Fisco

La sanzione si può ridurre anche sull’atto definitivo

Sì alle sanzioni ridotte anche quando l’avviso di accertamento è diventato definitivo. Se l’ufficio ricalcola le imposte dovute, al contribuente spetta lo sconto delle penalità a un sesto anche qualora la precedente rettifica non sia stata impugnata. A precisarlo la sentenza 61/7/12 della Ctp La Spezia.
La controversia scaturisce da ricorso contro un provvedimento di autotutela parziale con cui il fisco ha rettificato l’avviso di accertamento rideterminando la maggiore imposta a tassazione separata e ricalcolando, quindi, le relative sanzioni. Al ricorrente era stato notificato originariamente un accertamento relativo a un reddito soggetto a tassazione separata derivante da una plusvalenza realizzata con la cessione di un terreno edificabile. L’avviso di accertamento è diventato definitivo perché non impugnato.
Nononostante questo, il contribuente ha presentato una richiesta di modifica dell’accertamento in autotutela perché nel calcolo non era stata applicata la rivalutazione Istat al valore originario dell’immobile e quindi ha chiesto anche la riammissione in termini per il pagamento delle sanzioni a un sesto sulle somme rideterminate.
L’ufficio ha accolto parzialmente la richiesta: ha rideterminato l’imposta a tassazione separata procedendo alla liquidazione della dichiarazione dei redditi, ma ha determinato le sanzioni in misura intera non riconoscendo più la riduzione a un sesto perché l’avviso di accertamento iniziale era divenuto definitivo.
A questo punto, il diretto interessato ha versato immediatamente le imposte dovute oltre gli interessi e le sanzioni in misura ridotta e ha impugnato il provvedimento di autotutela parziale. In particolare ha chiesto alla Commissione tributaria provinciale che gli venisse riconosciuto il beneficio della riduzione a un sesto o a un terzo in via subordinata.
I giudici di primo grado hanno accolto il ricorso del contribuente ritendo che il provvedimento di autotutela parziale ha avuto le caratteristiche di accertamento parziale poiché l’ufficio non si è limitato a correggere l’iniziale avviso ma ha proceduto alla contestazione di maggiori imposte Irpef e addizionali, correlando le relative sanzioni a queste imposte e alla loro rideterminazione.
Secondo il collegio, il pagamento delle sanzioni era avvenuto entro i sessanta giorni dalla notifica della nuova rideterminazione e quindi il contribuente ha correttamente versato l’importo nella misura ridotta di un sesto.

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