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La nuova ASpI: tutti i profili normativi chiariti dalla circolare Inps n. 142 del 18/12/2012

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La nuova ASpI: tutti i profili normativi chiariti dalla circolare Inps n. 142 del 18/12/2012
Dal 1° Gennaio 2013 l’ ASpI sostituisce l’indennità di disoccupazione ordinaria e con requisiti ridotti
Aggiornamento: con il secondo decreto attuativo dell’art. 1, comma 2, della legge n. 183/2014, dal 1° maggio 2015 viene introdotta una nuova indennità di disoccupazione denominata NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), che prenderà il posto della vecchia ASpI e Mini-ASpI (introdotte dalla legge Fornero). Per maggiori informazioni si veda il seguente link.

L’art. 2, comma 1, della legge di riforma istituisce con decorrenza 1° gennaio 2013, due nuove indennità mensili per il sostegno al reddito dei lavoratori subordinati che abbiano perduto involontariamente l’occupazione: l’indennità di disoccupazione ASpI e l’indennità di disoccupazione denominata Mini ASpI.
Le due nuove prestazioni sono destinate a sostituire a tutti gli effetti le attuali prestazioni di:

  • disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali;
  • disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti;
  • disoccupazione speciale edile;
  • mobilità.

SOGGETTI DESTINATARI E SOGGETTI ESCLUSI
Sono destinatari tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata. E’ altresì destinatario della nuova prestazione il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Con riferimento ai lavoratori con la qualifica di apprendisti, l’indennità di disoccupazione sostituisce la precedente tutela.
Non sono destinatari della nuova disciplina:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato per i quali continua a trovare applicazione la specifica normativa;
  • i lavoratori extracomunitari entrati in Italia con permesso di soggiorno di lavoro stagionale per i quali resta confermata la specifica normativa.

REQUISITI PER POTERE ACCEDERE ALL’ASpI
L’indennità è riconosciuta alle categorie di lavoratori di cui al precedente punto che siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) siano in stato di disoccupazione comprovato dalla presentazione dell’interessato presso il servizio competente nel cui ambito territoriale si trovi il domicilio del medesimo; l’interessato deve rendere una dichiarazione, che attesti l’eventuale attività lavorativa precedentemente svolta, nonché l’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa;
b) lo stato di disoccupazione sia involontario, con esclusione, quindi, dei lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale. In merito, si chiarisce che continuano a dare diritto alla prestazione le dimissioni qualora avvengano:

  1. durante il periodo tutelato di maternità (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio);
  2. per giusta causa, qualora motivate:
  • dal mancato pagamento della retribuzione;
  • dall’aver subito molestie sessuali nei luoghi di lavoro;
  • dalle modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative;
  • dal c.d. mobbing;
  • dalle notevoli variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda;
  • dallo spostamento del lavoratore da una sede ad un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive” previste dall’art. 2103 codice civile;
  • dal comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

Per quanto attiene alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro si precisa che essa non è ostativa al riconoscimento della prestazione qualora sia intervenuta:

  1. per trasferimento del dipendente ad altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e\o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici;
  2. nell’ambito della procedura di conciliazione da tenersi presso la Direzione Territoriale del Lavoro. In questa ipotesi, infatti, qualora la conciliazione abbia un esito positivo e preveda una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, è riconosciuta espressamente al lavoratore la tutela del sostegno al reddito con l’erogazione della nuova indennità di disoccupazione.

c) possano far valere almeno due anni di assicurazione. Per tali soggetti devono essere trascorsi almeno due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione. Si precisa che il biennio viene determinato a decorrere dal primo giorno in cui il lavoratore risulta disoccupato.
Esempio: lavoro cessato il 13 gennaio 2012; il primo giorno da disoccupato è il 14 gennaio 2012; il biennio andrà calcolato a ritroso dal 14 gennaio 2012 (fino, quindi, al 14 gennaio 2010) e a tale data (14 gennaio 2010) o antecedentemente deve essere presente almeno un contributo di DS (contributo Ds anche per un solo giorno che comunque si considera come una settimana coperta da contribuzione DS);
d) possano far valere almeno un anno di contribuzione contro la disoccupazione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione. Si ricorda, infine, che, per le nuove tipologie di lavoratori assicurati, che non hanno precedente contribuzione contro la disoccupazione, poiché il nuovo contributo ASpI è dovuto a partire dal 1 gennaio 2013, solo da tale data iniziano a maturare l’anzianità assicurativa e il requisito contributivo; l’eventuale e precedente contribuzione contro la disoccupazione, versata o dovuta, continua a produrre i suoi effetti ai fini dell’accertamento dei requisiti soggettivi per l’ammissione alla nuova indennità di disoccupazione.
A titolo esemplificativo un lavoratore appartenente alle nuove categorie, quale un socio dipendente dal 1° gennaio 2013 di una cooperativa, per il quale risultasse dovuto il contributo contro la disoccupazione derivante da precedenti rapporti di lavoro, può farlo valere per la verifica dei requisiti richiesti necessaria per ottenere una eventuale nuova tutela di disoccupazione.

CONTRIBUZIONE UTILE ED INDIVIDUAZIONE DEL BIENNIO PER IL DIRITTO
Per contribuzione utile al diritto si deve intendere anche quella dovuta ma non versata, in base al principio della c.d. automaticità delle prestazioni ex art. 2116 c.c.

Ai fini del perfezionamento dei requisiti richiesti, si considerano utili:

  • i contributi previdenziali, comprensivi di quota DS e ASpI versati durante il rapporto di lavoro subordinato;
  • i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all’inizio dell’astensione risulta già versata contribuzione ed i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro;
  • i periodi di lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati ove sia prevista la possibilità di totalizzazione;
  • l’astensione dal lavoro per periodi di malattia dei figli fino agli 8 anni di età nel limite di cinque giorni lavorativi nell’anno solare.

Diversamente, non sono considerati utili i periodi di lavoro all’estero in Stati con i quali l’Italia non abbia stipulato convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale.
Parimenti, non sono considerati utili, anche se coperti da contribuzione figurativa, i periodi di:

  • malattia e infortunio sul lavoro solo nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro ovviamente nel rispetto del minimale retributivo;
  • cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore;
  • assenze per permessi e congedi fruiti dal coniuge convivente, dal genitore, dal figlio convivente, dai fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità.

Ai fini della determinazione del biennio per la verifica del requisito contributivo, l’eventuale presenza dei suddetti periodi, non considerati utili, deve essere neutralizzata, in quanto ininfluente, con conseguente ampliamento del biennio di riferimento.

BASE DI CALCOLO E MISURA
L’indennità è rapportata ad una nuova base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

Si precisa che ai fini di detto calcolo saranno considerate tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che esse siano interamente o parzialmente retribuite.
L’indennità mensile è rapportata alla retribuzione media mensile, così determinata, ed è pari al 75 per cento nei casi in cui quest’ultima sia pari o inferiore per il 2015 all’importo di 1.195,37 euro mensili (annualmente rivalutato); nei casi in cui sia superiore al predetto importo, l’indennità è pari al 75 per cento di 1.195,37 euro incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.
Nelle ipotesi di pagamento dell’indennità relativa a frazione di mese, si precisa che il valore giornaliero dell’indennità è determinato dividendo l’importo così ottenuto per il divisore 30.
L’indennità mensile non può in ogni caso superare l’importo mensile massimo di cui all’articolo unico, secondo comma, lettera b), della legge 13 agosto 1980, n. 427 (per il 2015 pari a 1.167,91 euro).
All’indennità si applica una riduzione del 15 per cento dopo i primi sei mesi di fruizione e di un ulteriore 15 per cento dopo il dodicesimo mese di fruizione.

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28 Commenti

  1. salve,
    un ringraziamento a tutto lo staffa per il lavoro che fate nel rispondere a tutti.
    la mia domanda riguarda la malattia e la domanda aspi in particolare questo aspetto che riporto sotto:

    non sono considerati utili, anche se coperti da contribuzione figurativa, i periodi di:

    malattia e infortunio sul lavoro solo nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro ovviamente nel rispetto del minimale retributivo;

    cosa vuol dire quello riportato sopra che se c’è l’integrazione da parte del datore di lavoro la malattia viene considerata utile ai fini delle settimane contributive per la domanda aspi?

    cioè mi spiego meglio quello che riguarda me che sono stato in malattia e quello che leggo nella busta paga; nella busta leggo indennità malattia c/inps, indennità malattia c/ditta , quest’ultima è l’integrazione da parte del datore di lavoro per avere la malattia come contribuzione utile nel biennio per l’aspi?

    Cioè sommando (indennità malattia c/inps) più ( indennità malattia c/ditta) che è nella mia busta paga, questa somma se rientro nel minimo settimanale retributivo stabilito per legge nel 2014 che è 200,35 , allora queste settimane di malattia sono considerati utili ai fini della domanda aspi?

    grazie

    1. Ciao Gregorio, grazie a te per la fiducia. Venendo al quesito, la normativa pone una condizione essenziale affinchè i periodi di malattia siano considerati utili ai fini della disoccupazione: è necessario che durante tale periodo l’erogazione della retribuzione sia posta a carico del datore di lavoro, con conseguente versamento dei contributi. In assenza di integrazione da parte del datore, infatti, tali periodi non producono settimane contributive utili per accedere all’ASpI.
      Nella busta paga dovrai verificare l’indennità c/ditta perchè sarà solo questa quota che verrà conteggiata ai fini delle settimane contributive, e che dovrà corrispondere ai dati contenuti nell’estratto contributivo.
      Normalmente il diritto all’indennità di malattia decorre (inizio malattia) dal 4° giorno (i primi 3 giorni sono di “carenza” e se previsto dal contratto di lavoro verranno indennizzati a totale carico dell’Azienda). Quindi generalmente solo i primi 3 giorni (di carenza) vengono considerati utili ai fini delle settimane contributive, mentre la quota restante, posta a carico dell’Inps, non viene conteggiata. Bisogna verificare la disciplina specifica contenuta nel CCNL del comparto di appartenenza.

  2. Le regole inderogabili del forum:

    1) La domanda deve essere chiara (senza dare per scontato che gli altri sappiano già quello che avete in mente) e sintetica (un quesito troppo lungo non invita ad una adeguata lettura);
    2) Nel fornire la replica ad un messaggio, ricordatevi di cliccare sul comando “Rispondi”, posto sotto ad ogni messaggio. Questo servirà a mantenere un ordine cronologico nelle varie risposte all’interno di una discussione. Non postate le risposte a precedenti discussioni sotto forma di un nuovo messaggio;
    3) Prima di immettere un quesito, verificate accuratamente, sbirciando tra le varie discussioni, che non se ne sia già parlato. Questo permetterà di risparmiare tempo sia a voi, sia a chi vorrà fornirvi assistenza;
    4) In nessun caso è permesso duplicare i post.

    Buona lettura! 🙂

    Lo Staff

    1. Ciao Gloria. Innanzitutto bisogna verificare su quale media è stata calcolata l’ASpI (tieni presente che la media tiene conto degli ultimi due anni di retribuzione). Inoltre, devi considerare che all’ASpI viene applicata la tassazione IRPEF come reddito da lavoro dipendente con aliquota al 23%, per cui dall’importo riconosciuto devi sottrarre tale percentuale a titolo di imposta, più le addizionali regionale e comunale (di qualche decina di euro). Se ci comunichi l’importo esatto della media retributiva calcolata dall’INPS verifichiamo con precisione.

  3. salve a tutti, come e’ possibile avere una disoccupazione pari all importo di 479 euro quando le mie ultime paghe erano di 900-950 euro?? parlo dell aspi!! aiuto grazie!

  4. Salve, io ho lavorato 8 mesi e 9 giorni nel 2011, poi 7 mesi e 6 giorni nel 2012, ho preso la disoccupazione dal 07/08/2012 al 10 aprile 2013 (tutto ciò che mi spettava), poi ho lavorato dal 1° luglio 2013 al 31 dicembre 2013 (6 mesi), dal 1° gennaio 2014 sono di nuovo disoccupata posso chiedere l’aspI normale (ex disoccupazione ordinaria)?

    1. Ciao Carla, bisogna verificare tramite un estratto contributivo se nel biennio 31.12.2011 – 31.12-2013 hai maturato le 52 settimane contributive richieste per accedere all’ASpI.
      Ti posso consigliare di presentare comunque la domanda per l’ASpI, spuntando l’apposita opzione di verifica per la Mini-ASpI nel caso in cui la domanda fosse reiettata per assenza del requisito contributivo. Così facendo non appena l’ufficio INPS lavorerà la pratica, se verificherà l’assenza del requisito contributivo per accedere all’ASpI, in automatico controllerà se puoi accedere alla Mini-ASpI evitandoti di presentare una nuova richiesta.

          1. L’importante è che nel biennio relativo all’ultimo licenziamento riesci a contarne almeno 52, e questo si può verificare solo tramite un estratto contributivo, anche perchè tieni presente che la settimana contributiva viene calcolata per intero solo se la media retributiva settimanale del rapporto di lavoro è superiore al minimale contributivo (che per il 2013 è pari a 198,17 euro settimanali, 858,08 euro mensili), altrimenti vengono riproporzionate suddividendo il totale delle retribuzioni percepite per il minimale contributivo. Questo per dirti che non sempre 53 settimane vengono conteggiate per intero ma nell’estratto potresti vederne di meno a seguito del riproporzionamento dovuto al minimale.

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