Lavoro

La nuova disoccupazione dimentica il turismo: stagionali danneggiati

La nuova disoccupazione dimentica il turismo: stagionali danneggiati
La nuova disoccupazione va a danneggiare tutti quei lavoratori che, vivendo grazie al turismo, lavorano solo alcuni mesi all’anno

La riforma dell’ASpI e della mini-ASpI, nate solo nel 2012, si è dimenticata del turismo, uno dei pilastri portanti della nostra economia e della stagionalità che lo governa. Il D.Lgs. n. 22/15 (in G.U. dal 6 marzo 2015), infatti, va a danneggiare tutti quei lavoratori che, vivendo grazie al turismo, lavorano alcuni mesi all’anno.
Unificando le due indennità sotto il cappello della nuova NASpI, la riforma ha annullato tutte quelle peculiarità e particolarità che riuscivano a rispondere in modo puntuale alle reali esigenze del mercato del lavoro italiano.

Analizziamo nello specifico cosa succe dal 1° maggio 2015.

La NASpI viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. A parole sembra filare tutto ma calando la teoria ad un caso pratico, la situazione cambia notevolmente. Un lavoratore che viene licenziato dopo 3 anni di lavoro potrà percepire 18 mesi di NASpI. Per contro un lavoratore il cui rapporto cessa dopo sei mesi (si pensi una stagionale da aprile a settembre) potrà percepire solamente 3 mesi di disoccupazione.

Tecnicamente si potrebbero prendere a base di computo i periodi di occupazione degli anni precedenti ma gli stessi, molto facilmente, saranno stati utilizzati per la richiesta di disoccupazione dell’anno precedente.

Cos’è cambiato rispetto alla “vecchia” ASpI? La norma in vigore fino al 30 aprile 2015 prevede che, se il lavoratore ha maturato i requisiti per il riconoscimento dell’indennità, la stessa gli viene riconosciuta nella sua interezza, con durate predefinite e non collegate alla reale occupazione del lavoratore nel quadriennio precedente. Tale previsione porta quindi a dare completa copertura indennitaria al periodo intercorrente tra la fine della stagione turistica e la ripresa nell’anno successivo.

Oltre all’ASpI, la riforma Fornero aveva inserito la mini-ASpI, indennità residuale rispetto alla prima, erede della vecchia indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, la quale viene determinata utilizzando un metodo di calcolo simile alla nuova NASpI. Merita evidenziare come la media dei lavoratori stagionali possa vantare i requisiti per la liquidazione dell’ASpI e non della mini-ASpI. Pertanto il passaggio alla nuova indennità porta a scenari di non facile gestione per il settore turistico.

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