Diritto

La notifica diretta per posta da parte di Equitalia è inesistente

La notifica diretta per posta da parte di Equitalia è inesistente
Nuova conferma per quello che può ormai essere definito un orientamento consolidato della giurisprudenza di merito: è inesistente la notifica per posta effettuata direttamente da Equitalia

Nuova conferma per quello che può ormai essere definito un orientamento consolidato della giurisprudenza di merito: è inesistente la notifica per posta effettuata direttamente da Equitalia.

Gli avvisi di pagamento, quindi, possono essere fatti recapitare anche attraverso posta ma vanno spediti con l’intermediazione di un agente notificatore e non direttamente dal soggetto incaricato della riscossione, atteso che l’invio a mezzo posta è riservato, dalla legge, ai soli agenti a tanto abilitati; in difetto l’ingiunzione di pagamento, anche se ricevuta dal contribuente attraverso il servizio postale, è da considerarsi inesistente per assenza di relata di notifica, ovvero di quell’atto avente la capacità giuridica di “portare a conoscenza” al cittadino-contribuente un credito vantato da un Ente nei suoi confronti e, quindi, di incidere nella propria sfera patrimoniale”.

È quanto ha affermato la sezione I della CTP di Campobasso, con la sentenza n. 134 del 27 agosto 2013, la quale esprime un principio di diritto che conferma quello che ormai può definirsi orientamento consolidato della giurisprudenza di merito ovverossia è inesistente la notifica per posta effettuata direttamente da Equitalia.

In particolare, la Commissione provinciale respingeva quanto richiesto con l’atto costitutivo dal concessionario Equitalia Campobasso S.p.A., che insisteva nel ritenere infondate le opposte ragioni, attesa la suscettibile sanatoria degli atti recapitati attraverso il sistema postale, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., dato lo scopo raggiunto dall’atto medesimo per aver consentito al ricorrente di approntare un’adeguata difesa, così come sarebbe avvenuta. Secondo i Giudici, vengono dettate tassative prescrizioni, finalizzate a garantire il risultato del ricevimento dell’atto, da parte del destinatario, e ad attribuire certezza all’esito del procedimento notificatorio – attesi i diversi sviluppi normativi subiti, nel corso degli anni, dall’art. 26 del D.P.R. n. 602 del 1973 – non più consentendo la possibilità di notificare le cartelle direttamente da parte del concessionario per la riscossione, per essere stato eliminato dalla normativa di settore l’inciso che gli conferiva tale possibilità.

Giova ricordare a tal proposito, che l’art. 26 citato ha, infatti, permesso, sino alla sua modifica del 1° luglio 1999, la possibilità di notificare le cartelle “(…) anche mediante invio, da parte dell’esattore di lettera raccomandata con avviso di ricevimento“.

Con il mutamento di tale dispositivo, avvenuto dapprima dall’art. 12 del D.Lgs. n. 46/1999 e successivamente dall’art. 1, D.Lgs. n. 193/2001, è stato eliminato l’inciso “da parte dell’esattore” cosi escludendo, da parte del legislatore, i soggetti che, nella precorsa consuetudine, notificavano le cartelle esattoriali tramite raccomandata con avviso di ricevimento in assenza della necessaria relata di notifica (in tal senso sentenza CTR Roma n. 82/2/2009; CTR Lombardia n. 61/22/2010; CTP Lecce n. 436/02/2010; CTP Milano n. 75/26/2011; CTP Campobasso n. 233 del 7 novembre 2011 e n. 113 del 12 giugno 2012).

Va precisato che la giurisprudenza in più occasioni ha sancito la necessaria compilazione della relata in caso di notifica a mezzo posta: in particolare, “la mancata compilazione della relata in violazione dell’art. 148 c.p.c., determina non la semplice nullità della notifica, bensì la giuridica inesistenza della stessa, patologia non sanabile in senso assoluto (…) a fronte della quale non è richiamabile l’applicazione della sanatoria del raggiungimento dello scopo prevista dall’art. 156 c.p.c. solo per i casi di nullità” (CTR Lombardia n. 61/22/2010).

Di tali principi giuridici la Commissione provinciale di Campobasso ha fatto buon governo poiché nel ribadirli, sulla stessa linea interpretativa delle sue precedenti statuizioni (n. 133 dell’11 giugno 2012; n. 219 del 21 dicembre 2012 e n. 36 del 21 febbraio 2013) ha ritenuto la notificazione come atto proprio ed esclusivo dell’ufficiale giudiziario anche quando, quest’ultimo, si avvale del servizio postale.

Ctp Campobasso – Sentenza N. 134/2013

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