Fisco

La giustizia boccia il redditometro e le Entrate si schierano in sua difesa

La giustizia civile e quella tributaria bocciano il nuovo redditometro, mentre l'agenzia delle Entrate lo difende
La giustizia civile e quella tributaria bocciano il nuovo redditometro, mentre l’Agenzia delle Entrate lo difende

La giustizia civile e quella tributaria bocciano il nuovo redditometro, mentre l’Agenzia delle Entrate lo difende. Dopo l’ordinanza del Tribunale di Napoli del febbraio scorso, anche la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia (sentenza 74.02.13 depositata il 18 aprile) ha dichiarato l’illegittimità dello strumento di accertamento disegnato dal decreto ministeriale del 24 dicembre 2012. Sotto accusa, in particolare, le medie Istat e le mancate differenze territoriali del nuovo strumento.

Per i giudici tributari, il nuovo redditometro sarebbe stato emanato al di fuori del perimetro disegnato dalla normativa primaria e dei suoi presupposti e al di fuori della legalità costituzionale e comunitaria. Il decreto, infatti, prende in considerazione le spese medie delle famiglie, così come stimate dall’Istat, nonostante che la norma che disciplina l’accertamento sintetico (articolo 38 del Dpr 600/73) faccia riferimento al singolo contribuente. Inoltre il provvedimento, sempre secondo la Ctp di Reggio Emilia, prevedendo la raccolta di tutte le spese effettuate (tra cui anche quelle farmaceutiche e per eventuali iscrizioni ad associazioni culturali), priverebbe il contribuente del diritto ad avere una vita privata, in violazione di quanto sancito dalla Costituzione (articoli 2 e 13) e dalla Carta dei diritti fondamentali della Ue (articoli 1, 7 e 8). Infine, il Dm sul redditometro violerebbe il diritto alla difesa (articolo 24 della Costituzione e articolo 38 del Dpr 600/73) in quanto rende impossibile fornire la prova di aver speso di meno rispetto a quanto risulta dalle medie Istat.
Ma l’Agenzia delle Entrate non ci sta. In una nota di venerdì 19 aprile, l’amministrazione finanziaria sostiene che il nuovo redditometro non viola la privacy, né può essere applicato retroattivamente, se più favorevole, alle annualità anteriori al 2009, come affermato al contrario dalla Ctp di Reggio Emilia.

L’Agenzia sottolinea come la decisione della Commissione tributaria, così come l’ordinanza del tribunale di Napoli (sezione distaccata di Pozzuoli) che il 21 febbraio 2013 aveva bocciato il redditometro e che in gran parte è richiamata nella motivazione dei giudici tributari, produce effetti solo per il singolo caso e non si presta a produrre conseguenze generalizzate. Le Entrate, inoltre, ritengono inammissibile l’applicazione retroattiva del nuovo redditometro alle annualità anteriori al 2009.

Agenzia Entrate – Nota avverso sentenza C.T.P. Reggio Emilia C.T.P. Reggio Emilia – Sentenza N. 74.02.13/13 Tribunale di Napoli – Ordinanza N. 250/2013

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