Italia

La scure della nuova Spending Review: “Tagli per 32 miliardi in 3 anni”

Il governo ha presentato il piano per il taglio dei costi relativo ai prossimi tre anni. Il Ministro delle Finanze Fabrizio Saccomanni ed il Commissario straordinario Carlo Cottarelli hanno impostato una road map che prevede di recuperare 32 miliardi in un triennio andando attraverso tagli alla spesa, compresa quella sanitaria, riordino degli enti locali, introduzione dei costi standard, riduzione degli immobili e intervento sulle pensioni
Il governo ha presentato il piano per il taglio dei costi relativo ai prossimi tre anni. Il Ministro delle Finanze Fabrizio Saccomanni ed il Commissario straordinario Carlo Cottarelli hanno impostato una road map che prevede di recuperare 32 miliardi in un triennio andando attraverso tagli alla spesa, compresa quella sanitaria, riordino degli enti locali, introduzione dei costi standard, riduzione degli immobili e intervento sulle pensioni

Il governo ha presentato il piano per il taglio dei costi – la cosiddetta Spending Review – relativo ai prossimi tre anni. Il Ministro delle Finanze Fabrizio Saccomanni ed il Commissario straordinario Carlo Cottarelli hanno impostato una road map che prevede di recuperare 32 miliardi in un triennio andando attraverso tagli alla spesa, compresa quella sanitaria, riordino degli enti locali, introduzione dei costi standard, riduzione degli immobili e intervento sulle pensioni. Il dossier Cottarelli parte dagli obiettivi minimi di risparmio fissati dalla Legge di Stabilità, affermando però che in sede politica dovrà essere valutata l’opportunità di andare oltre individuando risparmi addizionali già nel 2014 per 1,5 miliardi. Nel dossier l’obiettivo da qui al 2017 è fissato a due punti di Pil. La Spending Review, ha detto il Premier Enrico Letta, “toccherà molti aspetti, e sarà molto difficile anche politicamente: è più facile il taglio lineare, il 3% a tutti. Altra cosa è entrare nel merito, e per farlo serve la collaborazione di tutti. Su questo si misurerà il successo della nostra azione”.

Cottarelli e Saccomanni hanno valutato e trasmesso al Parlamento le linee guida per aggredire la spesa con tagli selettivi. Il governo conta di recuperare già per il prossimo anno circa 1,5 miliardi. Cifra quest’ultima che non è comunque indicata nel dossier Cottarelli che parla invece dell’opportunità di valutare in sede politica risparmi addizionali per il 2014 e gli anni a seguire e fissa a 3,6 miliardi i risparmi nel 2015, 8,3 miliardi nel 2016 e 11,3 miliardi a decorrere dal 2017.

Costi standard. Verranno gradualmente introdotti i costi standard per gli acquisti di beni e servizi concernenti gli enti pubblici, con l’obiettivo di razionalizzare e parificare i costi nelle diverse aree del Paese.

Le classifiche degli Enti virtuosi. Nel programma di Spending del Commissario straordinario si annuncia che per incentivare la razionalizzazione della spesa verranno stilate “classifiche” per evidenziare “centri di spesa virtuosi e quelli meno efficienti“. Previsti incentivi fiscali per gli enti in grado di tagliare.

Mobilità per gli statali. Prevista una maggiore mobilità dei dipendenti pubblici. In particolare il dossier Cottarelli prevede che la Spending Review affronterà la questione della mobilità nel pubblico impiego “compresa l’esplorazione di canali d’uscita e rivalutazione delle misure del turn-over“. E sottolinea che tra gli obiettivi da perseguire c’è quello di “incentivare la mobilità tra amministrazioni e funzioni“. Cottarelli propone anche corsi di formazione ad hoc per “aumentare la flessibilità gestionale dei dirigenti pubblici” al fine di “trasformarli in veri manager della spesa pubblica interessati non solo al rispetto formale delle regole contabili ma anche al contenimento dei costi e al miglioramento della qualità dei servizi“. Nel dossier si afferma poi che “sarà studiato un sistema di incentivi finanziari che facilitino la collaborazione dei centri di spesa nella individuazione di risparmi di spesa“.

Tagli alla sanità. Nel mirino anche la sanità per quanto concerne i piani terapeutici e soprattutto l’acquisto di farmaci (anche qui i costi standard sono alle porte). Non esclusa una revisione della Lea (i livelli essenziali di assistenza).

Pensioni. Non esclusa un’analisi anche sulle pensioni, presumibilmente a partire da quelle di reversibilità.

Riduzione degli immobili. Nell’ambito della razionalizzazione delle spese per la Difesa, previsto anche un piano di riduzione degli immobili utilizzati dalle forze dell’ordine ed un maggiore coordinamento fra le stesse.

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