corrente. Per tali motivi il reddito percepito dall’Inps rientra tra quelli che danno diritto al bonus di 80 euro (o per meglio dire al credito Irpef fino a 640 euro nel 2014).

Anche per le indennità sopra elencate (ASpI e mobilità), il credito Irpef può raggiungere i 640 euro totali se il lavoratore non percepisce un reddito complessivo superiore a 24.000 euro (compresa l’indennità dell’Inps) e se ha avuto un periodo di lavoro (più periodi indennizzati dall’Inps) di 365 giorni nel 2014 (tutto l’anno).

Tutte le prestazioni per le quali non spetta il bonus di Renzi

Alcune prestazioni previdenziali erogate dall’Inps ai propri assicurati non rientrano nel campo di applicazione della normativa riguardante il bonus di 80 euro, in quanto non sono considerate fiscalmente dei redditi assimilati a quello da lavoro dipendente ma rappresentano dei redditi da lavoro autonomo. Oppure semplicemente si tratta di redditi a tassazione separata o esenti ai fini Irpef. Dall’anticipazione dell’ASpI e dell’indennità di mobilità, al TFR erogato da Fondo di Garanzia fino all’indennità di maternità per le lavoratrici autonome iscritte alle Gestioni Artigiani, Commercianti o Gestione Separata.

Chi paga il bonus tra datore di lavoro e l’Inps

L’ente previdenziale nella sua circolare n. 67 del 29 maggio 2014 ricorda e precisa che “le prestazioni di malattia e maternità possono, ai sensi della normativa vigente, essere erogate direttamente dall’Istituto, sia in costanza del rapporto di lavoro, sia nel caso di cessazione dello stesso”. Ma poi fa riferimento alla prassi normale nel mondo del lavoro, che vede l’anticipazione di tali prestazioni da parte del datore di lavoro; in questo caso è dunque il datore che deve erogare il bonus: “In merito alle modalità di pagamento di tali prestazioni, in molti casi le stesse sono anticipate dal datore di lavoro e conguagliate con i contributi dovuti all’Istituto. In tale ipotesi il sostituto di imposta è il datore di lavoro che dovrà riconoscere l’eventuale credito spettante”.

Quando paga l’Inps in qualità di sostituto d’imposta
La circolare: “Per le prestazioni il cui pagamento è, invece, effettuato direttamente all’assicurato sarà l’Istituto che, in qualità di sostituto di imposta ed in applicazione della normativa in oggetto, riconoscerà l’eventuale credito spettante ai potenziali beneficiari.

Quindi, solo tali prestazioni, per le quali l’Istituto effettua il pagamento diretto all’assicurato e svolge le funzioni di sostituto di imposta (es. l’ASpI), saranno prese a base per il calcolo del reddito complessivo per l’eventuale riconoscimento del credito Irpef”.

Come l’Inps calcola il bonus spettante

Il calcolo del bonus viene effettuato dall’Inps nella stessa qualità del datore di lavoro nel caso dei lavoratori dipendenti, ossia come sostituto d’imposta. Anche in questo caso, quello dell’Inps, il bonus va erogato in via automatica sulla base dei dati in proprio possesso. L’Inps precisa che il reddito di riferimento è quello previsionale e che nel caso delle prestazioni a sostegno del reddito, sia quelle erogate in costanza di rapporto di lavoro che quelle erogate a seguito di cessazione dello stesso, il bonus sarà calcolato in relazione ai giorni indennizzati. Ma in alcuni casi il calcolo è in base ai dati reddituali disponibili mensilmente.

Pensioni complementari e integrative: il reddito dà diritto al bonus Irpef

I titolari di redditi da pensione non hanno diritto al bonus di Renzi e ciò ha scatenato non poche polemiche, ma ci sono alcune prestazioni pensionistiche che permettono l’incasso del bonus. La circolare n. 67 del 29 maggio 2014 stabilisce che “fra i redditi assimilati i cui percettori sono ammessi al beneficio sono ricomprese le prestazioni pensionistiche complementari di cui al D.Lgs. 21 aprile 1993 n.124 e le pensioni integrative qualificate come fondi di previdenza complementare a seguito della sentenza della Cassazione, sezione tributaria n. 13095/2006 recepita dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 25 del 26 giugno 2006. Tali ultime prestazioni a carattere integrativo sono corrisposte dall’Inps in favore degli ex dipendenti. L’Istituto provvederà, pertanto, a corrispondere il beneficio al verificarsi delle condizioni richieste, ai titolari delle pensioni integrative di categoria 094-PI”.

Gli Enti, diversi dall’Inps, erogatori di prestazioni complementari o integrative provvederanno all’eventuale riconoscimento del credito sulla base dei redditi messi a loro disposizione da parte del Casellario Centrale Pensioni per l’anno corrente. Tali elementi consentono agli Enti sostituti di imposta di effettuare sia il calcolo relativo alla capienza sul proprio trattamento, sia il calcolo relativo al superamento del reddito complessivo, limitatamente ai redditi da pensione.

Prestazioni di accompagnamento alla pensione

I redditi da pensione sono esclusi dal credito Irpef, per espressa previsione normativa. Ma ci sono alcune prestazioni di accompagnamento alla pensione che invece rientrano tra i redditi beneficiari del bonus di 80 euro voluto dal Governo Renzi.

Assegni straordinari di sostegno al reddito
Si tratti di misure a sostegno del reddito di accompagnamento alla pensione nell’ambito dei processi di ristrutturazione aziendale e per fronteggiare situazioni di crisi occupazionale. E sono erogati dai Fondi di solidarietà. La corresponsione degli assegni, a soggetti individuati sulla base di requisiti di anzianità, rappresenta una misura atta a sostenere il lavoratore al fine di risarcirlo, almeno parzialmente, della perdita delle retribuzioni subite per effetto della cessazione in via anticipata del rapporto di lavoro.

Le somme sono inquadrate sotto il profilo fiscale tra le somme che sostituiscono il reddito di lavoro dipendente che, in base al principio contenuto nell’articolo 6, comma 2, del T.U.I.R. sono assoggettate al medesimo trattamento tributario applicabile ai redditi sostituiti, ovvero a tassazione ordinaria. In particolare, si tratta degli assegni straordinari erogati in forma rateale dal Fondo ex monopoli di Stato, dal Fondo imprese di riscossione dei tributi erariali, dal Fondo Ferrovie dello Stato, dal Fondo imprese di assicurazione, come da pareri resi dall’Agenzia delle Entrate. Rientrano, quindi, nell’ambito di applicazione del credito di cui all’art. 1 del decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014, laddove ricorrano tutte le altre condizioni previste dalla legge per il riconoscimento del beneficio.

Restano esclusi gli assegni straordinari erogati dai Fondi bancari e dal Fondo Poste italiane in quanto assoggettati al regime della tassazione separata.

Prestazione di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7-ter, della legge n. 92/2012 per i lavoratori prossimi a pensione
Anche a tale prestazione di esodo, che ha lo scopo di attuare nei casi di eccedenza di personale interventi in favore dei dipendenti più prossimi alla pensione, si applica il regime della tassazione ordinaria con riconoscimento delle detrazioni spettanti per lavoro dipendente. Pertanto, trova applicazione il credito Irpef, sempre laddove ricorrano tutte le altre condizioni previste dalla legge per il riconoscimento del beneficio.

Comunicazione da effettuare all’Inps per il bonus Irpef di Renzi

Quando il titolare di una prestazione previdenziale erogata dall’Inps possiede ulteriori redditi, da lavoro e non, che comportano una variazione del proprio reddito complessivo, ai fini della verifica delle condizioni di spettanza del credito Irpef stesso, come ad esempio il calcolo del limite di 24.000 euro o 26.000 euro di reddito, il lavoratore è tenuto a comunicare all’Inps degli ulteriori redditi.

Inps – Circolare N. 67/2014

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