Lavoro

La tassa sui licenziamenti raggiunge quota 1.470,30 euro

La tassa sui licenziamenti raggiunge quota 1.470,30 euro
Passa a 490,10 euro (era 489,12 euro) il contributo annuale dovuto dai datori di lavoro per le interruzioni di rapporti a tempo indeterminato. Di conseguenza, l’importo massimo riferito ai rapporti di lavoro della durata pari o superiore a 36 mesi si eleva a 1.470,30 euro (era 1.467,36 euro)

Dal 1° gennaio 2015 è aumentato dello 0,2% il cosiddetto “ticket sui licenziamenti”. L’incremento scaturisce dall’automatica rivalutazione Istat che incide, tra l’altro, sulla determinazione dei massimali previsti per alcune prestazioni a sostegno del reddito (si veda la circolare Inps n. 19 del 30 gennaio 2015).

Passa a 490,10 euro (era 489,12 euro) il contributo annuale dovuto dai datori di lavoro per le interruzioni di rapporti a tempo indeterminato. Di conseguenza, l’importo massimo riferito ai rapporti di lavoro della durata pari o superiore a 36 mesi si eleva a 1.470,30 euro (era 1.467,36 euro). Ricordiamo che, dal 2013, in tutti i casi di interruzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato per una delle motivazioni che danno titolo, anche solo teorico, all’ASpI e, dal maggio 2015, alla NASpI, è dovuta dai datori di lavoro una somma pari al 41% del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.

Per convenzione, l’importo preso a base di calcolo corrisponde alla cifra su cui si determina l’indennità ASpI: originariamente era 1.180 euro, oggi è 1.195,37 euro. Nell’anzianità vanno inclusi anche i periodi di occupazione con contratto a termine, laddove il rapporto sia stato trasformato a tempo indeterminato ovvero nei casi in cui sia intervenuta una stabilizzazione che abbia dato luogo alla restituzione del contributo addizionale dell’1,40 per cento.

Come precisato dall’Inps, la previsione legislativa riguarda tutte le tipologie di lavoro subordinato a tempo indeterminato, compresi quei rapporti che presentano caratteristiche particolari come il part-time o il lavoro intermittente. Il ticket va calcolato tenendo conto delle frazioni di anno di anzianità dei lavoratori, nel limite massimo degli ultimi 36 mesi.

La somma, da pagare in unica soluzione, non è dovuta per le cessazioni di rapporti di lavoro intervenute nel quadro dei provvedimenti di “tutela dei lavoratori anziani” previsti dall’art. 4 della legge n. 92/12, nonché, limitatamente al triennio 2013-2015, per i licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto in cui, comunque, sia garantita la continuità occupazionale e nelle interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attività e chiusura del cantiere.
Inoltre sono esclusi dal versamento i datori di lavoro chiamati a pagare il contributo di ingresso nelle procedure di mobilità di cui alla legge n. 223/1991.

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