Fisco

La “nuova” Tobin tax debutta il 5 ottobre

Pubblicato il Decreto dell'Economia con il quale si completa l’attuazione della nuova imposta sulle transazioni finanziarie introdotta dalla legge di Stabilità
Pubblicato il Decreto dell’Economia con il quale si completa l’attuazione della nuova imposta sulle transazioni finanziarie introdotta dalla legge di Stabilità

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze che modifica il decreto 21 febbraio 2013, con il quale si completa l’attuazione della nuova imposta sulle transazioni finanziarie introdotta dalla legge di Stabilità. Le modifiche entreranno in vigore a partire dal 5 ottobre.

Con la pubblicazione del decreto si conclude l’iter attuativo della nuova imposta sulle transazioni finanziarie, introdotta dall’art. 1 (commi da 491 a 499), legge n. 228/2012. Le modifiche apportate al decreto 21 febbraio 2013 sono infatti finalizzate a definire gli ultimi tratti del quadro applicativo della Tobin tax.

Nel dettaglio, il decreto accoglie alcune delle richieste pervenute dagli intermediari operativi sul mercato italiano e internazionale, al fine di rendere più agevole e maggiormente in linea con le prassi di settore l’applicazione dell’imposta.

Il decreto tiene altresì conto delle osservazioni pervenute al Ministero al termine della fase di consultazione conclusasi lo scorso 30 agosto, all’esito della quale il MEF aveva proceduto all’aggiornamento delle relative FAQ.

Le modifiche contenute nel decreto entreranno in vigore il 5 ottobre 2013, ad eccezione delle novità relative alle obbligazioni e ai titoli di credito, che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2014.

A partire dal 5 ottobre, in seguito alla modifica introdotta all’art. 2, D.M. 21 febbraio 2013 (con l’inserimento del nuovo comma 1-bis), la Tobin tax troverà applicazione sul trasferimento della proprietà delle azioni e degli strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti in Italia anche nei casi in cui ad essere trasferita sia la nuda proprietà dei titoli.

Con le modifiche apportate all’art. 4, comma 2 del decreto, si è invece inteso dettare alcuni chiarimenti relativi al trasferimento di azioni a seguito del regolamento di strumenti finanziari derivati e valori mobiliari, distinguendo in base alla circostanza che detti strumenti siano negoziati su mercati regolamentati o meno. In tale ultimo caso, è stabilito che per prezzo di acquisto si intende il maggiore tra il valore di esercizio (cd. strike price) delle azioni e il prezzo di liquidazione (relativo al sottostante registrato) contrattualmente previsto.

A partire dal 1° gennaio 2014, invece, è stabilito l’assoggettamento ad imposta delle obbligazioni e dei titoli di debito che non garantiscono il rimborso del capitale e dei diritti di opzione, al fine di evitare arbitraggi e distorsioni del mercato.

Tra le ulteriori novità si segnala che – ai fini della verifica dalla soglia del 50% del valore sottostante di uno strumento finanziario, rilevante per l’applicazione dell’imposta su derivati e valori mobiliari – occorrerà fare riferimento:

  1. alla data di emissione, quando gli strumenti ed i valori sono quotati su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione, a condizione che non sia possibile modificare il sottostante o il valore di riferimento;
  2. alla data di emissione ed alla data di variazione del sottostante di riferimento quando gli strumenti ed i valori sono quotati su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione, laddove questo sia soggetto a modifiche;
  3. alla data di sottoscrizione o emissione e alla data di variazione del sottostante o valore di riferimento per gli strumenti e i valori mobiliari OTC.

Infine, il decreto sancisce l’esclusione dall’ambito applicativo della Tobin tax delle assegnazioni di azioni e strumenti finanziari partecipativi e titoli rappresentativi a fronte di distribuzione di utili, riserve o restituzione di capitale, indipendentemente dal fatto che le azioni siano di nuova emissione o già in circolazione.

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