Lavoro

La nuova disciplina sui voucher: limite economico pari a 5mila euro

Si definiscono prestazioni di lavoro accessorio le “attività lavorative di natura meramente occasionale che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5mila euro nel corso di un anno solare“.

Ecco come cambia la disciplina sui voucher dopo l'entrata in vigore della Riforma del lavoro
Ecco come cambia la disciplina sui voucher dopo l’entrata in vigore della Riforma del lavoro

Il nuovo testo dell’articolo 70 del Dlgs 276/2003, come sostituito dal comma 32 dell’articolo 1 della legge 28 giugno 2012, n. 92, di riforma del mercato del lavoro, non elenca più le attività per le quali è consentito l’uso dei voucher, ma aggancia questa tipologia contrattuale al valore economico della prestazione complessivamente resa, nell’anno, dal lavoratore. Il riferimento reddituale (massimo 5mila euro) non è più rivolto ai singoli committenti, ma al prestatore d’opera che non potrà superare nell’anno questo limite, con riferimento alla totalità dei committenti presso i quali ha svolto l’attività. Secondo il ministero del Lavoro (circolare 4/2013) è “dunque possibile attivare sempre e comunque lavoro accessorio tenendo conto esclusivamente di un limite di carattere economico“. In questo senso diventa essenziale la dichiarazione rilasciata dal prestatore d’opera di rientrare in questo limite, stante che il dato non può essere preventivamente noto al committente. Secondo il ministero, infatti, il superamento del limite dei 5mila euro determina una trasformazione del rapporto di lavoro subordinato in uno a tempo indeterminato; il committente deve pertanto chiedere al lavoratore di dichiarare il non superamento del limite. Con la nota n. 3439 del 18 febbraio 2013 viene ulteriormente precisato che, nelle more della definizione delle procedure con le quali sarà possibile, anche da parte dell’Istituto, una piena verifica del rispetto delle limitazioni di carattere economico, l’acquisizione della dichiarazione indicata nella circolare 4/2013 costituisce elemento necessario e sufficiente a evitare, in capo al datore di lavoro, eventuali conseguenze di carattere sanzionatorio, ferma restando l’effettuazione dei vigenti adempimenti comunicazionali.

Occorre altresì tenere presente che un ulteriore limite opera quando le prestazioni siano svolte a favore di committenti imprenditori commerciali o professionisti. In questo caso, oltre al limite complessivo di 5mila euro nel corso di un anno solare, riferito alla totalità dei committenti, le prestazioni svolte a favore di ciascun singolo committente imprenditore commerciale o professionista non potranno generare compensi superiori a 2mila euro, annualmente rivalutati. Il ministero del Lavoro ha chiarito con la circolare 4/2013 che per “imprenditore commerciale” deve intendersi qualsiasi soggetto, persona fisica o giuridica, che opera su un determinato mercato, senza che l’aggettivo “commerciale” possa in qualche modo circoscrivere l’attività di impresa.

In agricoltura il regime cambia a seconda della natura dei lavori. I voucher potranno essere utilizzati in caso di:

  • prestazioni occasionali rese nell’ambito delle attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università;
  • attività agricole svolte a favore di soggetti di cui all’articolo 34, comma 6 del decreto del presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Si tratta dei produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7mila euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici compresi nella prima parte della tabella A allegata al Dpr 633/1972.

Il nuovo testo dell’articolo 70 prevede che i voucher hanno valore orario, i carnet devono essere numerati progressivamente e datati. Con la nota 3439/2013 il ministero del Lavoro sottolinea che a seguito delle modifiche apportate dalla legge di riforma il valore nominale dei voucher deve essere fissato con decreto del ministero del Lavoro a seguito del confronto con le parti sociali. Ciò richiede, pertanto, la modifica delle procedure di rilascio dei voucher da parte dell’Inps nonché una diversa valutazione, in particolare nel settore agricolo, della corrispondenza oraria del valore nominale del voucher, attualmente fissato a 10 euro con Dm 30 settembre 2005. In attesa di questa modifica, nel settore agricolo il valore orario della prestazione accessoria può essere riferito non al voucher, bensì alla retribuzione stabilita dal Ccnl.

Infine, in attesa dell’adeguamento delle procedure di rilascio dei voucher, non vale la definizione dell’arco temporale di 30 giorni dal rilascio, entro cui il buono deve essere utilizzato, come era stato previsto dallo stesso ministero del Lavoro con la circolare 4/2013.
Potrà aumentare la percentuale di contribuzione da versare all’Inps, a seguito dell’innalzamento delle aliquote contributive nei confronti della gestione separata.
Invece, il ricorso ai voucher da parte di un committente pubblico è consentito nel rispetto dei vincoli previsti in materia di contenimento delle spese di personale e, ove previsto, dal patto di stabilità interno.

La lettera d) dell’articolo 46-bis del Dl 83/2012 ripristina, per l’anno 2013, la possibilità per i percettori di misure a sostegno del reddito o integrative, di svolgere attività di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, per un limite massimo di 3mila euro senza che ciò pregiudichi il diritto e la misura dell’integrazione o della misura di sostegno. In via sperimentale è quindi possibile cumulare, anche per tale anno, per intero le prestazioni integrative del salario o del sostegno al reddito (anche in deroga) con i compensi derivanti dai voucher, per intero fino a un massimo di 3mila euro per anno solare, senza interruzione delle stesse e senza obbligo di comunicarlo all’Inps; mentre oltre i 3mila euro il cumulo è parziale con le prestazioni e vi è obbligo di preventiva comunicazione all’Inps.

I compensi percepiti dal lavoratore sono computati ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio di natura meramente occasionale, i beneficiari (committenti) devono acquistare presso le rivendite autorizzate uno o più carnet di buoni orari, numerati progressivamente e datati, il cui valore nominale è, per ora, quello fissato dal decreto del ministro del Lavoro in 10 euro o multipli di questo valore.

Per i buoni già richiesti alla data di entrata in vigore della legge di riforma e comunque non oltre il 31 maggio 2013 rimane ferma la disciplina previgente contenuta nell’articolo 72 nel testo in vigore dal 22 agosto 2008.

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