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L’abc del Decreto Imu-Cig in 17 voci

L'abc del Decreto Imu-Cig in 17 voci
Dallo stop all’Imu sulla prima casa al rifinanziamento della cassa integrazione guadagni, alla salvaguardia per 6.500 esodati al dimezzamento delle detrazioni su polizze Vita e infortuni. Sono alcune delle novità contenute nel decreto legge su “Disposizioni urgenti in materia di Imu, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonchè di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici”

Dallo stop all’Imu sulla prima casa al rifinanziamento della cassa integrazione guadagni, alla salvaguardia per 6.500 esodati al dimezzamento delle detrazioni su polizze Vita e infortuni. Sono alcune delle novità contenute nel decreto legge su “Disposizioni urgenti in materia di Imu, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonchè di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici“, pubblicato nella Gazzetta ufficiale di sabato scorso. Il provvedimento andrà convertito in legge dal Parlamento, e quindi potrà subire alcune modifiche. Ecco un primo abc del testo pubblicato in Gazzetta:

ASSICURAZIONI
Polizze vita, stretta sulla detraibilità (articolo 12)
Il tetto massimo di detraibilità delle polizze Vita e infortuni stipulate o rinnovate dopo il 2000 scende dagli attuali 1.291,14 euro a 630 euro per il periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013; dal 2014 scende a 230 euro (un quinto del valore iniziale).

CASA
Abitazioni di lusso soggette all’Imu (articolo 2)
Continuano a pagare l’Imu i proprietari delle case di lusso. Si tratta delle abitazioni principali di categoria catastale A1 (signorili), A8 (ville)e A9 (immobili storici).

Immobili sfitti (articolo 2, comma 1)
Per il 2013 non è dovuta la seconda rata Imu sui fabbricati costruiti e destinati alla vendita. L’esenzione vale fino a quando questi immobili vengono locati.

Cedolare secca su affitti concordati (articolo 4)
Per gli affitti concordati già da quest’anno la cedolare secca passa dal 19 al 15%.

Edilizia popolare (Iacp) (articolo 2, comma 4)
Per gli immobili degli Iacp scatta la detrazione di 200 euro fissata per le abitazioni principali. Gli immobili assegnati ai soci delle cooperative indivise vengono equiparati, ai fini Imu, alle abitazioni principali.

Esenzione Imu per immobili destinati alla ricerca scientifica (articolo 2, comma 3)
Esenzione Imu dal 2014 per gli immobili destinati alla ricerca scientifica.

Più fondi agli inquilini (articolo 6, comma 4)
Nei due anni 2014 e 2015 al Fondo nazionale per l’accesso alle abitazioni in locazione (legge n. 431 del ’98) vengono assegnati 60 milioni.

Sostegno agli inquilini morosi “incolpevoli” (articolo 6, comma 5)
Viene istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti un Fondo destinato agli inquilini morosi “incolpevoli”. Si tratta delle famiglie che non pagano l’affitto a causa di difficoltà temporanee per vari motivi: perdita del lavoro, messa in mobilità o in cassa integrazione, chiusura dell’attività, malattia grave, infortunio o decesso di un componente della famiglia. La dotazione del Fondo è di 20 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015. Queste risorse possono essere utilizzate nei Comuni ad alta tensione abitativa dove sono già stati attivati bandi per l’erogazione di contributi in favore di questi tipo di inquilini. Le risorse vengono poi ripartire attraverso un decreto del Ministero delle Infrastrutture, di concerto con il Tesoro, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Stop alla prima rata dell’Imu 2013 (articolo 1)
Viene cancellata la prima rata dell’Imu 2013 per le abitazioni principali (e le pertinenze). Lo stesso accade per terreni agricoli e fabbricati rurali

COMUNI
Risorse per compensare il minor gettito Imu (articolo 3)
Per compensare il mancato gettito che scaturisce dall’abolizione della prima rata dell’Imu 2013 sulle abitazioni principali i Comuni riceveranno 2,3 miliardi per il 2013 e 75 milioni a decorrere dal 2014. Queste risorse verranno ripartite tra i comuni attraverso un decreto del Ministero dell’Interno (di concerto con quello dell’Economia). Il provvedimento andrà adottato, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Nella ripartizione delle risorse verranno prese in considerazione le stime di gettito da Imu comunicate dal Dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia.

ENTI LOCALI
Fondo per pagamento dei debiti (articolo 13)
È istituito nello stato di previsione del Ministero dell’Economia un fondo (“Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili“), con una dotazione di 16.546.595.894,20 euro per il 2013 e di 7.309.391.543,80 euro per il 2014. L’anticipazione concessa dalla Cassa depositi e prestiti agli enti locali (legge n. 64/13) può essere erogata a saldo, nell’anno 2013, su richiesta dell’ente locale beneficiario. La somma erogata dalla Cdp viene restituita mediante rate annuali, corrisposte a partire dal 2015. Il tasso di interesse da applicare all’erogazione è pari al rendimento di mercato dei buoni poliennali del tesoro a 5 anni in corso di emissione rilevato dal Tesoro alla data della pubblicazione del decreto e pubblicato sul sito internet del ministero.

LAVORO
Esodati, arriva la quarta salvaguardia per altre 6.500 persone (articolo 11)
Le regole pensionistiche vigenti prima dell’entrata in vigore del decreto Salva Italia (dl n. 201/2011, in legge n. 214) si applicano anche ai lavoratori cosiddetti “licenziati individuali” entro il 31 dicembre 2011 che hanno interrotto il proprio rapporto prima dell’applicazione della riforma sulle pensioni e che per effetto di essa si sono trovati al contempo privi di stipendio e di pensione. Il beneficio viene riconosciuto a 6.500 persone nel limite massimo di 151 milioni per il 2014, 164 milioni per il 2015, 124 milioni per il 2016, 85 milioni per il 2017, 47 milioni per il 2018, 12 milioni per il 2019. Per quanto riguarda i requisiti, dunque, la data di cessazione deve risultare da elementi certi e soggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie alle Direzioni territoriali del lavoro. Le persone interessate devono aver conseguito, dopo la cessazione del rapporto di lavoro (che non può essere anteriore al 1 gennaio 2009 e successiva al 31 dicembre 2011), un reddito annuo lordo complessivo – non riconducibile a lavoro dipendente a tempo indeterminato – non oltre i 7.500 euro. Inoltre le persone interessate devono avere i requisiti anagrafici e contributivi che, in base alle leggi previgenti, avrebbero comportato la decadenza della pensione entro il 36esimo mese successivo all’entrata in vigore della legge Monti-Fornero. L’Inps provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento che sono state inoltrate dai lavoratori. Se dal monitoraggio viene fuori che è stato raggiunto il limite delle 6.500 persone che possono godere del beneficio, l’Inps non prende non prende in considerazione le richieste che vanno oltre quella soglia. I risparmi di spesa che scaturiscono dalle misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico (legge n. 214/2011) confluiscono nel Fondo ad hoc del Ministero del Lavoro, che finanzia le misure di salvaguardia dei lavoratori. Che costano 583 milioni, spalmati dal 2014 al 2019. Quella prevista da questo decreto è la quarta salvaguardia, dopo le prime tre già varate che tutelano oltre 130mila persone).

Rifinanziamento della cassa integrazione in deroga (articolo 10)
Oltre alle risorse, già previste, che scaturiscono dalla riprogrammazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali comunitari 2007-2013 oggetto del Piano di azione e coesione, vengono rifinanziati gli ammortizzatori in deroga per il 2013. Lo stanziamento è di 500 milioni, che vanno ripartiti tra le Regioni. Inizialmente si era parlato di un miliardo, ma si è corso il rischio che le risorse scendessero a 400 milioni. Dei 500 milioni, la metà vengono attinti dal Fondo destinato a finanziare gli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di II livello.

MILITARI
Requisiti soft sulla prima casa (articolo 2, comma 5)
Per militari e forze di polizia non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica per l’applicazione delle regole in materia Imu su abitazione principale e pertinenze.

MUTUI
Aiuti alle giovani coppie (articolo 6, commi 2 e 3)
L’accesso al Fondo per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori viene consentito anche ai giovani di età inferiore ai 35 anni, titolari di un rapporto di lavoro atipico. Il fondo di solidarietà per sospendere le rate del mutuo ai meno abbienti viene incrementato di venti milioni.

Finanziamenti agevolati, Cdp in prima linea (articolo 6)
La Cassa depositi e prestiti fornisce finanziamenti a banche italiane e succursali di istituti di credito esteri che operano in Italia. Questi hanno lo scopo di facilitare l’erogazione di mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali, mutui che vengono accesi per l’acquisto dell’abitazione principale o per finanziare interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico. La Cassa depositi e prestiti può acquistare obbligazioni bancarie nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali, liberando l’attivo delle banche che possono così erogare nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni principali.

RIFIUTI
Disposizioni in materia di Tares (articolo 5)
Per la misurazione della Tares, il tributo comunale sui rifiuti, il regolamento comunale dovrà tenere conto della quantità di rifiuti prodotti in relazione alle attività svolte. Verranno determinati anche i coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa dei rifiuti. In linea con quanto dispone la direttiva 2008/98/Ce, la tariffa sarà espressa in metri quadrati. I Comuni potranno decidere nuove esenzioni o detrazioni.

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