Lavoro

Lavoro a progetto: istruzioni sull’attività di vigilanza Inail

I chiarimenti Inail sull'obbligo assicurativo nel contratto a progetto
I chiarimenti Inail sull’obbligo assicurativo nel contratto a progetto

Risultano in larga misura confermate le pregresse istruzioni Inail in ordine all’obbligo assicurativo e alle prestazioni collegate al rapporto di lavoro a progetto, anche dopo le importanti novità collegate alla riforma del giugno 2012. L’istituto assicuratore coglie l’occasione per fornire alcune indicazioni di dettaglio al proprio personale nel caso di svolgimento di attività ispettiva.

Con riferimento al lavoro a progetto, l’Inail impartisce le proprie istruzioni in merito al mutato quadro normativo (come risulta dalle modifiche apportate dalla legge n. 92/2012) e al regime vigente in tema di obbligo assicurativo e retribuzione imponibile ai fini della determinazione del premio assicurativo, riprendendo in larga misura quanto già esplicitato in materia dal Ministero del lavoro con recente circolare aggiungendo quanto segue: in merito all’obbligo assicurativo del personale occupato con contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto continua, si precisa che continua ad essere assolto secondo le condizioni previste per i lavoratori parasubordinati, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi per l’applicazione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, tenuto conto delle innovazioni apportate dalla Riforma del lavoro ai requisiti del progetto .

E anche per quanto riguarda il calcolo del premio assicurativo si confermano le istruzioni in vigore per i lavoratori parasubordinati.

Pertanto, il premio assicurativo dovuto – ripartito nella misura di un terzo a carico del lavoratore e di due terzi a carico del committente – è calcolato in base al tasso applicabile all’attività svolta, sull’ammontare delle somme effettivamente erogate al collaboratore, nel rispetto dei limiti minimo e massimo previsti per il pagamento delle rendite erogate dall’Inail.

Inoltre, l’Istituto invita il personale ispettivo ad attenersi, nello svolgimento dell’attività di vigilanza, alle indicazioni e ai chiarimenti interpretativi forniti dal Ministero del lavoro. Ma non solo: vengono altresì fornite alcune istruzioni operative, anche al fine di uniformare i comportamenti sul territorio nazionale nella fase di applicazione pratica delle innovazioni apportate dalla cosiddetta Riforma lavoro.

Si ribadisce così che la disciplina sopra illustrata trova applicazione esclusivamente con riferimento ai contratti di collaborazione stipulati successivamente al 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della più legge n. 92/2012.

Nel corso dell’accertamento, il funzionario di vigilanza che non ravvisi nel contratto uno specifico progetto o verifichi che l’individuazione del progetto si traduce in una vuota “clausola di stile”, finalizzata a dissimulare il reale rapporto di lavoro, procederà alla riqualificazione del rapporto di collaborazione in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Il funzionario di vigilanza dovrà accertare la sussistenza dei seguenti requisiti di ricorrenza del progetto:

  • collegamento funzionale a un determinato risultato finale;
  • autonoma identificabilità nell’ambito dell’oggetto sociale del committente;
  • non coincidenza con l’oggetto sociale del committente;
  • svolgimento di compiti non meramente esecutivi o ripetitivi che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

In ordine a tale ultimo punto l’Inail sottolinea che l’intervento della contrattazione, essendo meramente facoltativo, non condiziona l’applicabilità della presunzione.

In carenza dei requisiti come sopra indicati, il progetto dovrà ritenersi assente, con la conseguenza, dal punto di vista sanzionatorio, della trasformazione del rapporto in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, fin dalla data di costituzione dello stesso.

Altro caso da evidenziare è il seguente: il comma 2 dell’art 69 prevede l’ipotesi in cui il collaboratore a progetto svolga l’attività con modalità analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dell’impresa committente, fatte salve le prestazioni di elevata professionalità che possono essere individuate dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

In tale ipotesi, poiché opera una presunzione relativa di subordinazione, con effetto retroattivo, suscettibile di prova contraria da parte del committente, il personale ispettivo dovrà accertare che lo svolgimento da parte del collaboratore della propria attività avvenga in maniera prevalente, con carattere di continuità e con modalità analoghe a quelle dei lavoratori subordinati dell’impresa committente e che la prestazione non rientri tra quelle di elevata professionalità individuate dai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale.

Infine, con riferimento alle prestazioni, si confermano le istruzioni impartite con la circolare n. 22/2004.

In linea generale, le prestazioni dovranno essere liquidate sul corrispettivo effettivamente percepito dal lavoratore a progetto, secondo i principi stabiliti dal Testo unico 1124/65, articoli da 116 a 120 e, in particolare:

  • per quanto riguarda la liquidazione della quota di rendita diretta per danno patrimoniale, nonché della rendita ai superstiti, dovrà essere preso per base il corrispettivo effettivo, fermo il rispetto del minimale e del massimale di rendita;
  • per quanto riguarda la liquidazione dell’indennità temporanea, dovrà essere preso per base il corrispettivo effettivo anche se superiore al massimale, in base a quanto disposto con circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 2 del 29 gennaio 2003.

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