Diritto

Lavori edili: il committente risponde dei rischi generici

Lavori edili: il committente risponde dei rischi generici
Il committente di lavori edili assume una posizione di garanzia (ed è dunque responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore autonomo) per tutti i rischi “non specifici” propri delle imprese esecutrici, tra cui rientra il rischio di contatto con linee elettriche soprastanti l’area di lavoro

Il rischio di contatto con linee elettriche soprastanti l’area di lavoro è rischio generico e non specifico: dunque, può essere imputato al committente e non all’impresa esecutrice. In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il committente è esonerato dagli obblighi in materia antinfortunistica, con esclusivo riguardo alle precauzioni che richiedono una specifica competenza tecnica nelle procedure da adottare in determinate lavorazioni, nell’utilizzazione di speciali tecniche o nell’uso di determinate macchine, mentre non può andare esente da responsabilità ove abbia omesso di attivarsi per prevenire il rischio non specifico. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 35534 del 25 agosto 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la Corte di Appello di Lecce ha parzialmente riformato la decisione emessa dal Tribunale, con la quale un committente di lavori edili era stato giudicato colpevole di aver commesso talune contravvenzioni prevenzionistiche (dichiarate poi estinte per prescrizione) e di aver causato per colpa specifica la morte di un lavoratore.

Nei fatti, il lavoratore stava eseguendo dei lavori di ampliamento di un fabbricato rurale – ed in particolare la copertura di parte dell’immobile mediante la posa di armatura metallica e getto di calcestruzzo – utilizzando un mezzo d’opera sul quale era montato un braccio meccanico di sollevamento, quando questo veniva accidentalmente a contatto con i conduttori di corrente elettrica in media tensione che attraversavano l’area sovrastante, cagionando la folgorazione del lavoratore.
L’evento veniva attribuito al committente dei lavori in qualità di soggetto che aveva la piena disponibilità del fondo sul quale sorgevano le opere edili; in tale qualità non si era attivato per il previo distacco dell’energia elettrica.

Contro la sentenza proponeva ricorso per cassazione, per quanto qui di interesse, il committente, in particolare sostenendo, da un lato, che la Corte di Appello aveva erroneamente ritenuto irrilevante la pur pacifica qualità di lavoratore autonomo della vittima, figura alla quale non si applicano le norme antinfortunistiche, donde non potevano attribuirsi all’imputato le violazioni di legge che presuppongono nel reo la qualità di datore di lavoro; dall’altro, e soprattutto, che il rischio da elettrocuzione era un rischio specifico e non generico, dunque non poteva essere imputato al committente.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’imputato. In merito alla prima doglianza, la Suprema Corte ricorda come l’unitaria tutela del diritto alla salute imponga l’utilizzazione dei parametri di sicurezza espressamente stabiliti per i lavoratori subordinati nell’impresa, anche per ogni altro tipo di lavoro, sicché il committente che affida lavori edili in economia ad un lavoratore autonomo di non verificata professionalità è titolare di una posizione di garanzia nei confronti di questo (Cass. Sez. 4, sent. n. 42465/2010). Inoltre, la Corte di Appello ha attribuito all’imputato la qualità di diretto esecutore dei lavori.
Sicché vale il principio per cui l’obbligo del datore di lavoro di garantire la sicurezza nel luogo di lavoro si estende anche ai soggetti che, nell’impresa, hanno prestato la loro opera in via autonoma (Cass. Sez. 4, sent. n. 13917/2008).

In merito alla seconda doglianza, l’addebito che si è mosso all’imputato è quello di non aver “bonificato” l’area dei lavori, pur essendo a conoscenza della esecuzione di un’attività che comportava l’utilizzo di una gru, con pericoloso avvicinamento ai cavi elettrici soprastanti. Il relativo obbligo si pone a prescindere dalla qualifica dei soggetti che si trovano ad eseguire i lavori nell’area in parola: lavoratori autonomi, lavoratori subordinati, fornitori ecc.
Infatti, in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il committente è esonerato dagli obblighi in materia antinfortunistica, con esclusivo riguardo alle precauzioni che richiedono una specifica competenza tecnica nelle procedure da adottare in determinate lavorazioni, nell’utilizzazione di speciali tecniche o nell’uso di determinate macchine; mentre non può andare esente da responsabilità ove abbia omesso di attivarsi per prevenire il rischio non specifico (Cass. Sez. 3, sent. n. 12228/2015, in tema di caduta dall’alto di un operaio operante su un lucernaio). Com’è quello del rischio di contatto con linee elettriche soprastanti l’area di lavoro.

Ne consegue il rigetto del ricorso.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 35534/2015

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