Lavoro

Lavoro a termine: la stabilizzazione beneficia del recupero del contributo addizionale ASpI del 1,4%

Lavoro a termine: la stabilizzazione beneficia del recupero del contributo addizionale ASpI del 1,4%
A decorrere dal 2014 è prevista l’integrale restituzione al datore di lavoro del contributo addizionale dell’1,40% della retribuzione nel caso in cui i rapporti di lavoro a tempo determinato vengano trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato entro la scadenza, ovvero entro 6 mesi. Che cos’è il contributo addizionale, chi deve versarlo, cosa cambia rispetto al passato con la legge di stabilità 2014. Particolarità del contributo addizionale nel lavoro domestico e in caso di somministrazione

A decorrere dal 2014 è prevista l’integrale restituzione al datore di lavoro del contributo addizionale dell’1,40% della retribuzione nel caso in cui i rapporti di lavoro a tempo determinato vengano trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato entro la scadenza, ovvero entro 6 mesi. Che cos’è il contributo addizionale, chi deve versarlo, cosa cambia rispetto al passato con la legge di stabilità 2014. Particolarità del contributo addizionale nel lavoro domestico e in caso di somministrazione.

Disciplina del contributo addizionale. La Legge n. 92/2012 (Riforma Fornero) ha introdotto un contributo addizionale dell’1,40% della retribuzione imponibile dovuto dai datori di lavoro per tutti i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato. Il contributo è dovuto dal 1° gennaio 2013 sia per i rapporti già in essere sia per quelli di nuova costituzione.

L’esclusione dal pagamento è prevista soltanto nei seguenti casi:

  • lavoratori assunti con contratto a termine in sostituzione di lavoratori assenti;
  • lavoratori assunti con contratto a termine per lo svolgimento delle attività stagionali di cui al D.P.R. n. 1525/1963, nonché – per i periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 – per lo svolgimento delle attività stagionali definite tali dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati entro il 31 dicembre 2011, dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative;
  • apprendisti;
  • lavoratori dipendenti (a tempo determinato) delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2, D.Lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni. Tale eccezione riguarda esclusivamente i datori di lavoro “pubblici” e non è applicabile nelle ipotesi di somministrazione di lavoro nei confronti delle PP.AA. (da intendersi in questo caso come mere utilizzatrici della prestazione di lavoro).

Nessuna eccezione per i lavoratori somministrati. Il Ministero del Lavoro (Interpello n. 15/2013) ha confermato che il contributo addizionale risulta applicabile anche nei confronti dei datori di lavoro che assumono con contratto a termine ex D.lgs n. 368/2001, con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato, nonché mediante somministrazione a termine di lavoratori a termine.

Per quanto attiene le Agenzie di somministrazione, si ricorda inoltre che la legge di Stabilità 2014 ha abrogato l’art. 2, c. 39 della Legge n. 92/2012 che prevedeva, a partire dal 2014, una riduzione pari all’1,4% del contributo aggiuntivo da versare ai Fondi di settore, sulla retribuzione dei lavoratori assunti contratto a tempo determinato per l’esercizio dell’attività di somministrazione.

Restituzione del contributo addizionale. Al fine di incentivare la stabilizzazione dei rapporti di lavoro a termine, il legislatore ha stabilito che nel caso in cui il rapporto di lavoro venga trasformato a tempo indeterminato entro la scadenza, il datore di lavoro possa ottenere la restituzione del contributo addizionale dovuto. Per tutto il 2013 è stato possibile ottenere la restituzione delle somme relativa alle ultime sei mensilità.

La legge di Stabilità 2014 ha invece previsto il diritto alla restituzione al datore di lavoro di tutto il contributo addizionale pagato, eliminando il riferimento “alle ultime sei mensilità”. La restituzione avviene anche qualora il datore di lavoro assuma il lavoratore con contratto di lavoro a tempo indeterminato entro il termine di sei mesi dalla cessazione del precedente contratto a termine. In tal caso, la restituzione avviene detraendo dalle mensilità spettanti un numero di mensilità ragguagliato al periodo trascorso dalla cessazione del precedente rapporto di lavoro a termine.

Modalità operative per ottenere la restituzione del contributo. Il contributo addizionale viene restituito al datore di lavoro, decorso il periodo di prova, in caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato. Le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2014 (restituzione dell’intera contribuzione addizionale e non solo delle ultime sei mensilità) si applicano con effetto dal 1° gennaio 2014 e con riferimento alle trasformazioni di contratto a tempo indeterminato decorrenti dalla predetta data. Pertanto se il datore di lavoro ha trasformato il rapporto di lavoro a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2013, avrà diritto alla restituzione del contributo addizionale relativo soltanto alle ultime 6 mensilità.

TRASFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO ENTRO LA SCADENZA DEL CONTRATTO TRASFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO ENTRO 6 MESI DALLA SCADENZA DEL CONTRATTO
Trasformazione avvenuta entro il 31/12/2013 Trasformazione avvenuta dal 1/1/2014 Trasformazione avvenuta entro il 31/12/2013 Trasformazione avvenuta dal 1/1/2014
Recupero delle ultime 6 mensilità di contributo addizionale versato Recupero dell’intero contributo addizionale versato Recupero delle ultime 6 mensilità di contributo addizionale versato ridotte dei mesi intercorrenti tra la scadenza e la stabilizzazione Recupero dell’intero contributo addizionale versato ridotto dei mesi intercorrenti tra la scadenza e la stabilizzazione

ESEMPIO DI CALCOLO

Lavoratore a tempo determinato (1/3/2013-31/1/2014) al quale nel corso del contratto sono state corrisposte le somme sotto indicate e per il quale è stato versato il contributo dell’1,40%

Mesi Retribuzione 1,40%
Marzo € 2.100 € 29,00
Aprile € 2.000 € 28,00
Maggio € 2.100 € 29,00
Giugno € 2.000 € 28,00
Luglio € 2.500 € 35,00
Agosto € 2.100 € 29,00
Settembre € 2.000 € 28,00
Ottobre € 2.100 € 29,00
Novembre € 2.000 € 28,00
Dicembre € 3.900 € 55,00
Gennaio € 2.500 € 35,00
€ 25.300 € 353,00

Il lavoratore viene stabilizzato (assunzione a tempo indeterminato) ad aprile 2014.

Importo spettante = 11 – 2 = 9 mensilità (€ 353,00/11) x 9 = € 289,00

Contributo addizionale e lavoro domestico. Il contributo addizionale dell’1,40% è dovuto anche nel caso di rapporti di lavoro domestico a tempo non indeterminato, salvo nei casi in cui il lavoratore sia assunto in sostituzione di lavoratori assenti (ad esempio badante assunta per sostituire un’altra badante in ferie).

L’INPS ha precisato che per tutti i rapporti di lavoro per i quali è già stata presentata la comunicazione obbligatoria di assunzione per un contratto a tempo determinato, ancora attivi alla data del 01/01/2013, il contributo addizionale sarà calcolato direttamente dall’Istituto al momento della generazione del bollettino MAV o dell’utilizzo delle altre modalità di pagamento.

Nel caso in cui si tratti di assunzione avvenuta in sostituzione di lavoratore assente, il datore di lavoro, identificandosi con il PIN, dovrà comunicare questa circostanza al Contact Center Multicanale – numero gratuito 803164 oppure numero 06 164164 da telefono cellulare oppure attraverso gli intermediari dell’Istituto. In questo caso il MAV verrà ricalcolato senza il suddetto contributo addizionale.

Anche per i rapporti di lavoro domestico, nel caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, è prevista la restituzione al datore di lavoro del contributo addizionale. Se la trasformazione è avvenuta tra il 1° gennaio 2013 e il 31 dicembre 2013, la restituzione riguarda soltanto il contributo pagato negli ultimi sei mesi. Se la trasformazione avviene dal 1° gennaio 2014, la restituzione riguarda tutto il contributo addizionale versato. La restituzione può avvenire anche nel caso in cui il datore di lavoro riassuma il lavoratore entro sei mesi dalla scadenza del contratto a termine, con una riduzione del rimborso corrispondente ai mesi che intercorrono tra la scadenza e l’assunzione a tempo indeterminato.

Richiesta di rimborso del contributo addizionale da parte del datore di lavoro domestico. Il datore di lavoro domestico dovrà presentare la domanda in via telematica scegliendo tra i canali:

  • WEB – servizi telematici accessibili al cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
  • Contact Center Multicanale – numero gratuito 803164 da rete fissa e 06164164 da telefono cellulare con tariffazione stabilita dal proprio gestore;
  • Intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti agli stessi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *