Fisco

La Tares sugli immobili inutilizzati non si paga (o forse sì)

Le Linee guida del Ministero dell'Economia contraddicono un precedente parere della Cassazione
Le Linee guida del Ministero dell’Economia contraddicono un precedente parere della Cassazione

Il Ministero dell’Economia ha comunicato che gli immobili inutilizzati non dovranno pagare la Tares. La precisazione, che vale per le abitazioni private ma anche per le attività commerciali e industriali, rientra nelle Linee guida che il Ministero stesso ha inoltrato ai comuni circa l’esatta gestione e applicazione della nuova tassa sui rifiuti che va a sostituire la Tarsu.

Il criterio che stabilisce quali immobili siano da considerare inutilizzati riguarda la presenza o meno di mobili e degli allacci alle reti elettriche e idriche. Tutto bene dunque? Non proprio, perché quest’ultimo pronunciamento del Ministero contraddice quanto riportato dal Decreto Salva Italia (Dl 201/2011) che introduce la nuova tassazione su rifiuti. Là infatti vengono esonerati dal pagamento solo gli immobili e le aree che non possono essere effettivamente utilizzati, dunque immobili diroccatiabbandonatiinagibili o interclusi. Questo orientamento – che associa l’esonero all’impossibilità dell’immobile a produrre rifiuti – ricalca quanto previsto dalla Cassazione ma, com’è evidente, contraddice le prescrizioni delle Linee guida.

La Tares entrerà in vigore a maggio ed avrà a settembre un rincaro fiscale del 36%. Il Ministero nelle prossime settimane potrebbe chiarire la questione, ma se non lo facesse come si dovrebbe comportare il contribuente che possiede degli immobili inutilizzati? Tutto sta in come i Comuni recepiranno le Linee guida, se le metteranno in pratica totalmente o per quanto riguarda la questione immobili inutilizzati seguiranno la Cassazione.

C’è da dire che la Corte sul tema ha dato pareri piuttosto stringenti. Secondo la Cassazione, difatti, un immobile inutilizzato non è detto che possa essere inutilizzabile. In altre parole l’esonero dalla Tares varrebbe solo per quegli immobili che per motivi effettivi (sono pericolanti o del tutto crollati, hanno ostacoli che non ne permettono l’accesso) risultano inagibili o diroccati. Ma se un contribuente possiede un immobile disabitato, senza mobili e senza allacciamenti, ma potenzialmente abitabile (e dunque produttore di rifiuti), la Tares – a detta della Corte – va pagata. Dinanzi ad una situazione simile il contribuente non può fare altro che affidarsi ad un ricorso. Ma se il Comune si schiera sulla linea della Cassazione c’è poco da fare. A meno che nel frattempo il Ministero dell’Economia non sciolga in qualche modo la contraddizione.

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