Lavoro

Lavoratori marittimi: introdotte nuove tutele

Le principali novità riguardano l’estensione ai marittimi della disciplina in materia di tutela dei lavoratori in caso di insolvenza del datore di lavoro, comitato aziendale europeo, diritto di informazione e consultazione, estensione del coinvolgimento delle autorità di controllo nelle procedure sui licenziamenti collettivi e infine trasferimento d’impresa

Lavoratori marittimi: introdotte nuove tutele

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che recepisce la direttiva europea 2015/1794/UE e consente di adeguare l’ordinamento nazionale a quello comunitario nel settore del lavoro marittimo, ampliando il sistema delle tutele previste ad ordinamento vigente, con l’obiettivo di evitare che i lavoratori marittimi possano godere di una differente tutela da parte dei singoli Stati membri e che non sia conseguentemente garantita, nel settore, la parità delle condizioni all’interno del mercato unico.

La disciplina contenuta nella direttiva recepita rappresenta un significativo avanzamento della tutela dei lavoratori marittimi a livello dei Paesi dell’Unione mentre, per quanto riguarda l’Italia, il necessario adeguamento normativo dell’ordinamento interno è limitato, considerato che il livello delle garanzie per il lavoratore è già particolarmente elevato in base alla normativa attualmente vigente.

Le principali novità che vengono introdotte riguardano, sostanzialmente, l’estensione ai marittimi della disciplina in materia di tutela dei lavoratori in caso di insolvenza del datore di lavoro, di comitato aziendale europeo, di diritto di informazione e consultazione, di estensione del coinvolgimento delle autorità di controllo nelle procedure sui licenziamenti collettivi, di trasferimento d’impresa, in modo da accrescere il livello di protezione dei diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e da assicurare condizioni omogenee di concorrenza nel mercato interno.

Il testo ha ottenuto i pareri favorevoli delle Commissioni speciali della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

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