Lavoro

Le novità 2014 per lavoro e previdenza

La Legge di Stabilità (Legge 27 dicembre 2013, n. 147) approdata in G.U. (n. 302 del 27 dicembre 2013 – Suppl. Ordinario n. 87), in materia di lavoro, apporta alcune importanti novità che interessano sia datori di lavoro che i lavoratori e i pensionati, in alcuni casi intervenendo su disposizioni già in vigore, come, ad esempio, la proroga per la stabilizzazione degli associati in partecipazione.

Le novità vanno dal rifinanziamento degli ammortizzatori sociali al ritocco delle aliquote previdenziali per la gestione separata INPS, sino ad approdare all’introduzione di un nuovo contributo di solidarietà per le pensioni d’oro.

Vediamo dunque analiticamente tutte le novità che entreranno in vigore nel 2014 e quali istituti interesseranno.

Legge 27/12/2013, n. 147 COSA PREVEDE
Incentivi ai lavoratori dei call center (Comma 22) Al fine di salvaguardare la continuità occupazionale nel settore dei servizi di call center, in favore delle aziende che hanno attuato entro le scadenze previste le misure di stabilizzazione dei collaboratori a progetto, entro i termini predetti ed ancora in forza alla data del 31 dicembre 2013, è concesso, per l’anno 2014, un incentivo pari a un decimo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ciascuno dei lavoratori stabilizzati, per un periodo massimo di dodici mesi.L’incentivo è corrisposto al datore di lavoro esclusivamente mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili del periodo di riferimento, fatte salve le diverse regole vigenti per il versamento dei contributi. Il valore mensile dell’incentivo non può comunque superare l’importo di 200 euro per lavoratore.

Il valore annuale dell’incentivo non può superare 3 milioni di euro per ciascuna azienda e non può comunque superare il 33 per cento dei contributi previdenziali pagati da ciascuna azienda nel periodo successivo alla data di entrata in vigore della legge, per il personale stabilizzato entro i termini predetti e ancora in forza alla data del 31 dicembre 2013.

Imprese ed agenzie di fornitura di lavoro temporaneo nel settore portuale (Comma 108) Si prevede la possibile destinazione di contributi in favore delle imprese ed agenzie che svolgano, esclusivamente o prevalentemente, fornitura di lavoro temporaneo nel settore portuale e che versino in stato di grave crisi economica.Tali contributi possono essere attribuiti da parte dell’ente di gestione del porto (senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica) per iniziative a sostegno dell’occupazione, per le esigenze di formazione dei prestatori di lavoro temporaneo e per misure di incentivazione al pensionamento di dipendenti o soci dell’impresa o agenzia.

I contributi sono riconosciuti nel rispetto dei limiti temporali e delle condizioni stabiliti dalla norma in esame – tra cui la riduzione di almeno il 5 per cento all’anno della manodopera impiegata.

Premi INAIL (Commi 128-131) Con effetto dal 1° gennaio 2014, con decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, su proposta dell’INAIL, tenendo conto dell’andamento infortunistico aziendale, viene stabilita la riduzione percentuale dell’importo dei premi e contributi dovuti per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, da applicare per tutte le tipologie di premi e contributi oggetto di riduzione, nel limite complessivo di un importo pari a 1.000 milioni di euro per l’anno 20141.100 milioni di euro per l’anno 2015 e 1.200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016.Il predetto decreto dovrà definire anche le modalità di applicazione della riduzione a favore delle imprese che abbiano iniziato l’attività da non oltre un biennio, nel rispetto delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sono comunque esclusi dalla riduzione i premi e i contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali previsti da alcune disposizioni (art. 8 della legge 3 dicembre 1999, n. 493,art. 72 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, D.M. 28 marzo 2007 n. 104168, art. 5 D.P.R. 31 dicembre 1971 n. 1403).

Inoltre, viene previsto che:

– la riduzione dei premi e contributi di cui sopra è applicata nelle more dell’aggiornamento delle tariffe dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;

– l’aggiornamento dei premi e contributi è operato distintamente per singola gestione assicurativa, tenuto conto dell’andamento economico, finanziario e attuariale registrato da ciascuna di esse e garantendo il relativo equilibrio assicurativo;

– a decorrere dall’anno 2016, l’INAIL effettua una verifica di sostenibilità economica, finanziaria e attuariale, asseverata dal ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Sempre riguardo all’INAIL, viene disposto che, con effetto dal 1° gennaio 2014, in attesa di un meccanismo di rivalutazione automatica degli importi indicati nella “tabella indennizzo danno biologico” (art. 13, comma 2, lettera a) del D.Lgs. 23 febbraio, n.38), in via straordinaria, è riconosciuto un aumento delle indennità dovute dall’INAIL a titolo di recupero del valore dell’indennizzo del danno biologico, di non oltre il 50% della variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati ed operai accertati dall’ISTAT intervenuta negli anni dal 2000 al 2013 e comunque per un importo massimo di spesa annua di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014 (le regole operative saranno approvate con apposito D.M.).

Viene anche modificato anche il TU infortuni (art. 85, comma 1, D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124) prevedendo che se l’infortunio ha per conseguenza la morte, spetta a favore dei superstiti una rendita nella misura prevista dallo stesso art. 85 ragguagliata al cento per cento della retribuzione calcolata secondo le disposizioni degli articoli da 116 a 120 TU infortuni. Per i lavoratori deceduti a decorrere dal 1° gennaio 2014 larendita ai superstiti è calcolata, in ogni caso, sul massimale previsto di cui al terzo comma dell’art. 116 TU infortuni (e cioè, trecento volte la retribuzione media giornaliera diminuita del trenta per cento ad un massimo corrispondente a trecento volte la retribuzione media giornaliera aumentata del trenta per cento).

Infine, si provvede all’individuazione dei beneficiari delle prestazioni a carico del Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro. In particolare, si specifica che i beneficiari sono il coniuge superstite ed i figli (legittimi, naturali o adottivi) (per i figli trovano applicazione i limiti di età previsti per la rendita INAIL in favore dei superstiti); in mancanza dei soggetti summenzionati, i beneficiari sono gli ascendenti ed i genitori adottanti, qualora siano a carico del defunto, ed i fratelli o sorelle, se conviventi con l’infortunato ed a suo carico.

Stabilizzazione associati in partecipazione (Commi 133 e 134) Si modifica la norma del D.L. lavoro (art. 7-bis D.L.28 giugno 2013, n. 76) che ha previsto la stabilizzazione dei contratti di associazione in partecipazione.In particolare,

– si estende sino al 31 marzo 2014 (al posto del “vecchio” 30 settembre 2013) il periodo di riferimento (che inizia dal 1° giugno 2013) per lastipula di contratti di lavoro a tempo indeterminato;

– slitta al 31 luglio 2014 (dal 31 gennaio 2014) il termine ultimo per ildeposito all’INPS dei nuovi contratti, gli atti di conciliazione e dell’attestazione dell’avvenuto versamento del contributo straordinario.

Trasformazioni di contratti a tempo indeterminato (Comma 135) Con effetto dal 1° gennaio 2014 e con riferimento alle trasformazioni di contratto a tempo indeterminato decorrenti dalla predetta data, il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all’1,4 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (art. 2, comma 28 legge n. 92/2012) non va più restituito solo nei limiti delle ultime sei mensilità in caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato, ma nell’intera misura (art. 2, comma 30 legge n. 92/2012).
Contributo contratto di somministrazione (Comma 136) Viene congelata la diminuzione al 2,6 per cento del contributo dovuto dai soggetti autorizzati alla somministrazione di lavoro, in programma dal 2014 (art. 2, comma 39 legge n. 92/2012). Pertanto il contributo resta fermo al 4 per cento (art. 12, comma 1 D.Lgs. n. 276/2003).
Finanziamento ammortizzatori sociali in deroga e disposizioni previdenziali (Commi 183, 184, 187, 188) In materia di ammortizzatori sociali le novità sono le seguenti:- vengono rifinanziati gli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’art. 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92 con un incremento, per l’anno 2014, di 600 milioni di euro;

– per il finanziamento dei contratti di solidarietà di cui all’art. 5, commi 5 e 8, del D.L.19 luglio 1993, n. 148 viene autorizzata per l’anno 2014 la spesa di 40 milioni di euro e per il finanziamento delle proroghe a ventiquattro mesi della cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività (‘art. 1, comma 1, del D.L.5 ottobre 2004, n. 249) sono destinati, per l’anno 2014, 50 milioni di euro;

– per l’anno 2014, è destinata la somma di 30 milioni di euro finalizzata al riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca.

Ulteriori disposizioni prevedono la conferma della sospensione dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi fino al 31 dicembre 2016 (primo periodo del comma 8-quinquies dell’art. 6 del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300).

A decorrere dal 1° gennaio 2017, i contributi previdenziali e i premi assicurativi sospesi sono restituiti all’INPS dagli enti interessati, senza corresponsione di interessi legali, in 120 rate mensili di pari importo.

Fondi relativi agli ammortizzatori sociali per particolari categorie e settori (Comma 185) La legge si occupa anche dei fondi di solidarietà bilaterali per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale (ordinaria o straordinaria), con particolare riferimento al fondo residuale, che, in base alla normativa vigente, deve essere istituito, con decreto non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, per i settori, tipologie di datori di lavoro e classi dimensionali comunque superiori ai quindici dipendenti, non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale e per i quali non siano stati stipulati accordi collettivi per l’attivazione di un fondo bilaterale.La norma in esame reca alcune novelle, connesse anche alla previsione dell’immediata operatività del fondo residuale; in relazione a quest’ultima, in fase di prima applicazione, dal 1° gennaio 2014, l’aliquota di finanziamento del fondo viene fissata allo 0,5 per cento, a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati – essa è ripartita nella misura, rispettivamente, di due terzi e di un terzo (ai sensi dell’art. 3, comma 22, della L. 28 giugno 2012, n. 92).

Resta ferma la possibilità di stabilire eventuali addizionali contributive, connesse all’effettivo impiego degli istituti previsti.

Si dispone, inoltre, che la prestazione a carico del fondo residuale abbia una durata non inferiore ad “un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile” (in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa previste dalla disciplina in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria), mentre la norma vigente prevede che la durata non sia superiore al medesimo ottavo.

Si prevede altresì che i fondi di solidarietà bilaterali possano assicurare ai lavoratori anche una tutela integrativa rispetto a trattamenti di integrazione salariale stabiliti dalla normativa vigente.

Contratti di solidarietà (Comma 186) Si prevede, per il 2014, un incremento della misura del trattamento di integrazione salariale relativo ai contratti di solidarietà cosiddetti difensivi. Tale incremento è pari al 10 per cento della retribuzione persa a séguito della riduzione di orario. L’aumento è concesso nel limite massimo di 50 milioni di euro, per il 2014, a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione.
Incentivi in favore dei lavoratori licenziati da piccole imprese (Comma 187) Previsto che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali possa prevedere incentivi per favorire l’occupazione di lavoratori disoccupati o a rischio di esclusione dal mercato del lavoro, come definiti dal decreto direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 19 aprile 2013, n. 264, decreto relativo ai lavoratori licenziati da imprese che occupano fino a quindici dipendenti per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro.
Deroghe in materia pensionistica (Commi 191, 193-198) Prevista la costituzione di ulteriori contingenti di soggetti per i quali sia applicabile la disciplina previgente – rispetto alle norme poste dall’art. 24 del D.L. n. 201/2011, – sui requisiti per la pensione di vecchiaia e la pensione di anzianità – ivi compreso l’istituto delle “finestre” (cioè, dei termini dilatori di decorrenza del trattamento).In particolare, viene incrementato, con effetto sulle pensioni decorrenti dall’anno 2014, di 6.000 unità del contingente numerico dei lavoratori esodati (art. 9 D.M. 22 aprile 2013).
Fondo nuovi nati (Comma 201) Viene istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’anno 2014 un Fondo per i nuovi nati, allo scopo di contribuire alle spese per il sostegno di bambini nuovi nati o adottati appartenenti a famiglie a basso reddito.
Lavori socialmente utili (Commi 207-212 e 214) Previsto uno stanziamento complessivo di 126 milioni di euro per il 2014, così ripartito:1) 100 milioni in favore del Comune e della Provincia di Napoli e del Comune di Palermo per la prosecuzione di lavori socialmente utili;

2) 1 milione ai fini della concessione di un contributo – da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome – ai comuni con meno di 50.000 abitanti, per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili che siano a carico del bilancio comunale da almeno otto anni;

3) 25 milioni in favore dei lavoratori socialmente utili e di quelli di pubblica utilità della Regione Calabria ed in favore dei lavoratori oggetto dei piani di reinserimento lavorativo di cui alla legge della Regione Calabria 13 giugno 2008, n. 15, nonché per il pagamento degli arretrati concernenti (per l’anno 2013) i progetti dei suddetti lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità della Regione Calabria.

Fondo per le politiche attive del lavoro (Comma 215) Si istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Fondo per le politiche attive del lavoro, con una dotazione pari a 15 milioni di euro per il 2014 e a 20 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016.
Misure in favore di giovani e disoccupati (Comma 219) Sono previste misure volte a potenziare le misure e le iniziative in favore di giovani, dei lavoratori disoccupati e svantaggiati.Tra l’altro, si modifica l’art. 3 del D.L. n. 76/2013, in materia di finanziamenti per l’occupazione giovanile nel Mezzogiorno, precisando che le risorse finanziarie autorizzate dalla disposizione sono volte ad assicurare, prioritariamente, il finanziamento di tutte le istanze positivamente istruite a valere sugli avvisi pubblici in corso di esecuzione“Giovani per il sociale” e “Giovani per la valorizzazione di beni pubblici” nel Mezzogiorno.
Impiego dei medici per il controllo delle assenze dei lavoratori per malattia (Commi 340 e 341) Viene previsto che l’INPS, per le visite di controllo relative alle assenze dei lavoratori per malattia, si avvalga, in via prioritaria, dei medici inseriti nelle liste speciali ad esaurimento (già redatte dall’INPS per lo scopo in oggetto e costituite da medici dipendenti da pubbliche amministrazioni e da medici liberi professionisti).
Rivalutazione trattamenti pensionistici (Comma 483) Per il triennio 2014-2016 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, è riconosciuta:a) nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a tre volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

b) nella misura del 95 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

c) nella misura del 75 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

d) nella misura del 50 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite, incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;

e) nella misura del 40 per cento, per l’anno 2014, e nella misura del 45 per cento, per ciascuno degli anni 2015 e 2016, per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi e, per il solo anno 2014, non è riconosciuta con riferimento alle fasce di importo superiori a sei volte il trattamento minimo INPS.

La misura percentuale si applica all’importo complessivo del trattamento pensionistico (o dei trattamenti) del soggetto – anziché alle singole fasce di importo -, con una clausola di chiusura, consistente nella garanzia che la perequazione non possa essere inferiore a quella che si applicherebbe qualora l’importo complessivo del trattamento (o dei trattamenti) fosse pari al limite sottostante l’importo complessivo concreto del soggetto.

Indennità buonuscita dipendenti pubblici (Commi 484 e 485) Rivista la norma che razionalizza il riconoscimento dell’indennità di buonuscita, dell’indennità premio di servizio, del trattamento di fine rapporto e di ogni altra indennità equipollente corrisposta una-tantum comunque denominata spettante a seguito di cessazione a vario titolo di un rapporto di lavoro pubblico (art. 12, comma 7 D.L. n. 78/2010).In particolare, dal 1° gennaio 2013, il pagamento va fatto:

a) in un unico importo annuale se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è complessivamente pari o inferiore a 50.000 euro (prima erano 90.000 euro);

b) in due importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è complessivamente superiore a 50.000 euro (invece che 90.000 euro) ma inferiore a 100.000 euro (invece di 150.000 euro). In tal caso il primo importo annuale è pari a 50.000 euro e il secondo importo annuale è pari all’ammontare residuo;

c) in tre importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è complessivamente uguale o superiore a 100.000 euro (invece di 150.000 euro), in tal caso il primo importo annuale è pari a 50.000 euro (invece di 90.000 euro), il secondo importo annuale è pari a 50.000 euro (invece di 60.000 euro) e il terzo importo annuale è pari all’ammontare residuo.

Contributo solidarietà pensioni d’oro (Commi 486 e 487) Viene previsto che, per il triennio 2014-2016, i trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie, i cui importi complessivamente superino l’importo di 150.000 euro lordo annui, siano assoggettati ad un contributo di solidarietà destinato alle relative gestioni previdenziali pari al:- 5% della parte eccedente fino a 200.000 euro,

– 10% per la parte eccedente 200.000 euro,

– 15% per la parte eccedente 250.000 euro,

a favore delle gestioni previdenziali obbligatorie di appartenenza.

Limiti al cumulo tra trattamenti pensionistici e trattamenti relativi a rapporti di lavoro con P.A. (Comma 489) Viene previsto che il limite di importo già vigente per i trattamenti economici a carico delle pubbliche amministrazioni (relativi a rapporti di lavoro dipendente o autonomo) si applica anche con riferimento al cumulo tra tali trattamenti e quelli pensionistici, attribuiti da gestioni previdenziali pubbliche (ivi compresi i vitalizi, anche conseguenti a funzioni pubbliche elettive).Qualora il cumulo determini il superamento del limite, si riduce in misura corrispondente la misura del trattamento economico relativo all’attività lavorativa.

Sono fatti salvi i contratti e gli incarichi in corso sino alla loro naturale scadenza.

Indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale (Comma 490) Si riaprono i termini temporali per l’applicazione dell’istituto dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale.Si ricorda che tale indennizzo (mensile) è riconosciuto, secondo una normativa transitoria, per gli esercenti attività commerciali di età superiore a 62 anni, o a 57 se donne, e (secondo l’interpretazione seguita dai Ministeri vigilanti ed enunciata dall’INPS con il messaggio n. 9656 del 13 giugno 2013) fino all’età massima di 66 anni e 6 mesi per gli uomini e 61 anni e 6 mesi per le donne (sempre che non si consegua, prima di tali limiti, la decorrenza del trattamento pensionistico).

Prevista altresì una proroga dell’aliquota contributiva aggiuntiva, pari allo 0,09 per cento, a carico degli iscritti alla Gestione pensionistica INPS degli esercenti attività commerciali.

Aliquote per alcuni iscritti alla Gestione separata INPS (Comma 491) Si prevede l’aumentoper gli anni 2014 e 2015, della misura dell’aliquota contributiva, nonché della corrispondente aliquota di computo per il calcolo delle prestazioni pensionistiche, per gli iscritti alla cosiddetta Gestione separata INPS che siano assicurati anche presso altre forme pensionistiche obbligatorie.Le due aliquote, pari, in base alla norma vigente, al 21% per il 2014 ed al 22% per il 2015, sono elevate, rispettivamente, al 22% (per il 2014) ed al23,5% (per il 2015).

Resta ferma la misura percentuale del 24% a decorrere dal 2016, come già previsto dalla norma vigente.

Contributo INPS gestione separata (Comma 744) Resta al 27% per un altro anno (invece di salire al 28) l’aliquota contributiva delle partite Iva iscritte in via esclusiva alla gestione separata dell’Inps e non pensionati.

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