Lavoro

Lavoro in edilizia: niente sgravi per l’impresa che riassume entro 1 anno

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Niente sgravi fiscali e contributivi per l’impresa che riassume un lavoratore entro un anno dalla cessazione del precedente rapporto di lavoro. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19481 del 9 novembre 2012, che ha fornito precise indicazioni su una situazione che si presenta spesso nelle imprese edili, dove i contratti di lavoro si chiudono a seguito della fine dei lavori in un cantiere o a fine appalto.
La Corte ribadisce così che qualora un datore di lavoro edile riassuma un dipendente precedentemente licenziato o messo in mobilità entro un anno dalla cessazione del rapporto stesso, non ha diritto a beneficiare degli sgravi previsti dalla Legge 223/91 (che regolamenta appunto gli sgravi concessi alle imprese che assumono) indipendentemente dalla natura dell’interruzione del contratto, che sia per licenziamento collettivo o per giustificato motivo o ancora per riduzione.
La motivazione data dai giudici è che tale tipologia di lavoratori, laddove l’impresa torni ad assumere, hanno diritto di precedenza nelle assunzioni come stabilito dall’ex art. 15 della Legge n. 264/1949 (obbligo di riassunzione). Questo diritto esclude quindi per i datori di lavoro la possibilità di usufruire di incentivi e agevolazioni statali mirati a favorire l’occupazione.

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