Diritto

La verifica svolta per un anno d’imposta differente non annulla l’accertamento

La verifica svolta per un anno d'imposta differente non annulla l’accertamento
È legittimo l’atto fondato su documenti richiesti con questionario nonostante la verifica della Guardia di Finanza si riferisse ad altri anni di imposta. La procedura non lede, infatti, i diritti e le garanzie previsti dalla Statuto dei diritti del contribuente

È legittimo l’atto fondato su documenti richiesti con questionario nonostante la verifica della Guardia di Finanza si riferisse ad altri anni di imposta. La procedura non lede, infatti, i diritti e le garanzie previsti dalla Statuto dei diritti del contribuente. A fornire questa interpretazione è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 992 depositata il 21 gennaio 2015. A parere della Cassazione non rileva “l’iniziale imprecisa indicazione data al contribuente” circa l’estensione temporale della verifica, atteso che l’accertamento era fondato sulla documentazione ricevuta in risposta al questionario.

IL FATTO
L’Agenzia delle Entrate, in seguito ad una verifica fiscale eseguita dalla Guardia di Finanza, inviava ad un contribuente un questionario affinchè producesse la documentazione contabile riferita a periodi di imposta non inclusi nel controllo dei militari.
L’ufficio emetteva quindi un avviso di accertamento per il recupero di maggiori imposte dirette ed IVA.

Il provvedimento veniva impugnato dinanzi al giudice tributario, eccependo, oltre a motivi di merito, la legittimità per violazione degli obblighi informativi previsti dall’art. 12, comma 2, dello Statuto del contribuente.
Secondo l’imprenditore, infatti, la Guardia di Finanza lo aveva informato che la verifica avrebbe riguardato periodi di imposta diversi da quello accertato con l’atto impugnato.

La CTP respingeva il ricorso, la cui decisione veniva però riformata dal collegio di appello. I giudici di seconde cure, in proposito, rilevavano che il verbale di apertura della verifica informava il contribuente che l’oggetto era la gestione dell’anno 1998, ma poi nel corso dell’indagine ampliarono anche ad altri esercizi senza alcun avviso.
Per tale ragione, secondo la CTR, erano stati violati i diritti di difesa e pertanto l’atto era illegittimo.

L’Agenzia, a seguito della decisione sfavorevole di secondo grado, ricorreva per Cassazione evidenziando che nella specie l’avviso di accertamento si fondava sull’esito dell’istruttoria avviata con il questionario, al quale il contribuente aveva risposto producendo la documentazione richiesta.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha accolto la tesi dell’Amministrazione. Innanzitutto ha rilevato che l’avviso di accertamento, pur non riferendosi al PVC, era stato emesso ben oltre il termine di 60 giorni previsto dallo Statuto.
Inoltre, l’Agenzia aveva attivato specifico contraddittorio con la richiesta di informazioni e documenti mediante questionario e, solo dopo la risposta dell’interessato ha notificato l’atto impositivo.
A parere della Cassazione non rileva “l’iniziale imprecisa indicazione data al contribuente” circa l’estensione temporale della verifica, atteso che, nella specie, l’accertamento era fondato sulla documentazione ricevuta in risposta al questionario.

Approfondimento

L’art. 12 dello Statuto del contribuente (legge n. 212/2000) disciplina i diritti e le garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali. Viene in particolare previsto che tutti gli accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali sono effettuati sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo. Essi si svolgono, salvo casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati, durante l’orario ordinario di esercizio delle attività e con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali del contribuente. A norma del comma 2 (oggetto della pronuncia in commento) quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l’abbiano giustificata e dell’oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria, nonché dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 992/2015

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