Diritto

La notifica si perfeziona all’atto della spedizione e non a quello della ricezione

In tema di contenzioso tributario ed in ipotesi di notificazione a mezzo posta del ricorso del contribuente, il principio generale non è più quello del perfezionamento al momento della ricezione, ma quello del perfezionamento, per il notificante, al momento della spedizione, a condizione che la ricezione avvenga. Ne consegue che, ai fini della tempestività del ricorso, è rilevante e fa fede, anche in caso di spedizione postale mediante uso della busta anzichè del plico raccomandato, la data di spedizione, costituendo l'uso della busta (il cui contenuto non sia contestato) una mera irregolarità
In tema di contenzioso tributario ed in ipotesi di notificazione a mezzo posta del ricorso del contribuente, il principio generale non è più quello del perfezionamento al momento della ricezione, ma quello del perfezionamento, per il notificante, al momento della spedizione, a condizione che la ricezione avvenga. Ne consegue che, ai fini della tempestività del ricorso, è rilevante e fa fede, anche in caso di spedizione postale mediante uso della busta anzichè del plico raccomandato, la data di spedizione, costituendo l’uso della busta (il cui contenuto non sia contestato) una mera irregolarità

In tema di contenzioso tributario ed in ipotesi di notificazione a mezzo posta del ricorso del contribuente, il principio generale non è più quello del perfezionamento al momento della ricezione, ma quello del perfezionamento, per il notificante, al momento della spedizione, a condizione che la ricezione avvenga. Ne consegue che, ai fini della tempestività del ricorso, è rilevante e fa fede, anche in caso di spedizione postale mediante uso della busta anzichè del plico raccomandato, la data di spedizione, costituendo l’uso della busta (il cui contenuto non sia contestato) una mera irregolarità.

E’ quanto richiamato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 5034 del 4 marzo 2014.

IL FATTO

Un contribuente proponeva ricorso avverso un avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate e relativo ad Irpef dell’anno 1979. Risultato vittorioso in primo grado, in secondo grado la Commissione Tributaria Regionale ribaltava il verdetto e accoglieva il ricorso dell’Ufficio finanziario, annullando la decisione per non avere riconosciuto l’inammissibilità dell’originario ricorso del contribuente, quale conseguenza dell’omessa consegna all’Ufficio di copia dello stesso entro il prescritto termine decadenziale. Il contribuente proponeva dunque ricorso per cassazione.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

Il contribuente, impugnando la sentenza della Ctr, desumeva violazione e/o falsa applicazione degli artt. 16 e 17 del D.P.R. n. 636/1972. In particolare, l’art. 17 dispone che “Il ricorso è proposto mediante consegna o spedizione, in plico senza busta raccomandata con avviso di ricevimento, dell’originale alla segreteria della commissione tributaria e di una copia in carta semplice all’ufficio tributario. Della consegna è rilasciata ricevuta. L’ufficio tributario, se la copia ad esso assegnata o spedita è sostanzialmente difforme, può chiedere fino all’udienza di discussione che il ricorso sia dichiarato inammissibile“.

La Corte, per la risoluzione del caso, richiama un principio desumibile da pregresse pronunce. E’ stato, infatti, affermato che “In tema di contenzioso tributario ed in ipotesi di notificazione a mezzo posta del ricorso del contribuente, alla luce delle sentenze della Corte Costituzionale n. 477 del 26 novembre 2002 e n. 520 del 6 dicembre 2002 – aventi ad oggetto, rispettivamente, la normativa riguardante il momento del perfezionamento delle notifiche a mezzo posta nel rito civile e quella riguardante l’utilizzo del servizio postale per il deposito degli atti nel giudizio tributario – il principio generale non è più quello del perfezionamento al momento della ricezione, ma quello del perfezionamento, per il notificante, al momento della spedizione, a condizione che la ricezione avvenga. Ne consegue che, ai fini della tempestività del ricorso, è rilevante e fa fede, anche in caso di spedizione postale mediante uso della busta anzichè del plico raccomandato, la data di spedizione, costituendo l’uso della busta (il cui contenuto non sia contestato) una mera irregolarità” (Cass. n. 10481/2003, n. 8447/2004, n. 5967/2005, n. 15809/2005).

Nel caso in esame, per la Suprema Corte la sentenza della Ctr disattende tale consolidato principio, in quanto ha ritenuto e dichiarato del tutto irrilevante la circostanza che la copia dell’originario ricorso fosse stata spedita all’Ufficio, tempestivamente, a mezzo posta, stante il fatto che la stessa era, però, pervenuta dopo la scadenza del prescritto termine.

In definitiva, gli ermellini accolgono il ricorso del contribuente disponendo la nullità, oltre che dell’impugnata sentenza, di tutti gli atti successivi alla costituzione in giudizio della ricorrente nel giudizio di primo grado e della decisione emessa a conclusione di tale fase processuale.

Corte di Cassazione – Ordinanza N. 5034/2014

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