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La Camera «chiama» il Governo: entro l’anno stabilizzare i bonus edilizi

La Camera «chiama» il Governo: entro l'anno stabilizzare i bonus edilizi
Il Governo dovrà dettare entro il 31 dicembre le norme per rendere strutturali i due bonus per il recupero edilizio abitativo e per il risparmio energetico

Il Governo dovrà dettare entro il 31 dicembre le norme per rendere strutturali i due bonus per il recupero edilizio abitativo e per il risparmio energetico.
L’emendamento al decreto legge n. 63, presentato dal leghista Allasia e sostenuto dal presidente Pd della commissione Ambiente, Ermete Realacci, sarà votato oggi a larghissima maggioranza dall’Aula di Montecitorio. Le aliquote dei due crediti di imposta probabilmente scenderanno rispetto agli attuali livelli del 50% e del 65% ma quello che il Parlamento chiede è comunque la «stabilizzazione» dello strumento con regole chiare e durature.

L’Aula della Camera ha cominciato ieri a votare il decreto legge n. 63 sui bonus edilizi, confermando la larga convergenza di tutti i gruppi parlamentari sullo strumento rilanciato e ampliato dal Governo. Questo clima positivo si è tradotto nel ritiro della gran parte degli emendamenti (erano oltre 400) presentati da Sel, Movimento 5 stelle e Lega Nord.

Tutti d’accordo anche sull’estensione del credito di imposta al 65% per i lavori di prevenzione antisismica, la novità più rilevante approvata la settimana scorsa dalle commissioni Finanze e Attività produttive. Nello stesso passaggio in commissione era stato varato un altro ampliamento del 65% alle azioni di rimozione dell’amianto e ai lavori per la realizzazione di impianti di depurazione delle acque.

Le votazioni in Aula e i pareri espressi da relatori e Governo hanno delineato ieri un quadro pressoché definitivo del testo in uscita da Montecitorio. Tra quelle votate ieri e quelle che saranno votate stamattina le modifiche al testo approvato dalle commissioni saranno cinque o sei.
Una modifica votata all’articolo 12 riguarda i controlli relativi agli attestati di prestazione energetica, alle relazioni tecniche, alle asseverazioni di conformità, all’attestato di qualificazione energetica: questi controlli, effettuati dalle autorità competenti «che ricevono i documenti», dovranno essere «periodici e diffusi», chiede Montecitorio.

Una correzione anche per gli edifici vincolati. Il decreto legge già disponeva che dall’applicazione delle regole sul rendimento energetico degli edifici (D.Lgs n. 192/2005) fossero esclusi gli edifici vincolati «solo nel caso in cui il rispetto della prescrizione implichi un’alterazione sostanziale del loro carattere e aspetto con particolare riferimento ai profili storici e artistici».
L’emendamento approvato ieri dall’Assemblea di Montecitorio precisa che saranno le amministrazioni titolari delle autorizzazioni relative al vincolo a chiarire se «il rispetto della prescrizione imposta implichi un’alterazione sostanziale del carattere o aspetto» dell’edificio «con particolare riferimento ai profili storici, artistici e paesaggistici». Quindi: poteri esplicitamente attribuiti alle autorità preposte al vincolo; reintroduzione esplicita del vincolo paesaggistico; esclusione dal regime ordinario del rendimento energetico anche se le prescrizioni imposte alterino uno solo tra carattere e aspetto dell’edificio.

Un’ulteriore modifica riguarda le modalità di rilascio dell’attestazione della prestazioni energetica per lo specifico caso di un’unica attestazione per più unità immobiliari facenti parte dello stesso edificio. Questo rilascio unico sarà più difficile. Era previsto infatti che questa attestazione unica si potesse rilasciare solo nel caso di una «medesima destinazione d’uso» delle diverse unità immobiliari. Ora si aggiungono altre condizioni: le unità immobiliari dovranno avere anche «la medesima situazione al contorno, il medesimo orientamento e la medesima geometria».

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