Lavoro

Lavoratori intermittenti e comunicazione preventiva: nuovo indirizzo PEC

Lavoratori intermittenti e comunicazione preventiva: nuovo indirizzo PEC
Il Ministero del lavoro ha recentemente comunicato il nuovo indirizzo PEC al quale inviare il modello Uni-intermittenti a decorrere dal 1° giugno 2015

Il Ministero del Lavoro ha reso noto il nuovo indirizzo PEC al quale inviare le comunicazione di inizio della prestazione lavorativa collegata ai contratti di lavoro a chiamata.
I datori di lavoro che stipulano un contratto di lavoro intermittente infatti devono tenere presente, oltre agli specifici limiti di accesso, anche alcuni importanti adempimenti di carattere amministrativo:

  • l’assunzione va comunicata nei termini e con le modalità note per la generalità dei rapporti di lavoro (Unilav, entro le ore 24 del giorno precedente l’inizio dell’attività lavorativa);
  • l’attivazione del contratto, vale a dire l’effettiva chiamata al lavoro del lavoratore, deve essere comunicata agli uffici competenti del Ministero del Lavoro con delle specifiche modalità.

Sintesi normativa
Il lavoro a chiamata costituisce una particolare tipologia di rapporto di lavoro subordinato, caratterizzata dallo svolgimento di prestazioni di carattere “discontinuo o intermittente” secondo limiti individuati dalla legge.
In sintesi, è possibile utilizzare il contratto di lavoro intermittente:

  • per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo e saltuario secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno, ovvero comunque in relazione alle attività elencate nella tabella approvata con il R.D. n. 2657/1923;
  • con soggetti ultracinquantacinquenni o che abbiano meno di 24 anni di età, fermo restando che le prestazioni contrattuali dovranno essere svolte entro il venticinquesimo anno di età.
La legge individua inoltre la durata massima del periodo di lavoro pari a 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di 3 anni solari per ciascun datore di lavoro, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo.

Le modalità di comunicazione della chiamata
Il modello di comunicazione “Uni-intermittente” costituisce lo strumento principale per l’adempimento della comunicazione: esso contiene i dati identificativi del lavoratore e del datore di lavoro nonché la data di inizio e fine cui la chiamata si riferisce.
Il modello si compone delle seguenti sezioni:

  • Datore di lavoro: nella quale inserire codice fiscale e indirizzo email del datore di lavoro;
  • Elenco lavoratori – prestazioni lavorative: nella quale riportare il codice fiscale di ciascun lavoratore e, per ognuno di essi, la data di inizio e fine chiamata. È possibile inoltre indicare il codice della comunicazione obbligatoria Unilav corrispondente al lavoratore per il quale si sta effettuando la chiamata (campo non obbligatorio).

L’invio della comunicazione intermittente deve essere effettuato esclusivamente:

  • attraverso il sistema informatico disponibile sul sito Cliclavoro, che, non appena indicato il codice fiscale del lavoratore interessato alla chiamata, propone, se presenti, l’elenco delle comunicazioni obbligatorie di tipo intermittente aperte e il datore di lavoro dovrà semplicemente indicare il relativo codice di comunicazione;
  • via email, dopo aver scaricato l’apposito modello, all’indirizzo PEC appositamente creato: intermittenti@pec.lavoro.gov.it.
    L’e-mail dovrà avere come oggetto la dicitura “Comunicazione chiamata lavoro intermittente” oppure “Invio telematico Modulo Intermittenti”. Ogni singolo modello permette la possibilità di comunicare fino ad un massimo di dieci lavoratori coinvolti anche in periodi di chiamata di lavoro intermittente diversi. Non sono previste mail di conferma e non è necessario che l’indirizzo e-mail del mittente sia un indirizzo di posta elettronica certificata, poiché la casella di posta è stata abilitata a ricevere comunicazioni anche da indirizzi di posta non certificata;
  • utilizzando l’App Lavoro intermittente, scaricabile da Appstore o Google play.

In via del tutto residuale sono previste due ulteriori modalità di invio:

  • tramite SMS al numero 339-9942256, esclusivamente in caso di prestazione da rendersi non oltre le 12 ore dalla comunicazione; al fine di identificare il datore di lavoro che sta inviando l’SMS è necessario che lo stesso si registri preventivamente al portale Cliclavoro, avendo cura di indicare nel form di registrazione il numero di telefono cellulare che sarà utilizzato per l’invio del modello;
  • al numero fax della Direzione Territoriale del Lavoro competente, soltanto in caso di malfunzionamento dei sistemi di trasmissione informatici. In questo caso il datore di lavoro dovrà conservare la copia del fax unitamente alla ricevuta di malfunzionamento rilasciata direttamente dal servizio informatico come prova dell’adempimento dell’obbligo.

Qualora uno o più lavoratori siano chiamati a svolgere prestazioni di durata superiore a 30 giorni (continuativi o frazionati), occorrerà evidentemente inoltrare più di una comunicazione.
La comunicazione, anche se effettuata lo stesso giorno in cui viene resa la prestazione lavorativa, deve intervenire prima dell’inizio della stessa.

La comunicazione potrà inoltre essere modificata o annullata attraverso l’invio di una successiva comunicazione di rettifica da inviare sempre prima dell’inizio della prestazione ovvero, nel caso in cui il lavoratore non si presenti, entro le 48 ore successive al giorno in cui la prestazione doveva essere resa. In caso di annullamento di una chiamata o ciclo di chiamate già inviate occorre selezionare la casella Annullamento, avendo cura di compilare il modulo secondo quanto indicato nella chiamata originaria.

Le sanzioni
In caso di violazione degli obblighi di comunicazione di chiamata del lavoro intermittente si applica la sanzione amministrativa (non ammessa diffida) da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.
In particolare, la sanzione trova applicazione con riferimento ad ogni lavoratore e non invece per ciascuna giornata di lavoro per la quale risulti inadempiuto l’obbligo comunicazionale.
In sostanza, per ogni ciclo di 30 giornate che individuano la condotta del trasgressore, trova applicazione una sola sanzione per ciascun lavoratore.

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