Diritto

Il lavoratore stagionale licenziato ha il diritto di precedenza entro un anno in caso di nuove assunzioni

Il lavoratore stagionale licenziato ha il diritto di precedenza entro un anno in caso di nuove assunzioni
Il datore di lavoro che dopo il licenziamento di un proprio dipendente ne abbia assunti altri entro il termine di un anno deve risarcire il danno al prestatore ingiustamente allontanato a meno che non fornisca la prova della inevitabilità della scelta motivandola con la necessità di una diversa professionalità

Il datore di lavoro che dopo il licenziamento di un proprio dipendente ne abbia assunti altri entro il termine di un anno deve risarcire il danno al prestatore ingiustamente allontanato a meno che non fornisca la prova della inevitabilità della scelta motivandola con la necessità di una diversa professionalità. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1157 del 21 gennaio 2014, rigettando il ricorso contro la decisione della Corte di Appello di Messina proposto da una società che gestiva un albergo in Sicilia.

Il tutto nasce dal licenziamento di una dipendente stagionale di un albergo, la quale propone ricorso al giudice del lavoro per ottenere la condanna del datore al risarcimento del danno per la mancata riassunzione per il periodo tra la data della ripresa dell’attività (15/03/1994) ed il 31/07/1994, anno in cui trova altra occupazione. La domanda viene accolta e l’Hotel propone le proprie doglianze al giudice del gravame. Tuttavia, anche la Corte d’Appello rigetta il ricorso della struttura alberghiera, ritenendo ingiustificata la mancata riassunzione, atteso che il datore aveva riassunto tutti i dipendenti in servizio nella precedente stagione, salvo la dipendente la quale pure aveva diritto al reimpiego entro il termine annuale previsto dall’art. 15 della l. n. 264 del 29/04/1949.

La vicenda approda in Cassazione.

Secondo gli Ermellini, la Corte d’Appello aveva correttamente rilevato in fatto che l’attività esercitata dall’Hotel aveva carattere stagionale e che il datore di lavoro, alla ripresa dell’attività, non aveva riassunto, assieme agli altri dipendenti stagionali, la dipendente. La norma regolatrice di tale fattispecie è stata individuata dallo stesso giudice nella disposizione dell’art. 15 della l. n. 264 del 29/04/1949, per la quale “i lavoratori licenziati da un’azienda per riduzione di personale hanno la precedenza nella riassunzione presso la medesima azienda entro un anno“.

La Suprema Corte, con riguardo al contenuto di detta disposizione, ratione temporis vigente alla data del rapporto di lavoro, specifica che secondo la giurisprudenza di legittimità l’art. 15 della l. n. 264/49 dispiega efficacia non soltanto nei rapporti tra lavoratore ed impresa ma anche, sulla base di un’interpretazione estensiva, a tutti i licenziamenti intimati per riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro (Cass. 2./04/04 n. 13363 e 8/02/00 n. 1410). In particolare la stessa giurisprudenza ha ritenuto che il datore di lavoro che assuma lavoratori diversi (in luogo di quelli licenziati) entro il suddetto termine annuale (riferito alla stipulazione dei relativi contratti) può sottrarsi alla responsabilità per inadempimento, ex art. 1218 c.c., ed al conseguente obbligo di risarcimento del danno, solo ove fornisca la prova della assoluta inevitabilità della scelta, sotto il profilo delle professionalità assolutamente peculiari da acquisire all’azienda ovvero della impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti dei quali potrebbero essere parti gli ex dipendenti (Cass. 5/10/02 n. 14293).

Essendosi la Corte d’Appello attenuata a tali principi, gli Ermellini rigettano il ricorso e condannano l’Hotel alla liquidazione delle spese di giudizio.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 1157/2014

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