Fisco

La dichiarazione telematica dell’ Iva può essere ritrattata

L'invio telematico della dichiarazione non fa nascere l'obbligazione tributaria perchè non produce effetti assimilabili a quelli di una confessione, ma rappresenta unicamente un momento essenziale del procedimento di accertamento e di riscossione dell'imposta
L’invio telematico della dichiarazione non fa nascere l’obbligazione tributaria perchè non produce effetti assimilabili a quelli di una confessione, ma rappresenta unicamente un momento essenziale del procedimento di accertamento e di riscossione dell’imposta

L’amministrazione fiscale non può esigere il versamento dell’Iva calcolato solo sulla base della dichiarazione telematica inviata dal contribuente. La Cassazione (Sesta civile, sentenza 6318/13 depositata il 13 marzo) respinge l’impugnazione dell’Agenzia delle Entrate avallando la decisione della Ctp di Pavia del 2007 relativa a un accertamento del 2003.

L’invio a distanza della dichiarazione non fa infatti nascere l’obbligazione tributaria, perchè l’invio telematico “non produce effetti assimilabili a quelli di una confessione, ma rappresenta unicamente un momento essenziale del procedimento di accertamento e di riscossione dell’imposta, con la conseguenza che essa è emendabile e ritrattabile“. La dichiarazione pertanto può essere corretta e ritrattata dall’interessato, perché il contribuente ha sempre il diritto di poter dimostrare “l‘inesistenza, anche parziale, dei presupposti di imposta erroneamente dichiarati“.

Cassazione – Sentenza n. 6318/13

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